Le consulenze offerte ai lettori della rivista sono gratuite e non impegnano l'estensore della risposta,
il quale fornisce il proprio parere solo attraverso l'esame della immagine ricevuta,
pertanto se ne fa divieto di uso commerciale.
La consulenza è in genere prestata per i soli francobolli italiani di Regno e di Repubblica.
Non verranno fornite né stime, né valutazioni sul materiale inviato.

Torna all'indice di Varietà nei francobolli di Regno e di Repubblica >>>
le richieste  di consulenza dovranno pervenire a >>>: info@ilpostalista.it 

pagina iniziale

le rubriche

storia postale

filatelia

siti filatelici indice per autori

Varietà nei francobolli di Regno e di Repubblica

risponde Franco Moscadelli, Perito Filatelico e delle Tecniche di stampa

G. Verdi L. 10, il primo calcografico bicolore d'Italia

Buongiorno,
e complimenti per la qualità dei varie rubriche ed approfondimenti. Recentemente mi è capitato di analizzare questo pezzo, un 10 lire G. Verdi del 1951, di cui allego alcune foto fortemente ingrandite con apposito software. Volevo chiederle un parere in merito ad esso.
Ringraziandola anticipatamente, porgo i miei più cordiali saluti.
Giovanni Tamarri

 

risponde il perito:

Franco MOSCADELLI


Egregio signor Tamarri,
la stampa dei francobolli per il cinquantenario della morte di Giuseppe Verdi nel 1951, fu eseguita in calcografia a due colori. Se lei controlla vedrà che i francobolli calcografici sino ad allora erano sempre stati stampati solo ad un colore e con questa emissione si optò per la stampa bicolore, una specie di esperimento.
Il primo francobollo fu appunto il 10 lire che sin dall’inizio presentò difficoltà nella stampa perché si formavano delle sovrapposizioni tra i colori usati che erano anche molto diversi: un bel verde scuro ed un bel bordò-violetto. L’inchiostrazione della matrice incisa veniva effettuata da due rulli o spugne inchiostratrici, una per il ritratto e le diciture ed una per il disegno di fondo. La racla pulitrice, non effettuando bene il suo lavoro di drenaggio dell’inchiostro in eccedenza, faceva sì che in certe aree del francobollo si formasse, per così dire, un terzo colore più scuro, talvolta anche per diversi millimetri.
Negli altri due valori dell’emissione allora si decise di usare colori con toni più simili, per limitare tale inconveniente. Questo è quanto è successo per il francobollo in questione. Non sono classificate varianti di stampa ma difetti, escluso che non si tratti di nuances che si diversificano notevolmente dal valore tipo.
In allegato troverà delle foto ad alto ingrandimento dove noterà bene l’effetto cromatico prodotto dalle infiltrazioni di colore su tale francobollo. Penso di essere stato esaustivo e la saluto cordialmente.

Franco Moscadelli
Perito Filatelico e delle Tecniche di stampa

www.francomoscadelli.it


pagina iniziale

le rubriche

storia postale

filatelia

siti filatelici indice per autori