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  La provincia di Arezzo: mutazioni territoriali e amministrative (1825-1939)
di Giuseppe Alpini e Roberto Monticini

Nel 1384 Arezzo perde la sua autonomia: il suo territorio viene annesso nella Repubblica Fiorentina; nel 1569 entrerà a far parte del Governo Granducale. Il 7 dicembre 1772 Pietro Leopoldo istituì ad Arezzo la prima comunità della Toscana Granducale. In questo nuovo concetto il territorio della comunità risultava costituito da un insieme di frazioni con un capoluogo sede del governo locale, è il sistema che maggiormente si può associare al nostro attuale, esso si differenzia profondamente dal precedente “antico comune” di tipo campanilistico: che poteva essere conquistato, venduto o acquistato.

Fino al 1799 Arezzo fu sede di Vicariato con un Commissario. Reinach, Commissario del Governo francese per la Toscana, aggiunse al territorio comunale aretino il Casentino e la Valtiberina, nonchè territori come: Rocca San Casciano, Portico, Tredozio, Modigliana, Premilcuore, Dovadola, Bagno di Romagna, Sorbano e Galeata. Dopo i moti del Viva Maria e la cacciata dei francesi dalla Toscana, Ferdinando III, con motuproprio del 10 febbraio 1800, per ricompensare gli aretini stabilì di “erigere in capo di Provincia la città di Arezzo” con un proprio territorio e con a capo “un ministro superiore con il titolo di Commissario di Arezzo”.

L’ordinanza non fu attuata perché il 19 ottobre del 1800 Arezzo è nuovamente occupata dai francesi, il progetto deve essere pertanto procrastinato e la città resta quindi capoluogo di Sottoprefettura nel Compartimento dell’Arno. Il 14 giugno 1814 diverrà sede di un Commissario Governativo, con un territorio che nulla ha a che fare con quello amministrativo che gli verrà successivamente attribuito con il motuproprio del 1 novembre 1825. E’ solo grazie a Leopoldo II che Arezzo diviene capoluogo di provincia, con un suo territorio da amministrare, ben più esteso di quello attuale.

Organi e divisione amministrativa del territorio

La restaurazione granducale ripropone il modello amministrativo precedente a quello instaurato dai francesi: gli organi amministrativi periferici sono di nomina granducale ed i loro compiti non sono dissimili dai corrispondenti attuali:

- il Provveditore è a capo della Sovrintendenza comunitativa (Presidente della Provincia) egli ha il compito di dirigere gli affari economici delle Comunità e Luoghi pii comunitativi, sovrintende le Deputazioni dei fiumi, sorveglia l’esazione della tassa di famiglia, raccoglie i fondi necessari al mantenimento delle strade provinciali;

- il Gonfaloniere è a capo di una rappresentanza civile di notabili, detti Priori
(Sindaco e Giunta Comunale): presiede la Comunità;

- il Cancelliere Comunitativo è il consultore legale di una o più Comunità
(Segretario Comunale), egli è custode degli archivi municipali e ministro regio del catasto, egli è sottoposto all’ispezione ed alla sorveglianza del rispettivo Provveditore della Camera di Sovrintendenza Comunitativa.

Gli organi e le loro funzioni sono state estratte dagli scritti di Emanuele Repetti (vedi bibliografia), è interessante notare l’utilizzo di una nuova terminologia: strade provinciali e archivi municipali contemporaneamente all’uso di compartimentali e comunitativi.

Leopoldo II, con motuproprio del 1 novembre 1825, alle quattro Camere di Soprintendenza comunitative esistenti aggiunge quella di Arezzo, assegnando alla nuova provincia un vasto territorio comprendente 49 comunità e 18 cancellerie dopo averle scisse dai Compartimenti di Firenze e di Siena.

Le Cancellerie, le Comunità, le valli, la superficie in quadrati, la popolazione al 1833

Alla sua costituzione il territorio della provincia di Arezzo è costituito da 49 Comunità e 18 Cancellerie (1), tra le quali, ora non più presenti: Monte S. Maria, Verghereto, Sarteano, Chianciano, Chiusi, Cetona, Montepulciano, Sinalunga e Torrita.

Molto diversa però era la divisione governativa del Granducato mediante la legge del 2 agosto 1838, mercé cui tutta la Toscana fu repartita in cinque governi, cioé, 1. di Firenze, 2. di Livorno, 3. di Pisa, 4. di Siena, e 5. dell'Isola dell'Elba, ed in sette, poi otto Commissariati RR. 1. di Firenze, 2. di Pistoja, 3. di Arezzo, 4. di Grosseto, 5. di Montepulciano, 6. di Volterra, 7. della Rocca San-Casciano, 8 di Pontremoli (2).

Con la riforma del 1838 la Comunità di Verghereto è entrata a far parte del Compartimento di Firenze

Divisione Amministrativa del Compartimento Aretino raffronto tra gli anni 1825-1848


Ma tutto ciò sparì ... col disposto del motuproprio del 9 marzo 1848 tutto il Granducato fu repartito in sette Compartimenti, 1 . di Firenze, 2. di Lucca, 3. di Pisa, 4. di Siena, 5. di Arezzo, 6. di Pistoja e 7. di Grosseto (2).

Con la riforma del 1848 alcune Comunità della Valdichiana vanno a far parte del Compartimento di Siena: Cetona, Chianciano, Chiusi, Montepulciano, Sarteano, Sinalunga, Torrita.
La Comunità di Cavriglia passa invece dal Compartimento senese a quello aretino.

Il 15 aprile 1927 i Comuni di Monterchi (con Le Ville) e Monte Santa Maria Tiberina (con Lippiano) vengono assegnati alla provincia di Perugia (RDL 31/3/1927 n. 468 - G.U. n. 86 del 13/4/1927).

Con Legge 3/1/1939 (G.U. n. 28 del 3-2-1939) Monterchi ritorna a far parte della provincia di Arezzo.

Nota storico postale

L’amministrazione periferica granducale non corrispose territorialmente a quella postale: Sinalunga e Torrita insieme a Chianciano, Chiusi, Sarteano, Cetona e Montepulciano rimasero nell’amministrazione postale del dipartimento aretino almeno fino al 1856 (vedi Almanacco Etrusco) oppure al 1859 (secondo l'Almanacco Toscano).

A Lippiano fu assegnato come numero frazionario dell'ufficio il 4-35 fino al 1927, successivamente il n. 46-386.
Monte S. Maria Tiberina ebbe come numero dell'ufficio il frazionario 4-46 fino al 1927, successivamente il n. 46-388.
A Monterchi fu assegnato il numero frazionato 4-44 fino al 1927, il frazionato n. 46-387 fino al 1939, successivamente riprese il suo vecchio numero 4-44.

La divisione governativa e giudiziaria del compartimento aretino

L’amministrazione periferica governativa e giudiziaria granducale è articolata in quattro Governi provinciali diretti da Governatori residenti in Siena, Livorno, Pisa e Portoferrajo, ciascuno di loro è affiancato da un consultore avente il titolo di Auditore del governo, il quale riunisce nella sua persona “pel giudiziario” le attribuzioni dei vicari regii.
Ciascun Governatore rappresenta l’autorità sovrana per l’osservanza delle leggi e per il buon regolamento della sua provincia, sono superiori locali nelle materie di buon-governo e di polizia, anche se in questa attribuzione restano soggetti alla direzione del Presidente del buon-governo.
Altro organo rappresentativo dell’autorità granducale in materia di governo e giudiziaria è il Commissario Regio, di questi ve ne sono cinque, residenti a Grosseto, Arezzo, Volterra, Pistoia e Pontremoli.

Il Commissario regio in Arezzo, per la materia economica estende la sua giurisdizione a tutto il territorio aretino a lui attribuito, per quella criminale: a tutto il suo Vicariato, infine in fatto di polizia e buon-governo esercita la sua giurisdizione nei Vicariati di Poppi, Monte San Savino, Castiglion Fiorentino, Cortona, San Sepolcro, Anghiari, Pieve S. Stefano e Sestino.

Circondario Ruota Civile d'Arezzo con i suoi Tribunali Subalterni nel 1836

Vicariati dipendenti da altri Tribunali, ma facenti parte del Circondario di Arezzo

Con motuproprio del 2 agosto 1838 vengono modificate le attribuzioni dei potestà, dei vicarj regii e dei tribunali di 1° istanza, questi ultimi hanno giurisdizione criminale in tutti quei casi dove la pena massima è l’esilio, hanno giurisdizione civile e giudicano collegialmente e inappellabilmente nei casi dove la pena massima è di lire 800 e sugli appelli delle sentenze dei vicari e potestà.
Il motuproprio del 1838 divide il Granducato in 5 Governi residenti in Firenze, Livorno, Pisa, Siena e Isola d’Elba, ed in 7 Commissarj Regii, residenti in Pistoia, Arezzo, Grosseto, Montepulciano, Rocca S. Casciano, Volterra e Pontremoli.

Il Vicariato regio di San Giovanni è posto sotto il Governo di Firenze, viene soppressa la Potesteria di Bucine perché riunita a quella di Montevarchi, mentre quella di Castel-Franco di Sopra è riunita a quella di Terranuova.
Il Commissariato di Arezzo comprende i Vicariati di Arezzo, San Sepolcro, Castiglion Fiorentino, Cortona, Monte S. Savino e Poppi; furono pertanto soppressi i Vicariati di Anghiari, Pieve S. Stefano e Sestino che divennero Potesterie.
La Potesteria di Lippiano riunisce in un primo momento il territorio di Monterchi, poi, con notificazione del 22 aprile 1843, viene costituita la Potesteria di Monterchi che riunisce il territorio di Lippiano.
Furono ancora soppresse le potesterie di Civitella: riunita al Vicariato di Monte S. Savino, di Strada: riunita al Vicariato di Poppi, e di Rassina: riunita alla Potesteria di Bibbiena.
Montepulciano, facente sempre parte del Compartimento aretino, fu residenza di un Commissario Regio con giurisdizione nei vicariati di Abbadia S. Salvatore, Asinalunga, Chiusi, Montepulciano, Pienza e Radicofani.
Pertanto nel 1846 i vicariati regii sotto la giurisdizione del Commissario Regio in Arezzo, scendono da 9 a 6, le potesterie da 13 a 8:


NOTE:

1) - Anche se poi Emanuele Repetti in Compendio Storico di Firenze (vedi bibliografia), a pag. 380, annovera 48 Comunità e 17 Cancellerie.

2) - Emanuele Repetti, Compendio Storico di Firenze, Firenze dalla Tipografia Tofani, 1849, pagg. 380 e segg.

Bibliografia:

- Emanuele Repetti, Compendio Storico di Firenze, Firenze dalla Tipografia Tofani, 1849.

- Emanuele Repetti, Dizionario Geografico Fisico storico della Toscana, Firenze 1833, ristampa anastatica Soc. Multigrafica Editrice (Roma), vol. I pag.112 e segg.