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Pinto ed il 45 centesimi Umberto del 1889

di Giorgio Landmans

E che venga pure il diluvio, ora vi voglio parlare e raccontarvi alcuni trascorsi di un passato mondo filatelico prima di andare.....

Avete mai sentito parlare di un certo Pinto? No di certo: ora dovrebbe avere non meno di 150/160 anni.
Ebbene, era un piuttosto modesto commerciante filatelico napoletano.

Pinto fu proprio colui che venne chiamato dalle Poste italiane per riorganizzare, perché ritenuto competente in materia (o amico di qualcuno?? ...) il notevole stock dei valori postali fuori corso dell’area italiana allora ancora esistente e giacente presso un certo Ufficio Postale. Consisteva di valori e di serie dell’area italiana (vi era anche qualche valore del passato Stato Pontificio e del Regno di Sardegna oltre a diversi valori di passate occupazioni). Gli esemplari che erano disponibili venivano posti in vendita diretta presso uno speciale sportello postale, chiamato il filatelico, che era sito in Roma. Le Poste ogni tanto producevano un volumetto-elenco contenente la lista di vendita di tali giacenze. Vi si proponevano voci (massima richiesta mensile: 50 serie o valore per tipo, per commerciante, un valore + quartina per privato). I prezzi di vendita venivano stabiliti scontando il 15% da quanto veniva proposto da qualche listino corrente di commerciante.

Eravamo negli anni 1950.

A quei tempi dirigevo una modesta rivistina filatelica che, oltre a qualche articolo di fondo, principalmente conteneva la lista illustrata, in bianco-nero, delle nuove emissioni, praticamente era l'aggiornamento alle novità apparse a seguito dell’ ultima edizione dei nostri cataloghi d’Italia e di Europa.

In un convegno, non ricordo dove, questo sig. Pinto si aggirava festoso tra i tavoli mostrando un mezzo foglio del 45 cent. nuovo della emissione Umberto 1889. Un francobollo raro, estremamente raro! Uno dei valori più ricercati all’epoca anche perché non offerto nel famoso volumetto-listino azzurro dello stock ministeriale.

Io, che sono curioso di natura, conoscendo anche le modeste possibilità del Pinto, gli chiesi come ne fosse venuto in possesso. Mi spiegò che lui, chiamato a riorganizzare l’esistente di quello stock giacente allo sportello filatelico ministeriale (così veniva chiamato allora) lo aveva ritrovato frammischiato con altro valore.

Era uso, presso quella dipendenza, inserire in una cartelletta ogni differente valore o serie, sulla cartelletta veniva indicato, oltre a relativa descrizione sommaria, anche il conteggio della quantità esistente al momento. Il Pinto accintosi a tale impegno, un certo giorno si ritrovò tra le mani quella certa cartelletta. Che indicava, oltre la quantità ivi contenuta, la descrizione:Umberto, 45 centesimi (senza alcuna precisazione della data di emissione) e quindi quivi inseriti fogli e ritagli di fogli del valore del 45 centesimi emessi però nel 1895, sempre durante il Regno di Umberto I. Vi si trovavano appunto i valori dell’emissione 1895, perciò senza tale specifica differenziazione di data.

Appunto in quella cartelletta il Pinto, immischiato tra gli altri, vi trovò quel mezzo foglio del 45 centesimi 1889.

Presumibilmente chi aveva in precedenza avuto l’ incarico del riordino, ma non competente, trovando quel mezzo foglio di Umberto del 45 centesimi 1889, lo inserì tra quelli dell’emissione successiva.

Lui, il Pinto – con volto illuminato a dimostrazione della propria profonda competenza filatelica – mi raccontò di aver appunto rinvenuto, immischiato tra gli altri, quel mezzo foglio (50 pezzi) e per mostrare la sua massima correttezza, di aver quindi provveduto a sostituirlo con altro mezzo foglio appartenente appunto alla corretta emissione.

Ai posteri l’ ardua sentenza.

Se queste curiosità dovessero destare il vostro interesse potrei raccontarvi tanti altri passati del mondo filatelico.

 

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