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  I bolli tondo riquadrati dell'aretino
di Roberto Monticini

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La catalogazione è disponibile anche in PDF >>>

PREMESSA

La presente catalogazione annota anche le prime e le ultime date conosciute di ciascuna tipologia di bollo di un medesimo ufficio postale: questa caratteristica la diversifica quindi sia dal catalogo “I bolli e gli annullamenti di Toscana” di Vanni Alfani che dal “Il Nuovo Gaggero”, curato da Daniele Prudenzano.

Ricostruire le date di utilizzo dei diversi bolli in uso allo stesso Ufficio, si è rivelato un compito piuttosto difficile non trovandone ausilio in nessuno dei due cataloghi poiché entrambi non ne descrivono le differenze. La verifica ha richiesto un doveroso impegno rivelando di continuo la sua complessità nel doverle individuare da impronte non sempre ben impresse o da immagini non nelle reali proporzioni.

In questa catalogazione dei bolli, qualche ufficio postale (esempio ne è quello di Arezzo), risulterà annoverare un numero inferiore di tipologie rispetto a quanto riportato dagli altri cataloghi: questo fatto consegue dalla mia scelta metodica volendo documentare solo le impronte in mio possesso o quelle riprodotte nel Catalogo Alfani, dalle cui immagini potevo coglierne diversità. Purtroppo, tante sono le cause per le quali, molte volte, le impronte possono risultare diverse: una maggiore inchiostrazione, una non perfetta planearità della busta al momento dell’annullo, l’usura del timbro, senza escludere neppure la maggiore o minore forza impressa nell’atto della bollatura.

Per le considerazioni sopraesposte, ritengo che la diversità dei bolli debba essere riconosciuta ed attribuita estraendola prevalentemente dall’osservazione diretta, senza obbligatoriamente ricorrere ad un microscopio, pur non disconoscendo che a volte può essere necessario il confronto e quindi sovrapporre una immagine in trasparenza o usare un righello millimetrico. La soddisfazione prodotta dalla personale scoperta dell’individuare un nuovo bollo è una fortissima e bellissima emozione ma, almeno per gli uffici di maggiore dimensione, mal si accorda con l'esistenza di una unica impronta rinvenuta: che, guarda caso, è proprio la nostra!

La catalogazione rileva, evidenziandole, anche le eventuali differenze del datario rispetto al modello base ricorrente, oltre che quelle del colore dell'impronta offrendo anche una breve storia di quell’Ufficio Postale per il solo periodo di utilizzo del bollo. Nella scheda figura l'eventuale aggiornamento, successivo al 10 luglio 2018, data dell'impianto della catalogazione.

Ringrazio, già da subito, tutti coloro che offriranno i loro preziosi contributi per rendere più completa ed esaustiva la catalogazione.