SAnta rita
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Santa Pazienza




Rita, figlia di Antonio Lotti e di Amata Ferri nacque, il 22 maggio 1381, a Rocca Porena, piccola borgata nei pressi di Cascia (Perugia).

I genitori modesti contadini si erano sposati in età matura e solamente dopo dodici anni di vane attese ebbero la figlia come un dono della Provvidenza. Secondo la tradizione, la devota madre avrebbe avuto la visione di un angelo che le annunciava la tardiva gravidanza e la nascita di una figlia che avrebbe dovuto battezzare Margherita. Poiché a Rocca Porena mancava un fonte battesimale, la piccola Rita fu battezzata nella chiesa di Santa Maria della Plebe a Cascia.

La sua infanzia è legata ad un fatto prodigioso: dopo qualche mese, i genitori, presero a portare la neonata con loro, durante il lavoro nei campi, riponendola in un cestello di vimini poco distante. E’ tradizione che un giorno, mentre la piccola riposava all’ombra di un albero, uno sciame di api le circondasse la testa come un’aureola ed alcune di esse entrate nella boccuccia aperta vi depositarono del miele. Nel frattempo un contadino, feritosi con la falce ad una mano, lasciò il lavoro per recarsi a Cascia a farsi medicare; passando davanti al cestello e visto la scena, pensò di cacciare via gli insetti, agitando le braccia. Fu allora che notò la seconda fase del prodigio, man mano che muoveva l’estremità ferita notò che la stessa iniziò a rimarginarsi fino a guarire del tutto. L’uomo gridò al miracolo e tutti gli abitanti di Rocca Porena, vennero a conoscenza del meraviglioso evento.

I genitori, avanti ormai negli anni, desideravano vedere accasata la loro figlia. Rita mite e obbediente, non volle contrariarli, e, giovanissima, andò in sposa a Paolo Mancini. L'indole rissosa del marito non impedì a Rita, con ardente e tenero amore di sposa, di aiutarlo a cambiare carattere.

Dall'unione nacquero due gemelli: Giacomo Antonio e Paola Maria che ebbero tutta la tenerezza, l'amore e le cure di Rita. Il periodo, forse, più bello della vita coniugale di Rita, fu tragicamente spezzato con l'assassinio del marito, presso il mulino di Remolida da Poggiodomo nella valle, sotto le balze di Collegiacone. Ragioni di avversità politiche, vecchie vendette potevano essere la causa del delitto. I figli morirono a meno di un anno dalla scomparsa del padre.

Rita ormai sola, e con il cuore straziato da tanto dolore, si adoperò alle opere di misericordia e, rinfrancata dalla preghiera e dalla fiducia in Dio, bussò alla porta del monastero di Santa Maria Maddalena in Cascia, dove fu accolta ne 1417 e rimase per 40 anni nella preghiera, per servire con amore Dio e i suoi fratelli.

La sera di un Venerdì Santo, dopo la tradizionale processione del Cristo Morto, avvenne il prodigio: “ricevette in dono una spina sulla fronte" e la portò per quindici anni, come un sigillo d'amore. Rita ne sopportò il dolore con gioiosa ed eroica fortezza, ne fece una sorgente preziosa di fruttuoso apostolato per i fratelli. Salvo una breve parentesi, in occasione della visita a Roma per acquistare le indulgenze romane, la ferita rimase aperta sulla sua fronte, fino al termine della sua vita terrena.
 
Lieta di aver compiuto la sua missione, Rita morì il 22 maggio del 1457.

Beatificata il 16 giugno 1628 da papa Urbano VIII, fu santificata solennemente il 24 maggio 1900 da papa Leone XIII.
IL FRANCOBOLLO



Emesso dall'Italia
il 22 maggio 1981
in occasione del
sesto centenario della nascita

Yvert 1482
Dentellato 13 1/4 x 14

IL SANTINO