Torna alla Posta Militare

 

 

pagina iniziale le rubriche storia postale filatelia siti filatelici indice per autori
1848 DALLA TOSCANA AL CANTON TICINO
di Sergio Leali

(per motivi di spazio non sono state pubblicate tutte le lettere e gli scritti interni, parte integrante della collezione)

Le gesta dei valorosi toscani che con il loro sangue, copiosamente versato nelle campagne mantovane di Curtatone e Montanara, hanno reso possibile la rinascita della nostra Patria, trovano un notevole riscontro anche nella storia postale e nella marcofìlia.
Sono infatti noti a tutti i collezionisti i bolli a cuore di Firenze che venivano apposti sulla corrispondenza che i militi toscani, regolari e volontari, mandavano alle loro famiglie.
In questa collezione viene indicato il cammino percorso da quei valorosi che, accogliendo l’invito del loro sovrano, il Granduca Leopoldo II, nei primi giorni di aprile partirono da varie località della Toscana e, dopo aver toccato città dell’Emilia, giunsero nelle ridenti ma poco accoglienti campagne mantovane dove li attendevano grandi sacrifici culminati nella carneficina consumata nell’esaltante e gloriosa giornata del 29 maggio.
Il loro olocausto, unito a quello dei volontari napoletani ed abruzzesi che combatterono al loro fianco, ha reso possibile alle truppe sarde di conseguire, il giorno successivo nei pressi di Goito, un’insperata e clamorosa vittoria sulle truppe austriache comandate dal maresciallo Radetsky.
Per molti dei sopravissuti a quella sanguinosa battaglia, inquadrati nelle truppe regolari di Carlo Alberto, iniziava un peregrinare che li porterà in varie città dell’Italia settentrionale per raggiungere anche la terra svizzera.
 
Il granduca di Toscana, Leopoldo II, il 21 marzo 1848 rivolse ai propri sudditi un accorato appello affinchè accorressero in aiuto ai cittadini lombardi che in quei giorni erano impegnati in una eroica rivolta contro gli oppressori austriaci. Migliaia di giovani toscani accolsero l’invito e già il giorno successivo due compagini e del 2° Reggimento di Linea “Real Leopoldo”, con due battaglioni di volontari ed un reparto di artiglieria, armati di tre cannoni e relativi carriaggi, iniziavano la marcia. Nello stesso giorno partivano da Livorno reparti del I° Reggimento di Linea “Real Ferdinando” ed un battaglione di volontari appartenenti alla Guardia Civica di quella città, ai quali si aggregò, a Pisa, pure il Battaglione Universitario.

Lettera d’ufficio del 28 aprile spedita da Bozzolo recante il bollo “1° bataglione universitario toscano” e l’indicazione manoscritta S.(ervizio) M.(ilitar)e.

Dell’esercito toscano facevano parte diverse colonne che prendevano il nome dai comandanti o dalla città di provenienza.
 

Da Pontremoli – 5 aprile 1848 – con l’indicazione manoscritta “Dalla Divisione Livornese Bartolomei”. In essa viene indicata come data di partenza della Colonna il giorno 7 con destinazione Reggio.

Da Grazie – 20 maggio 1848 – per Pisa in porto assegnato di 2 crazie, spedita da ufficiale del Battaglione Universitario Toscano. Bollo a cuore “FIRENZE C” – Bollo ovale “S.V.”

Questo piccolo esercito, ingrossato da gruppi di volontari provenienti da Lucca e dalla Versilia e da altre località della Lunigiana si avviò per superare i passi appenninici.
Il 3 aprile partirono da Livorno altri reparti per raggiungere il corpo di spedizione.
Il successivo giorno 7 bel porto di questa città sbarcava il 1° battaglione del 10° reggimento di linea “Abruzzi” dell’esercito napoletano al comando del tenente colonnello Rodriguez.

Da Goito – 3 maggio 1848 – per Brescello. Bollo “Comando 1° Battaglione – 10° Regg.to di Linea Abruzzo Napoletano”

Il 15 successivo giunse anche il 2° battaglione del medesimo reggimento al comando dei patriotti Cesare Rossariol ed Enrico Poerio.
 

Intestazione dell’interno
Da S. Silvestro – 7 maggio 1848. Bollo “Comando del 2° Battaglione” del Comando del 10° Reggimento di Linea Napoletano.

I due battaglioni del 10° erano costituiti di circa milleseicento uomini ben addestrati. Essi vennero subito avviati verso i passi appenninici per unirsi alle truppe Toscane.
Il comando dell’esercito Toscano venne affidato dal Granduca al tenente generale Ulisse d’Arco Ferrari.
Attraversati gli Appennini si diressero verso Reggio ove soggiornarono prima di attraversare il Po per raggiungere il suolo lombardo.

Da Reggio – 16 aprile 1848 – ove erano accampate le truppe Toscane prima di attraversare il Po. La lettera venne inoltrata con la posta civile e tassata per 10 centesimi.
 

Il quartiere Generale Toscano era situato vicino alla località denominata “Grazie” dove si accamperà pure il Battaglione Universitario. La posta spedita dai volontari, al suo arrivo a Firenze veniva contraddistinta con un bollo a forma di cuore con la dicitura “FIRENZE 6”. Esso permetteva il controllo delle lettere cui spettava la franchigia fino al confine toscano e conteggiava quanto era dovuto alla Posta di Modena. La prima data nota di tale bollo è il 12 aprile 1848.
In un primo periodo le lettere da e per i militari Toscani erano considerate e trattate come se scambiate nel territorio del Granducato. Quindi anche la corrispondenza spedita ai militari non era del tutto franca.
Dal 28 marzo 1848 la Sovrintendenza delle Poste stabilì che le lettere inviate ai militari fossero esenti da tassa, mentre quelle spedite ai familiari dovessero essere considerate come spedite all’interno del Granducato.
Per fruire di tali agevolazioni era necessario che venisse indicato sul frontespizio oltre il paese anche la divisione o compagnia alla quale appartenevano i militari destinatari; cosa che pure essi dovevano indicare.

Lettera datata “Campo fra le Grazie e Montanara sulle rive del lago di Mantova – 25 aprile 1848”.
Bollo a cuore “FIRENZE 6”

Effettuata la traversata, verso la fine di aprile l’esercito toscano, per ordine del comando supremo piemontese al quale era demandata la condotta della guerra contro l’Austria, venne dislocato su posizioni difensive nelle località di Curtatone e Montanara.

 

Lettera del 20 luglio 1848 recante il bollo “INTENDENZA DI GUERRA” dell’armata sarda.

Da Roverbella – 21 giugno 1848 – con bollo “R POSTA MILIT.E SARDA (1)”

Alla destra dello schieramento Toscano, nei pressi di Governolo, paese posto alla confluenza del Mincio nel Po, erano dislocati circa millecinquecento modenesi e reggiani posti pure sotto il comando dell’armata sarda.

Lettera del 25 maggio 1848 a firma del Comandante della Colonna Mobile d’operazione Modenese, Reggiana ecc, Fontana. Essa reca il bollo “COMANDO D. COORTE MOBILE – IN MODENA “

Anche il Battaglione Basso Reno costituito da effettivi provenienti per lo più dall’Emilia, operava in quella zona.

Da Ostiglia – 24 aprile 1848. Essa reca il bollo “Comando Militare e Basso Reno”

Fra i paesi di Montanara, Curtatone e Grazie, sotto le direttive di ufficiali sardi, venivano costruiti trinceramenti alla realizzazione dei quali contribuivano, ma con scarso entusiasmo, anche i volontari toscani per cui non si riuscì a costruire una linea difensiva sufficientemente valida.
I primi scontri a fuoco avvennero già il 28 aprile ed il 3 maggio su iniziativa dei Toscani.

Dal Campo di Mantova – ¾ maggio 1848 – Bollo a cuore di “FIRENZE 6”
Bollettino dell’Armata (austriaca) N. 10 in cui sono descritti gli eventi del 2 e 3 maggio

Altre scaramucce ebbero luogo il 5 ed il 13 maggio quando gli imperiali, usciti in forze da Mantova, attaccarono le posizioni tosco-emiliane su tutto il fronte. Nel frattempo e precisamente il 15 maggio nel bollo a cuore “FIRENZE 6” il numero 6 venne modificato e trasformato in una C per rendere ancora più evidente le provenienze delle lettera dal “Campo” Toscano.

Da Montanara – 13 maggio 1848 – arrivata a Livorno il giorno 16 successivo. Bollo a cuore di “FIRENZE C”

Il comportamento sul campo dei Toscani e dei Napoletani venne esaltato da Carlo Alberto e dal Granduca Leopoldo II con l’assegnazione di varie ricompense al valore. La vita dei militari frattanto proseguiva fra piccole scaramucce e lavori di rinforzo delle postazioni.

Da Montanara 20/21 maggio 1848 – Bollo a cuore “FIRENZE C”


Il giorno 26 maggio il Generale D’Arco Ferrari venne richiamato in patria ed il comando affidato al Generale De Laugier che si trovava già da alcuni giorni presso l’esercito, ed aveva partecipato allo scontro del 13 maggio.

Da Grazie 26 maggio 1848 – Bollo a cuore “FIRENZE C”
(nell’interno si da notizia della sostituzione del generale D’Arco Ferrari con il De Laugier)

Alle ore 10 del 29 maggio l'esercito austriaco composto da circa trentamila uomini, attaccò in massa su tutta la linea toscana da S. Silvestre a Montanara e a Curtatone. Il campo trincerato di Curtatone era difeso dal 2° Reggimento di Linea Toscano e dalle compagnie di Civici e Volontari Napoletani con una riserva alle Grazie composta dal Battaglione Universitario e una Compagnia di Volontari.
La lotta fu dura ed impari; i militi toscani e napoletani resistettero a lungo. Il generale de Laugier resse oltre il necessario l'urto nemico con la speranza vana di essere sostenuto dalle truppe piemontesi che gli erano state promesse. Il generale Bava comandante dell'esercito sardo non ritenne opportuno abbandonare Volta accampando come scusa la scarsità delle sue truppe. I toscani e i napoletani furono costretti, dopo una prolungata lotta corpo a corpo, a ritirarsi trincerandosi al mulino di Curtatone.
Dopo il 29 maggio i superstiti della Divisione Toscana, scampati alla morte e alla cattura, presero varie strade. Qualche giorno dopo alcuni si trovavano ancora nel mantovano (a Guidizzolo); il giorno 6 giugno i reduci si riunirono in Brescia, chi per essere inquadrato nell'esercito sardo, chi per tornare alle proprie case.

Da Guidizzolo – 31 maggio 1848 (due giorni dopo la battaglia di Curtatone e Montanara)
La lettera venne spedita nel periodo in cui tutta la corrispondenza dei volontari toscani godeva della franchigia totale, fino a destinazione, come attesta il bollo “P.D. – FIRENZE”

Dei circa 2.600 upmini radunati da De Laugier a Brescia, diversi furono ricoverati negli ospedali cittadini.
Il 25 giugno il gen. Di Salasco, capo dello Stato Maggiore Sardo, impartì a De Laugier l’ordine di recarsi con i suoi volontari a difendere i passi alpini dando il cambio alle truppe volontarie pontificie del gen. Durando. Solamente quattrocento uomini circa accettarono di partire dirigendosi verso il Passo del Tonale. Altri vennero inviati nel Veneto ove furono messi a disposizione del Gen. Sonnaz e parteciparono all’assedio delle fortezze di Villafranca e Verona.

Da Villafranca – 16 luglio 1848 – Bollo a cuore “FIRENZE C”

Alcuni dei volontari che avevano accettato di andare a difendere i passi alpini li troviamo inquadrati nell’esercito sardo che si spinse fino al Canton Ticino aggregandosi alla Colonna Garibaldi.

Da Castelletto sul Ticino a Lucca – 12 agosto 1848
La lettera venne spedita da “Un milite volontario toscano” (come attesta la scritta sul frontespizio) incorporato nell’esercito sardo “vedasi bollo “POSTA MILITARE SARDA”) ed aggregato, come si può evincere dal testo, alla Colonna Garibaldi. La lettera era franca fino al confine e fu tassata a Lucca per 4 soldi lucchesi equivalenti a 2 crazie toscane.
Da Lugano – 25 agosto 1848 a Lucca
La lettera inoltrata con la posta civile, prima di giungere nella città di destinazione (Lucca) venne fatta transitare per l’Austria, ove venne apposto il bollo “AUSTRIA N° 2”
Nell’interno il volontario comunica ai familiari la sua intenzione di mettersi in viaggio per Genova per raggiungere poi la Sicilia.

Termina così in terra Svizzera, l’avventura che vide i toscani protagonisti di una delle più belle ed eroiche pagine del nostro Risorgimento. Le loro gesta hanno permesso di rinsaldare i vincoli di amicizia fra i mantovani, che si prodigarono a curare numerosi soldati feriti nella battaglia, ed i toscani che con le loro gesta inculcarono ancora di più lo spirito di libertà dall’oppressore straniero.

pagina iniziale le rubriche storia postale filatelia siti filatelici indice per autori