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La posta dei prigionieri di guerra

I DIMENTICATI
(prigionieri di tutti)

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366 - HOSPITAL: il campo

di Gustavo Cavallini

Dal Rapporto Melis

“Servizio sanitario:

Lodevole anche il servizio sanitario, facente capo all’A.D.M.S. dell’E.A. Command e svolto da medici e personale italiani, che si sono sempre adoperati con competenza, zelo, sacrificio.

Il servizio sanitario è distribuito come segue:

Infermerie di campo, con adeguato numero di letti, sala operatoria per casi d’urgenza e per interventi di modesta entità, laboratorio d’analisi, buona assistenza e vitto migliore che nei campi.

Ospedale del campo n. 356 di Eldoret: è l’infermeria elevata ad ospedale: è costruito in muratura ed è dotato di gabinetto radiologico, di laboratorio d’analisi e di un’attrezzata sala operatoria, che consente di effettuare qualsiasi genere di operazioni. Esso funziona pel campo 356 e fa il servizio radiologico anche per i campi viciniori. Il trattamento è quello di un ottimo ospedale.

Third General Hospital di Nyeri che, dall’agosto c.a., ha assunto il nome di « Italian Central Hospital » (non ancora in uso per gli indirizzi), alle dirette dipendenze dell’East Africa Command.

È una vasta ottima organizzazione, trattandosi di un ospedale di 600 letti, con tutte le specialità: medicina, chirurgia, oculistica, otorinolaringoiatria, neuropsichiatria (150 letti) e tisiologia (70 letti) e fornito di gabinetto radiologico, batteriologico e odontoiatrico; mancano soltanto gli strumenti per le indagini urologiche, per le quali i pazienti vengono inviati all’ospedale inglese di Nairobi. I medici del 3.G.H. sono degli ottimi professionisti e l’assistenza prodigata agli ammalati è molto buona. Si può dire che tutte le forme di malattia siano state curate in quell’ospedale. Molto bassa la mortalità, che si aggira sull’1% del numero totale dei ricoverati.

Ospedale del campo 1-A di Nyeri, pei soli evacuati civili; organizzato per tutte le malattie, in collaborazione col 3rd General Hospital.

Ospedali inglesi di Nairobi, di Mombasa e di Gil-gil, che tengono a disposizione degli italiani un reparto e posti vari, per operazioni chirurgiche o altre malattie non curabili nelle infermerie dei vari campi viciniori oppure per indagini particolari e eventuale relativa terapia chirurgica, come nei casi urologici (ospedale di Nairobi). Tutto il personale è inglese e il trattamento è davvero ottimo.

Convalescenziario di Burguret (campo n. 359): dispone di 300 letti e vi sono ricoverati convalescenti dimessi dagli ospedali o dalle infermerie o cronici, delle categorie sottufficiali, truppa e civili. È sito in zona meravigliosa, bene organizzato e con ottimo vitto.

Convalescenziario di Eldoret (campo n. 356): di 100 letti, per soli ufficiali, anch’esso bene organizzato e gradito soggiorno per convalescenti o cronici.

Manca, s’intende, l’illuminazione elettrica (tranne negli ospedali di Nyeri e di Eldoret), ma con lampade a petrolio vi è la luce necessaria.

In ogni campo, persino nell’ospedale di Nyeri, vi sono dei veri e propri centri di artigianato,

La prova che il vitto fu sempre sufficiente si trova nell’esame delle varie malattie incorse in questi 3 anni e mezzo di prigionia: nessun caso di avitaminosi, soltanto poco più di 200 casi di tubercolosi polmonare (con appena 6 decessi), rari casi di anemie primarie gravi.”

Dalle informazioni del Rapporto Melis, non risulta un ospedale in Uganda, in realtà abbiamo corrispondenza verso un pow camp 366 – hospital di cui non ne conosciamo l’esatta ubicazione, ma abbiamo queste informazioni:

Dal Rapporto del CICR, il campo è situato sulle rive di un grande lago, ad un’altezza di 1250 m s.l.m.

Jinjia (Gingia) si trova sulle rive del lago Vittoria, ad un’altezza di 1143 m s.l.m., mentre Entebbe si trova su una penisola sul lago Vittoria, ad un altezza di 1146 m s.l.m.

Una sostanziale differenza l’abbiamo sull’ospedale di Entebbe, in quanto dalle nostre informazioni poteva ospitare “solo” 52 degenti, contro la capienza di 4000 unità riportata sul rapporto del CICR, del pow camp 366.

Fonte:

https://www.prigionieriinkenia.org/
Wikipedia, la libera enciclopedia di internet

CORRISPONDENZA 366 - HOSPITAL

Lettera scritta dal P.O.W 62775 Capitano Medico Prof. Pattarin Pietro 366 P.O.W Camp – Hospital e indirizzata alla Sig.ra Anna Nerina Pattarin Varisco, residente in Via Dante 15 a Concorezzo, Milano.

Mia carissima Nera 1.6.43
purtroppo nella settimana scorsa non ho
avuto tue notizie, mentre nella settima
na prima , ho udito un tuo radiomessag-
gio. Io come al solito sto sempre bene
e continuo il mio lavoro chirurgico
e nella direzione dell’ ospedale, per cui come
già ti ho detto il tempo mi passa
con sufficiente rapidità e serenità.
Nelle mie precedenti ti pregavo di spedirmi
alcune cosette che ti raccomando di prov-
vedermi, sempre che tu non debba incontra-
re spese. Non ti è possibile pure spedirmi
un certificato comprovante la mia docenza
(?)
Di alla Nini che sono molto conten-
to dei buoni risultati a scuola, è
ancora cresciuta? Manco pure di notizie
dei miei fratelli che ti prego di fornirmele.
Ricordami a tutti i conoscenti. Baci infini-
ti a te e Nini. Piero

Fonte:
Wikipedia la libera enciclopedia di internet
https://mikewhiteuk.com/

Gustavo Cavallini
22-11-2025