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I bolli tondo riquadrati di Toscana

Le "divise uniformi" degli impiegati
delle Poste Granducali - 1835

 

AREZZO
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Ronta

 

Cavo (Rio Marina)
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Sant: Ilario

LUCCA MASSA PISA SIENA

Pascoso
Picciorana
San Lorenzo di Moriano
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Sassetta
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Volterra
 

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Il bollo tondo riquadrato venne introdotto dalla Amministrazione Postale principalmente per semplificare il lavoro degli ufficiali postali che, avendo in uso il numerale a sbarre, dovevano apporre due bolli sulla corrispondenza. Inoltre, essendo il movimento postale in forte aumento, si rendeva necessario velocizzare il lavoro di bollatura ed aumentare la produttività al fine di contenere i costi del servizio.
Nel 1888 venne assegnato allo Josz, già incisore delle Poste dal 1875, il compito di realizzare un timbro che sostituisse il cerchio grande e che nello stesso tempo, con un'unica bollatura, fosse in grado di impedire il riutilizzo del francobollo.
Guardando quello che avevano già fatto altre amministrazioni postali, dopo diverse proposte, venne scelto un cerchio semplice circondato da 4 lineette curve in modo da ottenere un quadrato, simile a quello in uso in Gran Bretagna da circa 10 anni.
Con il bollettino N.11 del 1889 la Direzione delle Poste diede disposizione di utilizzare un unico tipo di bollo per tutti gli uffici postali (comprese le collettorie di 1a e 2a classe) man mano i bolli in uso diventavano inutilizzabili per usura.
Lodovico Josz fornì il primo bollo (Roma Succursale N.14) il 14-1-90, ma il primo tondo riquadrato noto "Torino (Ferrovia)" venne realizzato da un incisore privato e la prima data nota è 14-11-89 1S.
Il bollo rimase in uso fino al 1910, ma non tutti gli uffici postali lo utilizzarono, diversi vennero realizzati anche dopo il 1915 e l'uso si prolungò nel tempo. L'ultima data nota è Bivongi (Reggio Calabria) 29-1-51 con data scritta a mano.

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