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  Circa i prigionieri alto-atesini in Italia
Relazione dell'Ufficio Informazioni (Vaticano, 2 giugno 1946)
proposto da Gustavo Cavallini
 

PERCORSO: Dal Fascismo alla Liberazione > Campi di prigionia, di internamento e di concentramento nell'aretino > questa pagina > Il Campo di concentramento di Laterina, una storia complicata

Dopo lo scioglimento del campo di Taranto ove si trovava il maggior numero dei prigionieri alto-atesini (circa 1200) essi sono stati trasferiti nel campo di Laterina (Arezzo) dove si trovano attualmente 740 prigionieri alto-atesini. Il resto dei prigionieri è stato liberato o è fuggito.

Circa 300 alto-atesini si trovano nel campo di Pisa n. 339 dei quali circa 350 [sic] sono considerati come «Recalcitrante». Essi stanno in campi delle S.S.

Mentre il campo di Laterina è sotto controllo italiano, il campo di Pisa viene controllato da parte degli americani.

Il 6 Gennaio 1944 il Commissario supremo Tedesco della zona d’operazioni «Alpenvorland» ha emanato un ordine in forza del quale tutta la popolazione maschile dalla classe 1894 al 1926 delle province di Bolzano, Trento e Belluno, doveva prestare servizio militare. L’ordinanza contemplava i cittadini italiani di queste tre province senza fare distinzioni tra alto-atesini ed italiani di origine. Secondo il paragrafo n. 4 di tale ordinanza era prevista la pena di morte contro coloro che non rispondevano alla chiamata ed i genitori o parenti prossimi furono pure minacciati di severissime pene.

Il P. Eusebio O. Cap. di Bolzano ha assicurato che queste sanzioni furono veramente applicate ed egli stesso ha assistito ad esecuzioni capitali di un certo numero di alto-atesini; altri furono deportati a Dakau ed a Buchenwald.

Alla fine del 1944 tutti i reggimenti di polizia dell’Alto Adige furono dichiarati appartenenti alla polizia S.S. in base al decreto generale del Comando Militare Tedesco.

Mentre la maggior parte degli italiani di origine ed abitanti nell’Alto Adige sono stati rilasciati in libertà, gli alto-atesini di lingua tedesca si trovano ancora nei suddetti campi di Laterina e Pisa.

Lo stesso P. Eusebio dichiara che il 90% dei prigionieri alto-atesini del campo di Laterina sono, nella vita civile, cittadini; il rimanente 10% è in gran parte costituito di scultori in legno della Val Gardena ed il – è composto di Artigiani, qualche studente di Teologia e religiosi.

Egli fa presente che un numero non indifferente di alto-atesini, forzati ad entrare nelle file delle S.S., erano fuggiti dai loro reggimenti rischiando la vita, nascondendosi sulle montagne. Ora essi si sono presentati ai Comandi Alleati e sono stati senza distinzione messi nei campi sunominati e considerati come «Recalcitrans».

BIBLIOGRAFIA e SITOGRAFIA

[Uff. Inf. Vat., 464, n. 28]
http://www.fondazioneintorcetta.info/pdf/biblioteca-virtuale/documento1030/InterArmaCaritas2.pdf

Gustavo Cavallini
25-10-2025