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  Arezzo C.P.: Il "bollo numerato" del portalettere
di Roberto Monticini

Questi bolli sono anche chiamati timbrini del postino, ciascun portalettere era assegnatario di un bollo che riportava il suo numero di iscrizione nel ruolo dell'ufficio e quindi era il numero che lo contraddistingueva e non la zona di sua competenza che infatti poteva cambiare.

La norma, che regola con chiarezza l'uso di questi simpatici bolli, è quella contenuta nel 4° comma dell'art. 916 della "Istruzione per il servizio delle corrispondenze postali, interne ed internazionali", del Ministero delle Poste e dei Telegrafi - Direzione Generale delle Poste, del 1908.
Da allora, l'istruzione ha subito innumerevoli variazioni, aggiunte e soppressioni e per ciò che concerne l'art. 916, negli anni '60, gli adempimenti relativi alle lettere a), b), c), d) ed e), furono demandati ai Verificatori e, nello stesso periodo, il comma relativo ai bollini, che doveva essere apposto a tergo della corrispondenza della specie su esposta, fu SOPPRESSO!

I bolli dei portalettere andavano poi apposti anche sulle corrispondenze di cui all'art. 924 della medesima istruzione del 1908.

Lo troviamo pertanto anche nelle corrispondenze quando se ne rilevava una irregolarità o vi era una contestazione oppure in quelle che, per qualche motivo, dovevano essere consegnate da un altro portalettere.

La posta al momento del suo arrivo era consegnata ad un addetto postale chiamato Ripartitore, lui la divideva per zone e la consegnava successivamente al Camminatore che aveva il compito di consegnarla ai Portalettere che la suddividevano per le vie di loro competenza per poi essere consegnata. Nel momento che il postino riceveva erroneamente delle corrispondenze non di sua competenza, utilizzava il bollo che lo contraddistingueva e le passava al postino competente.

Solo recentemente ho avuto modo di interessarmi a questi particolari bollini nella cui comprensione sono stato aiutato dall'amico Ruggero Cataldi e dalla sua conoscenza di normative postali che, nella sua colossale opera La Posta in Verona e nella sua Provincia (*), ci offre a pag. 708, quelli della sua città collocando questi timbri nel capitolo dedicato a VERONA C.P. (Corrispondenza e Pacchi).

Non sono ancora in grado di poter fornire tutta la serie completa delle impronte, ringrazio fino da ora coloro che mi vorranno fornire l'immagine di quelle ancora mancanti:













 

*) Cataldi Luigi Ruggero, La Posta in Verona e nella sua Provincia, 2000, Verona, Grafiche Aurora.

Aggiornamenti:

19/04/2017 - inserita immagine dei nn. 1-10-11, sostituito il n. 7;
02/04/2017 - inserita immagine del n. 7 - collezione Daniele Prudenzano.