L'Angolo della Democratica

pagina iniziale le rubriche storia postale filatelia siti filatelici indice per autori
IL CORSO PARTICOLARE
Quando per la posta è troppo, ci pensano i privati
di Gianni Vitale

È il trasporto di corrispondenze a mezzo di privati o comunque al di fuori dei canali postali, autorizzato dalle Poste previo pagamento anticipato del diritto di privativa, corrispondente alla stessa tassa che si sarebbe pagata per la regolare affrancatura.

Presente negli Antichi Stati per la salvaguardia della privativa postale che tutelava i proventi dello Stato con l’Unità d’Italia il D.L. Farini in vigore dal 1° marzo 1861, all’art. 418 stabiliva:

Le lettere e pieghi in corso particolare, tanto sigillati che aperti, che si vogliano trasportare da un luogo all’altro con mezzi estranei all’Amministrazione delle Poste, debbono essere presentati al bollo degli uffici postali pagando la tassa stabilita dalla legge.

Fino al 1863 l’ufficio apponeva il bollo del giorno e P.P. (Porto Pagato).

Con la legge di riforma postale del 5 maggio 1862, in vigore dal gennaio successivo, si stabilì che la tassa doveva essere assolta mediante francobolli annullati con timbro e data dell’ufficio postale di partenza. Al posto delle lettere P.P. doveva essere apposta la dizione “IN CORSO PARTICOLARE”.

Il Regolamento Generale intorno al servizio postale, in esecuzione del testo unico delle leggi postali, approvato con Regio decreto n. 501 del 24 dicembre 1899, al CAPO I - Delle attribuzioni dell'Amministrazione delle poste e della privativa alla medesima conferita – all’ Art. 1 recitava:

L'Amministrazione delle poste ha le seguenti attribuzioni:

a) trasporto e distribuzione di oggetti di corrispondenza di qualsiasi specie (lettere e pieghi, cartoline, biglietti postali, carte manoscritte, stampe e campioni di merci), la cui spedizione può essere fatta in via ordinaria, o con raccomandazione, od anche, limitatamente alle lettere ed ai pieghi, con assicurazione di valore, e può essere pure, se raccomandata od assicurata, gravata di assegno.
….

All‘Art. 6 specificava che:
Non costituiscono contravvenzione alla privativa:


f) il trasporto e la distribuzione di corrispondenze, francate in corso particolare, mediante apposizione sulle medesime di francobolli, regolarmente annullati da un uffizio di posta.

La normativa descritta fu attenzionata ulteriormente nelle "Istruzioni per il servizio delle corrispondenze postali" del 1908 che al Titolo XX riportava:

Art. 1090 - È consentito a chicchessia di trasportare o far trasportare da un luogo all'altro dello Stato, con mezzi estranei all'Amministrazione delle poste, lettere e pieghi, tanto suggellati, che aperti, nonché cartoline e corrispondenze in genere, contenenti comunicazioni epistolari, soggette alla privativa postale, purché a ciascun oggetto siano apposti i francobolli corrispondenti al valore della tassa fissata, per l'affrancatura.

Art. 1091 - Le corrispondenze di cui trattasi, debbono essere presentate all'ufficio postale del luogo di partenza. Questo verifica se i francobolli applicativi od impressivi corrispondano alla tassa stabilita, li annulla col bollo a data e scrive sulle corrispondenze la dichiarazione: “In corso particolare."

Lettera 29 giugno 1948 da Milano per Trieste con francobolli regolarmente annullati
all’ufficio postale di MILANO CENTRO.

La spedizione “in corso particolare” ebbe un discreto utilizzo negli ultimi periodi della seconda guerra mondiale e subito dopo, soprattutto da parte degli enti e dalle aziende. Le difficoltà in cui si svolgeva il servizio postale e i conseguenti inevitabili ritardi nel corso delle corrispondenze, in casi di urgenza, costringevano i mittenti ad affidare le proprie corrispondenze epistolari a soggetti estranei all’ente Poste. Il tutto doveva però attenersi a quanto dettato dalle “Istruzioni per le corrispondenze postali”, in specie ai predetti articoli all’art. 1090 e 1091, resi noti agli utenti con apposito comunicato stampa.

Lettera da Genova per città del 4 ottobre 1946, inoltrata in corso particolare
per la sede del quotidiano Secolo XIX.



La lettera spedita il 10 luglio 1949 da Roma per Palermo inizialmente regolarizzata per essere inoltrata con i canali delle poste, in seguito e per nuova decisione del mittente (probabilmente si recava lui stesso a Palermo) la missiva venne portata all’ufficio postale ove venne regolarizzata con annullo dei francobolli “ROMA CENTRO C.P. ESPRESSI” e subito ritirata per il trasporto con mezzi propri. A tale fine l’impiegato appose il bollo lineare “IN CORSO PARTICOLARE” sullo scritto “VIA AEREA” a giustificare l’inoltro della lettera con mezzi estranei alle Poste. Ad ulteriore conferma della modalità d’inoltro la mancanza al verso di timbri di transito ed arrivo, consueti in questa tipologia di corrispondenza.

Una parte della corrispondenza sfuggì però ai controlli; infatti, il Ministero venne a conoscenza che numerose corrispondenze epistolari venivano sistematicamente trasportate e recapitate senza affrancatura con mezzi estranei alle Poste, in contravvenzione agli articoli 14 e 35 del Codice P.T. A tal fine venne disposta adeguata verifica alla scoperta dei contravventori.

Raccomandata “a mano” del 24 marzo 1949 diretta al Prefetto di Piacenza con valori annullati con bollo dell’ufficio postale di città, come previsto dalla normativa anche se in mancanza del bollo lineare del corso particolare.

L’oggetto di cui sopra ha valore legale o accompagnata da ricevuta di ritorno, ma bisogna fare attenzione perché per alcune tipologie di comunicazioni la legge prescrive obbligatoriamente la consegnata tramite servizio postale.

Se si consegna a mano ciò che la rende valida dal punto di vista legale è la firma per ricevuta.

Si tratta di corrispondenza "IN CORSO PARTICOLARE" ovvero trasportata a mano con mezzi estranei al Servizio Postale e per questo motivo ovviamente priva di bollo d'arrivo (come disposto dal Regolamento Postale doveva essere comunque affrancata secondo le tariffe vigenti).

Solo in alcuni importanti centri di affari, in via del tutto eccezionale e su richiesta degli interessati, è consentito l’uso del corso particolare per partecipazione delle ditte alle gare d'appalto degli enti.

Era usato per sicurezza della consegna in tempi certi (solitamente nei bandi di appalto era specificata anche l'ora massima di consegna che la posta non poteva garantire) e si preferiva perciò consegnare l'offerta a mano. Gli enti appaltanti indicavano specificatamente fra le altre anche questo tipo di consegna dell'offerta, perché la presenza del bollo postale sulla raccomandata salvaguardava la certezza della data di consegna al momento della registrazione al protocollo dell'ente.

La procedura secondo norma era di recarsi all'ufficio postale con il plico debitamente chiuso e sigillato con ceralacca, l'addetto allo sportello affrancava secondo il porto, applicava i francobolli, li annullava con l'inchiostro indelebile del bollo a data e registrava la raccomandazione con l'inizio del trasporto stesso che era affidato al presentatore-mittente. In questi casi l’ufficio accettante tratteneva la ricevuta di raccomandazione che spillata al registro di accettazione allo scopo di escludere un eventuale richiesta di indennizzo in casi di perdita dell’oggetto.

Il mittente ritirava la busta e firmava il registro postale delle raccomandate come ricevuta; a questo punto il mittente diventava un "particolare" autorizzato dalla posta al recapito invece del portalettere. Naturalmente nessuno di questi oggetti riporta al retro il bollo postale a data della consegna.


Raccomandata per gara d’appalto lavori del 27 novembre 1950 spedita da Foggia all’Ufficio del Genio Civile della città.
Il retro è sigillato a ceralacca e controfirmato dal mittente la società. Evidentemente un incaricato si è recato a Foggia, è andato in Posta, ha presentato la busta sigillata ed ha pagato la raccomandata. Firmato per ricevuta della raccomandata, ha ripreso la busta e l'ha presentata all'ufficio protocollo del Genio Civile dove avrà ritirato la ricevuta. Al fronte manca il bollo lineare del corso particolare, non di rado sfuggiva all’applicazione o non era nelle disponibilità dell’ufficio, ed al verso i timbri di arrivo

Altra raccomandata del 30 novembre 1948 per gara d’appalto lavori spedita da Este all’Ufficio del Genio Civile della città in tariffa.

Anche in questo caso il retro è sigillato a ceralacca e controfirmato dal mittente la società. Manca sia il bollo lineare del corso particolare che di arrivo


Mandato di pagamento del 17 febbraio 1977 per rate di mutuo presso il Credito Fondiario della Cassa di Risparmio di Bologna

Raccomandata del 12 marzo 1946 spedita dalla Società Filatelica Italiana di Roma per Parigi.

Al verso etichetta dattiloscritta della Banca d’Italia e lateralmente scritto a lapis blu in cifre e lettere il valore dell’oggetto con firma dell’impiegato. Lettera è “in corso particolare” previo passaggio ufficiale presso la Banca d’Italia per verifica del contenuto onde escludere esportazione di capitali all’estero. Come da normativa postale successivamente la missiva venne presentata alla registrazione presso gli uffici postali di Roma, ritirata dal mittente con firma in apposito registro postale e portata a Parigi dall’incaricato che così poteva passare la dogana in piena legalità alla normativa con il placet della Banca d’Italia che ufficializzava il trasporto, verificato in territorio nazionale. I sigilli erano messi appositamente perché la busta non potesse subire manipolazioni successive.

Non tutte le banche erano autorizzate ad espletare questo servizio, solo alcune a carattere nazionale.


La scarsa efficienza dei servizi postali dell’epoca portò all’emanazione della circolare della DCSP del 4 marzo 1989 in cui si specificava che il servizio di raccolta, trasporto e distribuzione epistolare svolto da corrieri internazionali privati non era più soggetto al regime di esclusività previsto dall’art. 1 del Codice postale.

Si ricorse quindi al potenziamento dei servizi in concessione che, per la loro natura, non dovevano essere confusi con il corso particolare. Con tali servizi la Posta rispettava i suoi fini indirettamente a mezzo dei provati.

Il corso particolare è tuttora in vigore, sia pure con modifiche resesi necessarie per il naturale decorso temporale. Infatti con il D.L. del 22 luglio 1999 n. 261 in vigore dal 6 agosto successivo all’ art. 8 si stabiliva:

È consentita, senza autorizzazione, la prestazione di servizi postali da parte della persona fisica o giuridica che è all'origine della corrispondenza (autoprestazione) oppure da parte di un terzo che agisce esclusivamente in nome e nell'interesse dell'autoproduttore.

Lettera del 10 luglio 2001 inoltrata per Posta Prioritaria da Palermo per città presentata all’ufficio postale per l’affrancatura e annullo, restituita al mittente per l’inoltro al destinatario.

Attualmente nelle gare pubbliche i soggetti interessati a concorrere devono far pervenire, entro le ore…, del giorno… il plico sigillato con ceralacca oppure con nastro adesivo e comunque controfirmato o timbrato sui lembi di chiusura, all’ufficio interessato tramite posta prioritaria, raccomandata A/R, raccomandata assicurata, posta celere, corriere (DHL, FEDEX, UPS,TNT etc.), consegna a mano mediante procedimento di autoprestazione postale disciplinato dall’art. 8 del decreto legislativo 22 luglio 1999 n. 261, previa affrancatura del plico in base alle vigenti tariffe, da un incaricato dell’impresa al quale sarà rilasciata ricevuta.

In tempi relativamente moderni, il servizio è stato utilizzato dai filatelici per ottenere annulli postali per le loro collezioni. La busta primo giorno o first day cover è, in filatelia, una busta che presenta uno o più francobolli applicati ed annullati con un timbro datato nel giorno di emissione.


Bibliografia

Luigi Ruggero Cataldi: Le corrispondenze in corso particolare. L’Intero Postale 106/2009.

Gianni Vitale
03-05-2026