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Ricostruzione di quartine: applicazione pratica dei metodi di analisi della filigrana e delle varietà di cliché

© Tiziano Nocentini 2022 © Emilio F. Calcagno 2022
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Le "divise uniformi" degli impiegati
delle Poste Granducali - 1835

PERCORSO: le schede > Francobolli di Toscana > questa pagina

In collaborazione con Paolo Cardillo


Introduzione

In questo articolo vogliamo mostrare alcuni esempi di applicazione dei metodi di studio delle filigrane delle emissioni filateliche toscane, proposti in lavori precedenti e delle varietà di cliché.

Negli esempi che verranno descritti di seguito i francobolli toscani sono di fatto trattati come tessere di un puzzle, dove le filigrane e le varietà fungono da linee guida per le ricostruzioni. A differenza di quanto può avvenire con i francobolli dentellati, nei francobolli toscani prodotti in tempi in cui le macchine perforatrici non erano ancora di uso comune, anche il taglio con cui gli esemplari furono separati tra loro può giocare un ruolo tutt'altro che trascurabile nel lavoro di ricostruzione, in quanto, tagli male effettuati, possono fornire informazioni preziose sulle posizioni relative delle diverse varietà all'interno del quadro di stampa.

Vediamo ora quattro casi−studio in cui l'analisi della filigrana o delle varietà ci permette di determinare le posizioni relative dei francobolli e la ricostruzione virtuale di multipli, appartenenti allo stesso foglio o a fogli diversi della stessa tavola.

Caso#01

Figura 1 − Stampato spedito da Prato a Modena il 27 Ottobre 1853

In figura 1 è riportato il frontespizio di uno stampato spedito da Prato a Modena il 2 di Ottobre del 1853, dove giunse il giorno successivo. L'affrancatura da 4 crazie fu ottenuta mediante due coppie orizzontali del valore da 1 crazia, che furono annullate con due imporonte SA.FA. Una ulteriore impronta SA.FA fu apposta a lato assieme al bollo P.D. e al datario circolare.

Uno dei primi aspetti che colpisce dei francobolli è la profonda e netta solcatura della filigrana sul fronte (recto), chiaramente visibile anche dalla scansione. Sulla coppia di destra si può scorgere parte della ghiera di una corona, dalla quale si può evincere che la corona stessa è rivolta verso il basso. Siamo quindi in presenza della configurazione Recto-Capovolta (RC, S04).

In figura 2 è riportata un'immagine delle due coppie affiancate dalle rispettive scansioni in trasparenza, e delle stesse nelle quali è stata evidenziata la filigrana con linee colorate, in celeste per le quelle rette, in rosso quelle curve.

Figura 2 − Vista in trasparenza delle due coppie dello stampato di figura 1

Possiamo ora provare a far combaciare le due coppie, verificando se queste hanno dei tagli in comune, ovvero se queste avessero occupato posizioni contigue nel foglio da cui provengono.

In figura 3, la coppia di sinistra (A) è stata sovrapposta graficamente a quella di destra (B) potendo verificare che il taglio combacia perfettamente, ovvero il bordo inferiore della coppia di sinistra è perfettamente complementare al bordo superiore della coppia di destra.

Figura 3 − Sovrapposizione grafica delle due coppie del valore da 1 crazia a formare la quartina originale

Proviamo ad effettuare la stessa operazione con le immagini intrasparenza delle due coppie, come riportato in figura 4. Si può notare che le linee che costituiscono il disegno della filigrana coincidono esattamente.

Figura 4 − Le due coppie del valore da 1 crazia sovrapposte in trasparenza con la filigrana evidenziata

Nelle immagini di figura 4, la filigrana è stata 'specchiata', simulando la visione dal verso, in modo da poter utilizzare la scansione per determinare la posizione che occupavano i francobolli nel quadro di stampa, utilizzando la tavola di riferimento S04.

Il risultato della sovrapposizione della filigrana delle coppie del valore da 1 crazia e la corrispondente porzione della S04 è riportato in figura 5. Le posizioni occupate dai francobolli che affrancavano lo stampato di figura 1, risultano essere le 183, 184, 199 e 200 del foglio e assieme costituivano una quartina.

Figura 5 − Dimostrazione della posizione degli esemplari del valore da 1 crazia che avvrancano lo stampato di figura 1

Nel multiplo così ricostruito possiamo notare almeno due particolarità principali e molto evidenti. L'esemplare in alto a destra è nella varietà Mx3, caratterizzata dall'ammaccatura della cornice esterna destra (D1), dalle tipiche deformazioni dei caratteri 'T' (D2), 'O' (D3) ed 'S' (D4) e dalla deformazione o 'macchia' presente al centro della vignetta sul corpo del leone (D5).

L'esemplare in basso a sinistra porta la varietà C21, inconfondibilmente caratterizzata dalla deformazione della prima lettera 'O' della dicitura 'FRANCOBOLLO' (D6).

La descrizione delle due principali varietà presenti nella quartina ricostruita, sono evidenziate in figura 6.

Figura 6 − La quartina ricostruita con evidenziati i dettagli delle due principali varietà presenti


Caso#02

In figura 7 è riportato il frontespizio di una busta spedita da Seravezza a Verscio (Locarno, Svizzera) il 12 Agosto 1853, dove giunse il giorno 16. L'affrancatura da 8 crazie necessaria per assolvere la tariffa fino a destino, per località entro i 75 km dal confine svizzero, fu realizzata con due coppie orizzontali del valore da 2 crazie, che furono annullate con sei impronte del muto a sigillo dell'ufficio postale toscano in nero. A lato il bollo 'FRANCA' in rosso, per attestare che la missiva era 'franca a destino' ed il datario circolare con la data di spedizione.

Figura 7 − Frontespizio della busta spedita da Servavezza a Verscio il 12 di Agosto del 1853 e bollo di arrivo a Locarno

Analizziamo i francobolli apposti sulla busta dal punto di vista della filigrana e delle varietà, utilizzando un metodo analogo al caso precedente.

In figura 8 le due coppie sono riportate con le rispettive scansioni in trasparenza dove le linee della filigrana sono state evidenziate in celeste quelle rette e in rosso quelle curve.

Figura 8 − Le due coppie orizzontali dei valori da 2 crazie che affrancano la busta di figura 7 ripresi in trasparenza con evidenziata la filigrana

Anche in questo caso possiamo provare a verificare se le due coppie fossero in qualche modo contigue tra loro nel foglio originale da cui furono ritagliate.

Come dimostrato in figura 9 dove le due coppie sono state graficamente sovrapposte, quella di sinistra (A) sopra quella di destra (B), i margini coincidono perfettamente, ovvero quello inferiore della coppia di sinistra è esattamente complementare a quello superiore della coppia di destra.

Figura 9 − Ricostruzione della quartina composta dalle due coppie del valore da 2 crazie

Anche provando a sovrapporre nello stesso modo le immagini in trasparenza delle due coppie, verifichiamo che i tratti della filigrana sono perfettamente compatibili (figura 10).

Figura 10 − Visione in trasparenza della quartina ricostruita con i francobolli da 2 crazie con la filigrana in evidenza

Per quanto risulti che la filigrana si trova in modalità Capovolta, il lato sul quale la solcatura è presente non è immediatamente deducibile dalla scansione.

Confrontando il disegno della filigrana della quartina così ricostruita con le tavole S02 e S04, corrispondenti alle due modalità Capovolte, scopriamo che una sovrapposizione perfetta si osserva per la parte esterna della terza corona in modalità Recto. La tavola S04 ci mostra, come dimostrato in figura 11 che i francobolli che costituiscono la quartina occupavano le posizioni 193, 194, 209 e 210, ovvero entrambe le coppie del valore da 2 crazie si trovavano al margine di sinistra del foglio, in particolare del blocco inferiore da 80 esemplari.

Figura 11 − Dimostrazione delle posizioni occupate dagli esemplari della quartina di figura 9

La quartina ricostruita in figura 9 presenta due varietà principali, come descritto dettagliatamente in figura 12.

L'esemplare in basso a sinistra porta la varietà A9. Si tratta di una fessurazione che taglia orizzontalmente la vignetta dal margine sinistro fin quasi al centro della stessa, passando tra le lettere 'O' ed 'L' della dicitura 'FRANCOBOLLO' (D9).

L'esemplare in basso a destra porta invece la varietà F20, che si caratterizza dalla tipica ammaccatura della cornice esterna nell'angolo in alto a sinistra (D7) e dall'interruzione della cornice esterna sinistra in alto (D8).

Figura 12 − La quartina di figura 9 con indicate le due principali varietà A9 e F20 presenti e le micro-deformazioni che le contraddistinguono


Il fenomeno delle 'Macchie Azzurre Circolari' dei francobolli granducali con la filigrana del Primo Tipo

Il caso#02 ci fornisce l'occasione per discutere brevemente delle 'Macchie Azzurre Circolari', fenomeno tipico delle emissioni granducali su filigrana del Primo Tipo. Si tratta di macchie prevalentemente di forma circolare, che appaiono in zone casuali del francobollo, di dimensioni variabili, caratterizzate dal presentare quasi sempre un corpo estraneo, più o meno piccolo, di colore marrone al centro.

L'esemplare di destra della coppia A di figura 8, mostra un esempio di macchia azzurra eccezionalmente ampia, in prossimità del muso del leone. Osservando il francobollo ad occhio nudo difficilmente si riuscirebbe a scorgere tale macchia, dato il colore dell'inchiostro con cui fu stampato il francobollo e data la presenza dell'annullo, ma osservando il francobollo in trasparenza, la differente colorazione della carta dovuta alla macchia salta subito all'occhio (figura 13).

Figura 13 − Scansione in trasparenza della coppia A con evidenziata la macchia azzurra di forma circolare

Il conferire colore azzurro alla carta dei francobolli granducali poteva essere un modo per renderli più difficilmente falsificabili o, più semplicemente, poteva servire per compensare e quindi attenuare il colore tendente al giallo che la carta avrebbe assunto naturalmente.

Il colore delle macchie è della stessa tonalità di quello che si riscontra nella carta azzurrata tipica dell'emissione. Sembra che il corpo estraneo si trovi sempre sulla superficie della carta e mai all'interno della stessa, come se si fosse depositato sulla superficie dopo la sua formazione.

Un'ipotesi che possiamo fare per spiegare l'origine delle macchie azzurre, è che si tratti di micro−aggregati formati dal colorante utilizzato per la carta e residui non disciolti di una sostanza resinosa, probabilmente utilizzata come additivo nella fabbricazione dei fogli. È noto infatti che materiali come la 'colofonia', una resina ottenuta come residuo di distillazione nella produzione della trementina, fossero utilizzati come collanti nella produzione della carta. Tali sostanze idrorepellenti venivano rese solubili in acqua mediante saponificazione con soda caustica, in modo da poter essere aggiunte al bagno delle fibre che veniva poi acidificato per far ripericipare la sostanza resinosa che fungeva in questo modo da collante. Si può immaginare che piccoli residui rimasti insolubili e non eliminati da una non perfetta purificazione del materiale, potessero aggregarsi al colorante azzurro non ancora disciolto, tanto da rallentarne la dissoluzione stessa nell'acqua del bagno. Il micro−aggregato resina/colorante si depositava sulla carta e, durante il processo di asciugatura della stessa, pian piano lasciava disciogliere il colorante, che diffondeva in modo radiale dall'aggregato tutto attorno, formando un disco di colore, lasciando al centro il grumo di resina insolubile.

In un caso è stato possible rimuovere il corpo estraneo di colore marrone da una delle macchie, osservandone la consistenza gommosa.

In figura 14 è riportato un ingrandimento del francobollo di figura 13, dove si può osservare il frammento resinoso che ha originato la macchia di colore.

Figura 14 − Ingrandimento del corpo estraneo di natura resinosa ancora presente sul francobollo al centro della macchia di colore circolare

Si è avuta la possibilità di effettuare delle analisi spettroscopiche su alcuni campioni che presentano macchie azzurre più o meno estese. Utilizzando la spettroscopia a fluorescenza indotta da Raggi X (XRF), si è potuto osservare che su tutta la superficie degli esemplari sono presenti concentrazioni rilevanti di ferro e che in corrispondenza delle macchie dove il colore azzurro è più intenso, la concentrazione di ferro aumenta notevolmente. Questo fenomeno potrebbe essere spiegato con il fatto che il ferro sia un costituente del colorante stesso, come accadrebbe nel caso del blu di Prussia, sostanza largamente utilizzata come pigmento azzurro. Ad ogni modo, per l'identificazione certa della natura del colorante, dovranno essere eseguite ulteriori indagini.

A ben vedere una tipica macchia circolare di colore si osserva anche nell'esemplare destro della coppia di destra del valore da 1 crazia di figura 1, come evidenziato nell'ingrandimento di figura 15. In questo caso il corpo estraneo marrone è di dimensioni decisamente minute, essendo appena percettibile al centro del cerchio giallo.

Figura 15 − Macchia di colore circolare sul francobollo da 1 crazia

Caso#03

In questo caso prendiamo in considerazione le due coppie orizzontali del valore da 6 crazie stampate su filigrana del Secondo Tipo, raffigurate in figura 16.

Figura 16 − Due coppie orizzontali del valore da 6 crazie

Le coppie mostrano annulli a banderuola in nero di Livorno ed entrambe datate il 21 di Agosto del 1858. In effetti le due coppie sembrano aver fatto parte della stessa affrancatura e sembra sia possibile anche ricostruire le posizioni relative che queste assumevano sul documento che affrancavano. In figura 17 è stata ricostruita la posizione in base all'annullo che le due avevano evidentemente in comune.

Figura 17 − Le due coppie A e B di figura 16 posizionate a ricostruire la posizione relativa che assumevano sul supporto cartaceo sul quale furono annullate

Proviamo a studiare la filigrana che, come evidenziato in figura 18 mostra in entrambi I casi parte delle lettere della dicitura 'II E RR POSTE TOSCANE'.

Figura 18 − Le due coppie A e B di figura 16 con evidenziata la filigrana osservata dal verso

La coppia A mostra in filigrana gran parte del carattere 'A' e parte del carattere 'C'. La coppia B mostra invece solamente due piccoli frammenti della dicitura. La configurazione della filigrana dell'esemplare A è evidentemente del tipo BS-AD (la dicitura ha andamento dal Basso a Sinistra verso l'Alto a Destra, S08). La filigrana della coppia B è chiaramente in una delle configurazioni BS-AD (S08) o AD-BS (S07). Confrontandola con la tavola di riferimento S08, si osserva che i due piccoli frammenti di lettere della dicitura presenti sull'esemplare di sinistra appartengono alla porzione inferiore dei caratteri 'A' e 'N'.

Da quanto detto sopra segue che le due coppie dovrebbero essere contigue verticalmente l'una all'altra, come rappresentato in figura 19 dove il verso dei due pezzi, con evidenziata la filigrana, è stato sovrapposto a ricreare il verso della quartina originale, con i frammenti di filigrana che combaciano perfettamente, sia per quanto riguarda le linee verticali ondulate che per i tratti di lettere.

Figura 19 − Le due coppie A e B di figura 16 sovrapposte (verso)

Infine il recto completo della quartina è stato ricostruito in figura 20 sovrapponendo le due coppie, a mostrare come doveva apparire in origine questa parte del foglio.

Figura 20 − Le due coppie A e B sovrapposte (recto)

Da quanto appurato sopra, siamo in presenza della filigrana in configurazione BS-AD, quindi con l'aiuto della tavola di riferimento S08 possiamo ricercare le posizioni che i francobolli occupavano nel foglio intero. Come mostrato in figura 21, queste erano le 19, 20, 35 e 36.

Figura 21 − Dimostrazione delle posizioni occupate dai francobolli che costituiscono la quartina ricostruita di figura 20

Proviamo ora ad analizzare le varietà in cui si presentano i francobolli della quartina appena ricostruita. In figura 22 è riportata nuovamente la ricostruzione del multiplo con indicate in celeste le varietà (F62, F18, Mb17 e F40) ed in rosso i dettagli corrispondenti (D10-D14) che le caratterizzano.

Figura 22 − La quartina ricomposta del valore da 6 crazie con evidenziate le micro−caratteristiche distintive delle quattro varietà presenti

Conoscendo la posizione certa di ognuno degli esemplari da 6 crazie e le corrispondenti varietà in cui questi si presentano, proviamo a verificare la 'Ricorrenza delle Posizioni'.

Seguendo una procedura analoga a quella seguita nell'articolo in cui abbiamo introdotto il concetto di 'Posizioni Ricorrenti', compariamo gli esemplari della quartina con i corrispondenti esemplari nelle stesse posizioni del blocco nuovo del valore da 1 quattrino.

In figura 23 le due immagini sono state affiancate in modo da poter apprezzare la correlazione delle micro-caratteristiche peculiari delle quattro varietà. Si può notare come, a parte il tassello del valore, i francobolli siano identici, ovvero, a stessa posizione corrisponde stessa varietà del blocco nuovo da 1 quattrino.

Figura 23 − Affiancamento della quartina ricostruita del valore da 6 crazie con le corrispondenti posizioni del foglio intero da 80 esemplari del valore da 1 quattrino

Le Posizioni Ricorrenti 34 (F18) e 35 (F40) erano già state verificate con un esemplare del valore da 4 crazie la prima e uno sempre da 4 crazie la seconda. A questo punto si aggiunge per entrambe le posizioni anche il valore da 6 crazie.

Le Posizioni Ricorrenti 19 (F62) e 20 (Mb17) non erano state fino a questo momento verificate con esemplari diversi dal quattrino, si tratta quindi di un altro importate tassello che si aggiunge alla comprensione delle procedure di stampa di questa emissione. Dobbiamo inoltre dire che è stato possibile verificare la posizione 20 solamente perché in coppia con la 19, in quanto, se avessimo rinvenuto il francobollo nella varietà F62 singolo, non potendo questo presentare frammenti di lettere nella filigrana, non avremmo potuto attribuirne la posizione.

In figura 24 riportiamo l'intero blocco nuovo da 1 quattrino, con evidenziate le posizioni del quadro di stampa dove si trovava la quartina ricostruita del valore da 6 crazie.

Figura 24 − Foglio nuovo integro del valore da 1 quattrino su seconda filigrana, con evidenziate la posizione della quartina ricostruita del valore da 6 crazie

Caso#04

Per l'ultimo caso di questo articolo, prendiamo in considerazione la striscia di tre esemplari del valore da 1 crazia stampata su carta con la filigrana del Secondo Tipo, riportata in figura 25. I tre francobolli facevano parte di una delle due righe adiacenti dal lato superiore ad un Interspazio di Gruppo, come testimoniato dall'ampio margine in basso e dalle tracce di stampa che si riescono ad intravedere oltre.

Figura 25 − Striscia orizzontale di tre esemplari del valore da 1 crazia su filigrana del Secondo Tipo che mostra interspazio di gruppo in basso

La varietà più evidente che notiamo è quella in cui si trova il francobollo centrale della striscia, caratterizzata dalla tipica deformazione dell'ornato 4 (basso a destra), come evidenziato nell'ingrandimento di figura 26 (dettaglio D15). Si tratta della varietà A16.

Figura 26 − Dettaglio della tipica forma dell'ornato 4 dell'esemplare centrale della striscia di figura 25, caratteristica della varietà A16

Esaminiamo ora la coppia orizzontale mostrata in figura 27, sempre del valore da 1 crazia, stampata su carta con il Secondo Tipo di filigrana. Il pezzo faceva sicuramente parte di una delle due righe adiacenti ad un Interspazio di gruppo, questa volta dal lato inferiore.

Figura 27 − Coppia orizzontale del valore da 1 crazia su filigrana del secondo tipo che mostra l'Interspazio di Gruppo in alto

Grazie all'ampissimo margine superiore è possibile esaminare parte degli esemplari che si trovavano oltre l'Interspazio di Gruppo. In particolare si può notare che l'esemplare di destra di questi, presenta la deformazione dell'oranto 4 tipica della varietà A16, come mostrato nell'ingrandimento di figura 28 (D15).

Figura 28 − Dettaglio dell'ornato 4 dell'esemplare che si intravede oltre l'Interspazio di Gruppo della coppia del valore da 1 crazia su seconda filigrana

Se confrontiamo nel dettaglio la parte inferiore dei due francobolli a sinistra della striscia e la parte superiore della coppia, come mostrato in figura 29, notiamo che anche il francobollo di sinistra della striscia presenta dettagli identici a quelli che si intravedono nell'esemplare di sinistra oltre l'interspazio della coppia. Si tratta della connessione tra la cornice e l'ornato 1 (D16) e la micro-falla di colore in basso al piede di destra della lettera 'A' della dicitura 'CRAZIA' (D17).

Figura 29 − Ingrandimento dei tasselli del valore dei primi due francobolli da sinistra della striscia di tre esemplari del valore da 1 crazia su seconda filigrana e della parte oltre l'interspazio di gruppo in alto della coppia di figura 27

è evidente che molto probabilmente la striscia e la coppia presentate in questo paragrafo provenivano da due fogli stampati con la stessa tavola. Possiamo quindi ora ricostruire questa piccola porzione di quella tavola, sovrapponendo graficamente la striscia e la coppia, come mostrato in figura 30. In questo caso non si tratta di una semplice quartina, ma di un multiplo di cinque esemplari in conformazione a sedia.

Figura 30 − La quartina +1 ricostruita per sovrapposizione grafica della striscia e della coppia del valore da 1 crazia



Conclusioni

In questo articolo sono stati presentati alcuni esempi di utilizzo dell'analisi della filigrana e delle varietà dei francobolli toscani granducali per la ricomposizione di multipli. Questi rappresentano delle metodologie innovative che possono essere utilizzate per lo studio approfondito dei francobolli toscani, come ad esempio la ricostruzione parziale o totale delle matrici di stampa.

Si sono mostrati altri due esemplari delle cosiddette 'Posizioni Ricorrenti' per l'emissione granducale su filigrana del Secondo Tipo, del valore da 6 crazie per le posizioni 35 (F18) e 36 (F40). Sono state inoltre censite altre due 'Posizioni Ricorrenti' di tale emissione, ovvero la 19 (F62) e la 20 (Mb17).

Si sono mostrati due esempi del fenomeno delle 'Macchie di Colore Circolari' tipico dei francobolli granducali stampati su carta azzurrata e si è cercato di fornirne una spiegazione della loro origine.

Ringraziamo le Dottoresse Emma Cantisani e Donata Magrini dell’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale (Consiglio Nazionale delle Ricerche, CNR) di Firenze ed il Professor Piero Frediani, ordinario di Chimica Industriale presso l’Università degli Studi di Firenze per il loro prezioso aiuto nell’analisi spettroscopiche sulle macchie di colore.

Ringraziamo Paolo Cardillo titolare di SPCStamps per la preziosa collaborazione



© Tiziano Nocentini 2022 © Emilio F. Calcagno 2022
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Riferimenti

Emilio Calcagno, Vittorio Morani, Granducato di Toscana - I francobolli e le varietá di cliché, ed. Unificato, 2014

Tiziano Nocentini, Emilio Calcagno, PLATTAGGIO DEI FRANCOBOLLI GRANDUCALI DI TOSCANA, Il Postalista

Tiziano Nocentini, Emilio Calcagno, PLATTAGGIO DEI FRANCOBOLLI DI TOSCANA CON FILIGRANA A LINEE ONDULATE, Il Postalista

Tiziano Nocentini, Emilio Calcagno, Le 'Posizioni Ricorrenti' dei francobolli granducali di Toscana con la seconda filigrana, Il Postalista

Blog di filatelia toscana: I Cinquecento Leoni di Toscana



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