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il musicalista
il personaggio del mese: APRILE 2024
oswald von wolkenstein

IL PERSONAGGIO

Benché sulla vita di Oswald, rampollo di una famiglia aristocratica della Val Gardena, le notizie siano abbastanza numerose, e lui stesso nei suoi canzonieri sia prodigo di indicazioni autobiografiche, gli studiosi non sono riusciti a stabilire con esattezza né la data né il luogo della sua nascita. Le ipotesi più probabili concordano su una data compresa tra l’inverno del 1376 e l’inizio della primavera del 1377. Se così fosse, allora il luogo di nascita dovrebbe essere il castello di Schöneck, nei pressi di Falzes, in Val Pusteria, dove suo padre Federico svolgeva in quegli anni la funzione di castellano.

A Falzes, così come a Ponte Gardena o a Bressanone, dove il padre e la madre avevano rispettivamente grossi possedimenti, però il giovane Oswald non rimase a lungo, perché già all’età di dieci anni, iniziato alla vita cavalleresca, cominciò a girare l’Europa come scudiero di importanti cavalieri. I suoi scritti e le sue canzoni ci dicono che viaggiò di corte in corte per tutta l’Europa orientale e la penisola balcanica, spingendosi anche verso il Medio Oriente.

Si formò così ai valori del mondo cavalleresco dell’epoca, e di quella visione della vita anche il comporre testi poetici, che erano sempre accompagnati dalla musica, era parte integrante. E Oswald dimostrò presto di essere da questo punto di vista assai ben dotato.

Tornò in Tirolo intorno al 1340, dopo la morte del padre, per dividersi con i fratelli l’eredità, e si vide assegnare, dopo non pochi contrasti, il castello di Castelrotto, alle pendici dello Sciliar. Con il castello Oswald ereditò anche l’annosa contesa con la potente famiglia locale degli Jäger a riguardo del possesso del vicino Castelvecchio. E la contesa si inasprì vieppiù quando Oswald si imbarcò in una relazione sentimentale con Barbara, figlia del capofamiglia degli Jäger, peraltro già regolarmente sposata con un altro.

Nel 1407, comunque, si stabilì a Bressanone e di lì a poco ricominciò a viaggiare per l’Europa come ambasciatore di Sigismondo del Lussemburgo, imperatore del Sacro Romano Impero, che gli affidò importanti missioni nel territorio da lui ben conosciuto della penisola balcanica. Fu durante questi viaggi che entrò a far parte dell’Ordine del Dragone, il cui stemma spicca nella stola bianca in effige al nostro francobollo, legandosi di amicizia con alcuni importanti esponenti dell’ordine stesso, come Hunyadi János, il leggendario Cavaliere Bianco, e Vlad II, il mitico conte Dracula.

In tutti questi anni Oswald si spostò di corte in corte e, tra ambasciate e guerre, periodi di prigionia e sporadici ritorni alla sua terra di origine, condusse ovviamente vita di corte, dilettandosi, come si conveniva a un cavaliere del suo rango, anche di poesia e musica… e con notevole successo.

Verso il 1420 però finì col tornare definitivamente nel suo Tirolo, dove nel frattempo aveva sposato la giovane Margherita di Schwangau, dalla quale ebbe sette figli. Ma questo nulla tolse al carattere avventuroso della sua vita, dato che si trovò ben presto coinvolto nelle lotte dei nobili tirolesi, decisi a contrastare il potere di Federico IV d’Asburgo, detto il Tascavuota, duca d’Austria.

Fu solo nell’ultima parte della vita che, abbandonata ogni velleità cavalleresca, preferì dedicarsi completamente ai suoi canzonieri, ritirandosi nella quiete dell’abbazia agostiniana di Novacella, dove visse fino alla fine dei suoi giorni e dove, per sua precisa disposizione testamentaria, fu sepolto dopo la sua morte, avvenuta il 2 agosto 1445.

Recenti studi condotti sui suoi resti hanno stabilito che la chiusura dell'occhio destro, perfettamente visibile anche nel nostro francobollo, non fosse dovuta, come a lungo ritenuto, ad un colpo ricevuto da bambino durante un gioco, ma a una malformazione congenita dell’orbita che, nel tempo, finì col causare la completa calata della palpebra.

 

LA MELODIA

I canzonieri di Oswald von Wolkenstein toccano praticamente tutti gli argomenti caratteristici della poesia cavalleresca, dall’amicizia tra cavalieri al valore guerresco, dalla ricerca del piacere al raccoglimento nella vita interiore, dall’attaccamento alla propria terra all’onnipresente amor cortese.

E proprio di amor cortese tratta una delle sue composizioni più conosciute, Wach auff mein hort (Svegliati, o mio tesoro)... e secondo molti critici è il "tesoro" in questione niente altri che la sua amante “proibita” di gioventù, Barbara Jäger.


IL FRANCOBOLLO

Emesso dall'Austria
il 16 febbraio 1977
nel 600° anniversario della nascita

Yvert 1370
Dentellatura 14