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La posta dei prigionieri di guerra

I DIMENTICATI
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MITUBIRI (Mitu Biri): il campo e le corrispondenze

Gustavo Cavallini

Il campo n. 357 di Mitu Biri è stato soppresso e non vi sono che pochi uomini addetti alla sua manutenzione. In prossimità di esso sorge la villa che ospitò il Duca d’Aosta e, successivamente, il Generale Nasi, che sei mesi addietro è stato trasferito in un’altra villa nella zona ancor migliore di Molo, nelle vicinanze di Nakuru. (Rapporto Melis)
Amedeo di Savoia, Duca d’Aosta venne trasferito dall’Etiopia in aereo, prima a Khartoum, poi a Juba, e infine verso Nairobi. Viene registrato con il numero di matricola 11590 e trasferito in macchina a 70 chilometri di distanza nella Juja House, di proprieta’ del miliardario americano Lord William Northrop Macmillan.

Non gli era consentito di ricevere nessuno, ne’ di visitare il campo di prigionia 357 che si trovava a tre chilometri di distanza, e nemmeno di spingersi oltre 400 metri dalla casa. Durante la prigionia il Duca faceva attivita’ fisica e coltivava un piccolo lembo di terra. Ogni domenica, dal vicino campo 357 un cappellano si recava a Ol Donyo Sabuk per celebrare la messa. Sulla prigionia del Duca abbiamo il racconto di un testimone oculare, James Breckenridge, un ufficiale inglese incaricato della sorveglianza di Juja House. Nelle sue memorie racconta:

Il nostro compito era semplice, c’era solamente una sentinella che faceva il saluto al Duca ogni volta che passava. Il Duca era stato educato a Eton, parlava un perfetto inglese ed era una persona squisita. Tutti gli ufficiali che si erano succeduti nella guardia erano stati invitati a cenare con lui. Quando e’ venuto il mio turno, ho avuto non solo un’ottima cena italiana, ma anche un’interessantissima serata.

Il Duca era in comando ed era molto esigente. C’era un campo da tennis dove faceva giocare gli ufficiali a piedi scalzi per tenerli in forma. Mi sono reso ben presto conto che il Duca era molto malato. L’ho fatto visitare dal nostro medico militare, il quale ne ha ordinato subito il ricovero nell’Ospedale Militare di Nairobi.

Il Duca mi ha chiesto se potevo contattare un signore di nome Roy Whittit, che penso fosse un suo ex compagno di scuola. L’ho fatto e lui me ne fu molto grato. Ha chiesto di essere sepolto con l’alta uniforme, ma quando la valigia fu aperta si e’ trovata piena di sassi. Il Duca non si e’ mai lamentato e non mi risulta che qualcosa sia stato ritrovato o che il responsabile del furto sia stato mai scoperto.”

FONTE
https://site.prigionieriinkenia.org


CORRISPONDENZA DA MITUBIRI (MITU BIRI)

 

Lettera inviata alle figlie da Ubaldo Ponzi, prigioniero nel campo 357 di Mitubiri in Kenya. La lettera, tra le poche in nostro possesso anteriori al 1943, racconta una giornata di prigionia.

Mitubiri, 21 ottobre 1942
21-10-42
Cara Adele e Giorgia

Attendo sempre con ansie le care fotografie vostre, pure il pacco. Mi domandi in una tua che vita faccio e come passo le giornate puoi immaginare. Il primo pensiero mattutino e rivolto a te e alla mia cara Giorgia, mi faccio tanti castelli che tu puoi immaginare, alle ore 9 mi reco a fare le prove perché sono diventato un artista sino al lora del rancio, mangio e mi faccio un pisolino, e mi addormento come quando tu mi cullavi. Mi sveglio verso lora della adunata di controllo ritorno nella mia Baracca n. 107 quarta branda sinistra, entrando preparo la roba per la recita e alle 7 si va in scena e sino alle 11 sempre si lavora. Rientro nella mia cuccia dico la preghiera per me e voi e mi addormento con la visione tua che accarezzi e mi dai tanti baci. Si amore tanti Baci che al mio ritorno paghero il mio debito e allora sarai tu che mi dovrai paghare perché troppo te ne darò da non stancarmi mai. Devi dire alla mia Bambolona che si prepara perché il papà gli porterà tanti giocattoli.
Un bacio
Ubaldo


Mittente di questa lettera è l’Autiere Gallo Domenico, Campo 357 Sez.3, indirizzata alla Signora Luisa Gallo, residente a Corato (BA).

FONTE
https://prigionieri.parmaintempodiguerra.it
https://www.ebay.it