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La sentenza del 22 febbraio


il postalista sostiene il "Gruppo di Modena":
questa pagina vuole dare massima divulgazione e conoscenza sull'argomento:

Le iniziative:

Pareri legali:

Ritengo utile pubblicare quanto ha scritto il presidente Macrelli nel comunicato dell'8 maggio (vedi sotto):

"Ci siamo affidati allo Studio Legale Avv. Orselli per poter essere immediatamente pronti ad assistere, come Federazione, i nostri soci che dovessero venire a trovarsi in questa situazione: occorrerà chiamare il 3405187106: risponderà l’avv. Andrea Valentinotti a disposizione per una immediata assistenza".

La normativa:

La stampa:

 

I nostri lettori:

Franco Rigo: la sua odissea dal 1986 al 1996 >>>
Adriano Cattani: la sua testimonianza nel Bollettino Prefilatelico degli anni 1989-90 >>>
Carmine Criscuolo
- 21 marzo alle ore 7:57 - facebook: CIRCOLO FILATELICO BERGAMASCO >>>
Alessandro Passarelli - 20 marzo 23:42:04 - facebook: Gli amici de il postalista >>>
Roberto Manzuoli, presidente del Circolo Filatelico e Numismatico Massese - 19 marzo - email >>>

L'Editoriale di Roberto Monticini:

La sentenza depositata il 22 febbraio e riferita da Francesco Grignetti nel suo articolo “Vietato collezionare francobolli”, così la filatelia diventa un reato - in "www.lastampa.it".

Credo che la Legge del "buon senso" dovrebbe condannare coloro che, incaricati di preservare e tramandare la nostra memoria storica, non lo fanno, oppure lo fanno con negligenza perchè non ne comprendono il valore e quindi tanto meno si preoccupano di darle una giusta conservazione, non la preservano dall'andare in malora e neanche la rendono fruibile alla collettività.

La legge condanna invece coloro i quali con il loro operare ne perseguono la cura e la conservazione: come gratuitamente fanno i collezionisti e gli studiosi e, con compensi per lo più irrisori, i commercianti.

Oggi si parla di un mercato che può andare in crisi a causa di questa sentenza, io credo che in crisi possano andare invece la cultura e la memoria storica.

Noi tutti abbiamo rispetto per i nostri oggetti, li trattiamo e li conserviamo con la cura del buon padre di famiglia, li studiamo ed il risultato dei nostri approfondimenti li mettiamo a disposizione dell'intera collettività, anche di quella parte che non si unisce alla nostra passione.

Gli oggetti in possesso di enti ed amministrazioni, sono beni patrimonio della collettività, di questo patrimonio enti ed amministrazioni sono unicamente custodi e curatori della sua integrità, perchè parte sostanziale della memoria della Comunità, è quindi loro doveroso compito custodirli e renderli disponibili, perchè possano essere studiati.

Comunico a voi tutti che queste mie condiderazioni restano un campo aperto a tutte le possibili integrazioni, contributi e suggerimenti che vorrete farmi pervenire.

 

 

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