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  Caserme: Cadorna – Corsi
di Roberto Monticini

PERCORSO: Le caserme militari in Arezzo (fino agli anni '50) > questa pagina

La Caserma Cadorna

La mia generazione se la ricorda con ingresso da Via Petrarca ma, nel 1933, quando fu completata aveva ingresso da Via Garibaldi.

Il complesso militare fu reso fruibile già prima del suo completamento.

Arezzo - Piazza del Popolo e Caserma 70° Fanteria, nella facciata si legge: Caserma Cadorna
Cartolina partita da Arezzo il 24-2-1932

L’area in cui avvenne la costruzione, anche questa volta, fu creata con l’abbattimento di edifici sacri, la chiesa ed il monastero di S. Chiara Novella o delle Murate. Se pur vero che erano in forte stato di abbandono tanto che, nel gergo popolare il luogo veniva chiamato “Conventaccio”, è altrettanto vero, come scrive Angelo Tafi, “presa la stolta decisione di tutto abbattere si poteva almeno far adoperare il piccone con un po’ di riguardo... Non lo si fece”.


Nelle cartoline esposte possiamo vedere che il complesso militare occupava tutto il fronte di Via Garibaldi dalla Chiesa della Santissima Trinità fino all'angolo di Via Porta Buia, il medesimo complesso, in altre fotografie, viene descritto come fronte delle Caserme Corsi e Cardorna. Questo può solo significare la presenza di due corpi militari tra loro distinti.

Viene anche da supporre che la Caserma Corsi potesse essere il nome dell'edificio che ospitava il Comando e Distretto militare, anche questo allocato in Via Garibaldi, in luogo di un monastero e di una chiesa gestite dalle Agostiniane di S. Caterina, è l’immobile angolo con Via Porta Buia, all’attuale n. 157, ma che forse si allungava verso la Caserma Cadorna.

L’immobile, passato allo Stato, fu adibito a caserma e distretto militare, fino a quando non fu trasferito nella Caserma Italia.


Bibliografia:

Quanto nello scritto è riferito ad Angelo Tafi, vedi:
Angelo Tafi, Immagine di Arezzo, Banca Popolare dell’Etruria, Arezzo, 1978