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I bolli nominali a sbarre
 
a cura di Roberto Monticini

PERCORSO: Aggiornamento ai cataloghi toscani > I bolli nominali a sbarre

Il bollo "nominale a sbarre" o "ottagonale a sbarre" o "timbro bizzarro", come è stato chiamato nel tempo, è stato molto bene approfondito e trattato nell'articolo a firma: Giovanni Battista Re e Italo Robetti, pubblicato in questa stessa rivista: Il nominale a sbarre.

La realizzazione di questo bollo fu affidata a Lodovico Josz che, in quegli anni, era l'incisore e il fornitore ufficiale di timbri per la Direzione Generale delle Poste; i primi bolli di questa tipologia li realizzò nel marzo del 1890 (Lucca, Ferrara, Pesaro). Prima che l'incarico gli fosse revocato, ne aveva realizzati 24: all'epoca erano 69 gli uffici postali di città capoluogo di provincia che avrebbero dovuto utilizzate quel bollo, ne realizzò anche altri 8, per il servizio delle "raccomandate" e delle "assicurate".

I bolli "nominali a sbarre" che Josz aveva inciso, sono caratterizzati da 17 linee (sbarre) orizzontali di diversa lunghezza che, nel loro insieme, prendono la forma di un ottagono irregolare (simmetrico) con tre appositi spazi liberi dove collocare la data, il nome dell'Ufficio Postale e l'ora di timbratura.





















[1] – Nelle catalogazioni consultate (G. B. Re in L’Annullo, ripreso da Vanni Alfani) viene indicata come ultima data il 27-12-1894 che tuttavia riteniamo improbabile e privo di supporto documentale.

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