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  La stazione di posta de' cavalli di AREZZO, la sua corretta individuazione
di Fabiana Susini (*) e Roberto Monticini

Una prima segnalazione documentaria di una stazione di posta ad Arezzo dei cavallari del Duca di Milano, situata sull’itinerario Milano – Roma, risale al 1454. Dalla documentazione pervenutaci apprendiamo anche come, alla data del 4 giugno 1463, i Milanesi avessero preferito seguire l’itinerario sulla strada romana-senese sostituendolo quindi a quello aretino.

Alla fine del Cinquecento (1590) un rescritto di Ferdinando I de’ Medici stabiliva che Arezzo divenisse “città di passo” in modo da obbligare i procacci di Perugia e Ancona a transitarvi. Il nuovo itinerario appare già nella prima carta postale italiana disegnata da Giacomo Cantelli ed edita nel 1695. Le prime segnalazioni di una stazione di posta cavalli in città nella letteratura odeporica risalgono solo ai primi decenni del Settecento.

Nella documentazione dell’Archivio di Stato di Firenze, una prima citazione della stazione della posta dei cavalli di Arezzo è datata 1742; nel 1793 appare nell’elenco delle stazioni che, per l’insufficiente volume di lavoro, ricevevano un sussidio granducale per il mantenimento del servizio postale: il sussidio annuo ammontava a lire 490

(1) .

Fig. 1 - tratto da Francesco Tiroli, La vera guida per chi viaggia in Italia …, Roma Giunchi, 1775, in ISSP:

http://viaggionelweb.issp.po.it/htm/itinerari/tiroli_Roma_Firenze.htm



Fino ad oggi la locazione della stazione di posta di Arezzo era stata individuata in un complesso che chiudeva Piazza della Badia a Nord, tra Via Cavour e Via Isidoro del Lungo; tali costruzioni furono abbattute intorno al 1900 per permettere l'ampliamento della piazza.

Fig. 2 - Porzione di mappa tratta dal Catasto particellare del 1826 conservato presso l'Archivio di Stato di Arezzo

In "Immagine di Arezzo" (2) di Monsignor Angelo Tafi troviamo anche l'unica fotografia conosciuta, scattata prima della demolizione di quelle individuate come scuderie granducali, ma si trattava di quelle annesse all'Ufficio di posta e non di quelle della Stazione di posta.

Fig. 3

La ricerca sulle stazioni di posta toscane effettuate dalla Dott.ssa Fabiana Susini, svolta sul materiale documentale dell'Archivio di Stato di Firenze, ha permesso di acquisire maggiori dati e testimonianze. Particolare importanza assume il documento sotto riportato dal quale si evince che la Real Posta de Cavalli d'Arezzo venne acquistata dall'Uffizio Generale della Posta di Firenze nel 1784 (3) e che Postiere al momento dell’Acquisto era Iacopo Pollastri (4)

Fig. 4 - Consegnata al Postiere attuale Cristofano Pollastri con il suo rispettivo Inventario il dì 24 Dicembre 1784

La pianta dell'immobile però mal si adatta alla mappa del catasto di Arezzo del 1826 (Fig. 2) e l'altezza dell'immobile non corrisponde a quella della Fig. 3.

La pianta dell'immobile mal si adatta alla mappa del catasto di Arezzo del 1826 (Fig. 2) e l'altezza dell'immobile non corrisponde a quella della Fig. 3.
Dallo studio delle particelle intorno a piazza della Badia, delle strade adiacenti e delle proprietà attigue alla pianta della stazione di posta è stato possibile accertare che l'immobile era ubicato sempre sulla Strada Maestra della Valle Lunga (Via Cavour) in angolo con Via della Badia (Via Aurelio Saffi) ed occupava l'immobile che riportiamo in Fig. 6, mentre le Figg. 5 e 7 ne confermano la collocazione:

Fig. 5 - particolare della pianta del 1784

 

Fig. 6 - particolare della pianta catastale del 1826


Fig. 7 - stato attuale dell'immobile sede della stazione di posta

Rileggiamo quanto Monsignor Angelo Tafi scrive a pag. 349 della sua splendida opera "Immagine di Arezzo" (2):

"In Piazza della Badia si affacciavano il «Caffè della Posta» a pianterreno del Palazzo Maggi (angolo col Borgo di Badia, oggi Via Aurelio Saffi) e l'attiguo «Albergo della Posta», che nel Settecento era l'unico albergo di Arezzo (...) Nel linguaggio popolare si dette nome «Corno della Posta» all'angolo già indicato del Palazzo Maggi tra Via Aurelio Saffi e Via Cavour: per altri il nome di «Corno» non verrebbe da «angolo», ma dallo strumento a fiato, distintivo caratteristico del servizio postale di allora".

Noi propendiamo per questa seconda ipotesi e riteniamo che l'«angolo» cui si fa riferimento non fosse quello sinistro (come finora ipotizzato), ma quello destro dove doveva avere sede la Stazione; Monsignor Tafi ancora prosegue:

"... essendo note al pubblico le disavventure coniugali di un Brandaglia (nella pianta della Stazione il confinante destro è l'Avv. Brandaglia) che abitava nel palazzetto di questa famiglia posto all'angolo di Via Cavour con Via dei Pecori ed essendo stato domandato l'indirizzo di questo personaggio, un certo avvocato Pietro Ducci rispose alla domanda con il seguente velenoso epigramma:

«La casa dei Brandaglia, nemmeno a farlo apposta
resta tra Via de' Pecori e il Corno della Posta».
"

Ecco evidente che il «Corno della Posta» dovesse essere l'unico immobile accanto a casa Brandaglia prima di Via Aurelio Saffi o Via della Badia e quindi riconducibile alla stazione di posta di Arezzo.

Non è un caso che Piazza della Badia sia ancora chiamata "Piazza della Posta Vecchia": nel lato settentrionale della piazza dove, fino al 1930 (Ndr: data probabile che necessita di conferma), ha avuto sede l'Ufficio di Posta della città prima del suo trasferimento in Via Guido Monaco:

Fig. 8 - a sinistra dell'ingresso principale: l'Ufficio del Telegrafo,
a destra l'Ufficio di Posta in una foto del 1920-30


ad est della Piazza, entrando in Via della Badia, l'Albergo ed il Caffè della Posta si trovavano sulla sinistra, mentre a destra la "Stazione di posta dei cavalli".

     


(28 luglio 2017)

1) - In Istituto di Studi Storici Postale "Aldo Cecchi" onlus, Viaggio nel web (visitato il 28/07/2017)

2) - Angelo Tafi, Immagine di Arezzo, Banca Popolare dell'Etruria, 1978, Città di Castello

3) - ASFI, Scrittorio Fabbriche e fortezze, fortezze lorenesi, n. 2774 PIANTE, CONTRATTI, INVENTARI DELLE REALI POSTE DELLO STATO DAL 1777 AL 1793., fascicolo 1. Arezzo

4) - Soprintendenza Generale delle Poste N. 176 - Repertorio degli Affari d'Archivio 1814-1831 - 1816 il POSTIERE D’Arezzo domanda un locale per i fieni e risarcimento fabbrica (filza n. 63) - 1830 il POSTIERE D’Arezzo domanda esenzione della pigione della locanda attigua alla posta (filza n. 60) - Asfi, Scrittorio Fabbriche e fortezze, fortezze lorensi, n. 2774 PIANTE, CONTRATTI, INVENTARI DELLE REALI POSTE DELLO STATO DAL 1777 AL 1793., fascicolo 1. Arezzo

(*) - Fabiana Susini è Dottore di ricerca in Storia dell'architettura e della città, Dipartimento di Architettura (DIDA), Università degli Studi di Firenze; sull'argomento ha già pubblicato: Il sistema delle stazioni di posta nel granducato di Toscana nel XVIII secolo: architetture, funzionalità, paesaggi in: Archivio per la Storia Postale, comunicazioni e società, n. 7 (36 V.S.), 2015, Istituto di studi storici postali, Prato.