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  Bolli di emergenza nell'aretino
di Roberto Monticini

I bolli erano soggetti a rompersi o a deteriorarsi per l'uso continuo che ne veniva fatto, gli uffici con maggiore movimentazione ed impiegati ne avevano a disposizione più di uno, ma gli uffici con minori corrispondenze ne avevano solo uno in dotazione, alla loro rottura, oltre alla richiesta di un nuovo timbro, si ricorreva alluso di bolli successivamente chiamati di emergenza.

Altra ragione che ne richiese l'uso è quella illustrata da Enrico Monti (Asif 71/1969):
Venutasi a creare la ben nota necessità di sostituire ai vari timbri “Guller” in dotazione agli Uffici Postali la parte - riferentesi ai millesimi - del rullo girevole, l’Ufficio Economato della Direzione Provinciale della Poste di Perugia provvide all’inoltro a ben 116 Uffici, di appositi timbri muti di emergenza. Le Poste si servirono di 30 timbri diversi raggruppabili in 5 tipi che seguirono una regolare rotazione nelle 116 destinazioni, nel periodo compreso fra il 24 ottobre 1939 ed il 30 gennaio 1940.
Questi timbri di emergenza vennero applicati sul francobollo unitamente ad un annullo lineare: corsivo, stampatello dritto, stampatello dritto con numero frazionario incorporato, indicativo del nome della località.

Bucine 28 ottobre 1904

Marciano della Chiana 20 febbraio 1902

Papiano 27 gennaio 1951

Pian di Scò 21 agosto 193? (nel bollo di arrivo: 22-08-1941)

Terranuova Bracciolini 4 marzo 1901