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TIPI DI CARTA E FILIGRANE LETTERE NEL 50 CENT. DI POSTA AEREA DI TRIPOLITANIA CON SOPRASTAMPA LIBIA
di Nicola Luciano Cipriani

Dopo aver controllato circa 10.000 esemplari del cent. 50 rosso con soprastampa LIBIA mi è venuto spontaneo proporre un articolo sulle filigrane lettere. In effetti ho realmente analizzato 98 mazzette e qualche piccolo lotto di sfusi. La curiosità è scaturita da un esemplare con lettere in doppia fila ben evidenti. Avevo già notato nella precedente visione del cugino viola di Cirenaica una certa scarsità di ritrovamenti ed anche una certa monotonia della posizione di filigrana, tratterò in altro articolo questo francobollo. Passando allo studio del cent 50 rosso ho fatto osservazioni più attente anche perché mi era stato dato un lotto in cui faceva bella mostra di sé un esemplare con filigrana lettere in doppia fila, ben noto al suo proprietario.

Da quanto sopra è evidente che le filigrane lettere in questi valori non sembrano affatto essere fre-quenti e l’idea mi è balenata ben presto nel cervello allorquando, dopo la visione di diverse mazzette, non usciva nemmeno un esemplare con lettere appena accennate. In realtà il discorso sulle filigrane lettere va fatto con le pinze in quanto questo argomento ha attratto molti collezionisti, specialmente a partire dagli scorsi anni ’70-’80. Il non trovare quindi esemplari con queste caratteristiche è chiara-mente legato al numero dei passaggi di mano nel corso del tempo. Non tenterò affatto di fare statisti-che in merito perché sicuramente non saranno obiettive.

Le impronte dei timbri sono state studiate prima da Piero Macrelli e più recentemente da Di Vita; que-sto ha aggiunto alcune impronte per la Libia in generale, ma l’elenco fatto da Macrelli per quelli usati specificatamente per Tripoli è molto più ampio.

I tipi di carta e l’orientamento della filigrana

Prima comunque di trattare la filigrana, ritengo utile descrivere il supporto e l’orientamento delle coro-ne in filigrana. Come è noto la filigrana è un tappeto di corone che assumono la posizione normale nel formato doppio orizzontale; per la stampa dei formati verticali le vignette sono riprodotte sul cilindro di stampa in posizione coricata e quindi anche la filigrana assume questa posizione.

In quanto all’inversione della posizione della filigrana (destra-sinistra o alta-bassa) può avvenire prin-cipalmente per due cause, entrambe in fase di lavorazione in cartiera. La prima è causata quando la colla viene applicata sul lato opposto a quello che porta la filigrana; la seconda è prodotta dalla direzione di avvolgimento delle bobine. Ci sarebbe anche una terza causa dovuta all’allestimento del piano di appoggio della pasta che deve ricevere le impronte della filigrana, ma questo terzo caso mi sembra poco probabile anche se comunque possibile. I due casi precedenti si possono distinguere in quanto, nel primo caso, la stampa viene apposta sul lato della filigrana riconoscibile con luce radente.

Anche la carta può essere di vario tipo, quando la costanza della produzione in cartiera tende un po’ a venir meno si generano differenze anche nel prodotto finale; questo problema deriva dalla tipologia di materiale grezzo che arriva in cartiera e sostanzialmente dipende dal rapporto vegetale/cenci. Le anti-che cartiere ricevevano attraverso un sistema di raccolta a livello regionale essenzialmente frammenti di stoffe usate ed abiti logori. L’uso della cellulosa da vegetali si è sviluppato invece nella prima metà dello scorso secolo e le due tipologie di approvvigionamenti sono state parallele per diversi decenni.

Questa premessa descrittiva è stata necessaria in quanto il francobollo in esame si presenta con due differenti tipi di carta: uno leggermente colorato in nocciola molto chiaro ma ben evidente che chiame-rò carta crema e l’altro invece tipicamente bianco (figura 1).

Figura 1 – a sinistra esemplare stampato su carta bianca, a destra un secondo esemplare stampato su carta color nocciola chiaro. La differenza si intravede anche sul fronte, in particolare sul perimetro bianco; anche il colore della stampa può esserne influenzato.


In entrambi i casi si osservano molto saltuariamente variazioni di debole intensità del colore della carta ma non mi sono addentrato in specifiche di questo tipo. Da precisare che i colori della carta in figura 1 sono risultanti dalla scansione e potrebbero esserci modeste differenze di tonalità dovute all’effetto del sistema elettronico di scansione e di memorizzazione.

La caratteristica più evidente dei due tipi principali di carta descritti, oltre il colore, è l’orientamento delle corone che può essere destro o sinistro; tale direzione è data dalla posizione della croce sull’apice della corona. In base agli esemplari visionati, la filigrana è quasi esclusivamente destra nella carta bianca e altrettanto quasi solo sinistra in quella crema. Ho riscontrato pochissimi esemplari con l’orientamento invertito in entrambi i casi. Tra l’altro ho notato che gli esemplari su carta crema riportano principalmente l’annullo POSTA AEREA * TRIPOLI D’AFRICA * corrispondente al n. 131 della clas-sificazione di Macrelli e al n. 65 di quella di Di Vita.

Figura 2 – Da sinistra le prime due immagini sono dello stesso francobollo su carta bianca; la coppia di destra invece riproduce l’esemplare su carta crema. Entrambi sono gli stessi di figura 1. Si noti il differente orientamento delle corone in filigrana.


In figura 2 riporto i due esemplari di figura 1: carta bianca (coppia sinistra) e carta crema (coppia de-stra); ciascuna coppia di immagini riproduce lo stesso esemplare, a sinistra immagine scansionata in luce bianca ed a destra lavorata con software di grafica allo scopo di rendere ben visibile la filigrana. La carta crema, nell’immagine grigia, mostra una maggiore puntinatura (piccoli puntini scuri) messa in evidenza dalla eliminazione dei colori, tali puntini rivelano una maggiore porosità della carta che ne determina anche una maggiore morbidezza; al contrario la carta bianca presenta una leggera maggiore consistenza. Tali caratteri dipendono decisamente dal materiale grezzo utilizzato e probabilmente l’impasto dal quale è derivata la carta crema è più eterogeneo di quello utilizzato per la produzione di carta bianca.

Per la carta crema ho visionato un numero di esemplari corrispondente a circa il 10% del campione analizzato corrispondente a un migliaio di esemplari. In questi la costanza della tipologia di carta e la posizione delle corone in filigrana sono decisamente molto costanti. Quasi sempre sono presenti due corone intere e abbastanza centrate rispetto alla dentellatura, raramente ho trovato esemplari con un piccolo accenno della terza corona. In due soli esemplare ho potuto constatare la posizione invertita della filigrana e in figura 3 propongo l’esemplare annullato con impronta POSTA AEREA * TRIPOLI * corrispondente alla n. 131 di Macrelli e n. 68 di Di Vita.

Figura 3 – esemplare su carta crema con filigrana invertita: corone volte a destra.


Parimenti per la carta bianca sono difficili da trovare quelli con filigrana sinistra. In figura 4 mostro un esemplare annullato a Tripoli con timbro annullatore POSTA AEREA * TRIPOLI D’AFRICA * corrispondente al n. 131 della classificazione di Macrelli e il 65 quella di Di Vita; e presente nell’elenco della voce “I Bolli di Tripoli”, argomento all’interno del Forum AICPM.

Figura 4 – esemplare su carta bianca con filigrana invertita: corone volte a sinistra.


Nella gran massa del materiale analizzato ho trovato due esemplari che presentano due differenti irregolarità in una corona della filigrana. La prima (Figura 5) è stata individuata in un francobollo annullato presso la Succursale n. 3 con l’impronta corrispondente al n. 2 secondo Di Vita e n. 195 secondo Macrelli.

Figura 5 – questo esemplare ha una corona centrale e due parziali in alto e in basso. La corona parziale in basso appare, seppur non intera, con evidente spostamento verso destra rispetto alle altre due come evidenziato dalle frecce verdi e dalla linea rossa.


L’elemento di filigrana più in basso appare per una modesta porzione ma con evidente spostamento verso destra rispetto alle altre due. A prima vista potrebbe sembrare un semplice spostamento come è stato riscontrato in altre situazioni; in realtà più che mero spostamento direi che questo sia stato accompagnato anche da una rottura (figura 6) dove riporto una immagine elaborata con software di grafica per evidenziare i particolari.

Figura 6 – immagine parziale di figura 5 rielaborata per evidenziare non solo lo spostamento
ma anche la rottura della croce in basso.

 

La base della corona spostata (freccia verde) sembra essere rimasta più o meno secondo l’allineamento iniziale come mostrano i due segmenti rossi. La restante parte di corona sembrerebbe spostata verso destra. C’è un altro dato che potrebbe fornire un contributo: la lunghezza dei due segmenti rossi è differente. Il graticcio di corone per costruzione dovrebbe avere la disposizione regolare con distanze orizzontali e verticali pressoché costanti. La perfezione del tappeto di corone non era certamente ideale, ma difficilmente si potevano avere variazioni di spaziatura tra le corone così evidente come in figura 6.

Può succedere, non con tanta facilità, che un elemento del tappeto di corone possa spostarsi ma in questo caso penserei più probabile una interpretazione (sopra accennata) un po’ complessa che prevede lo spostamento della corona accompagnata dalla separazione tra la base e la parte soprastante in tal modo si giustificherebbe sia la distanza ridotta evidenziata dai segmenti rossi sia la maggiore distanza della parte alta della corona. Peccato che la dentellatura sia nella posizione meno opportuna e genera una certa ambiguità che non aiuta. Purtroppo non ho trovato il francobollo sottostante. Nel caso esistesse e qualche collezionista sa di averlo, sarebbe possibile sviscerare meglio questo strano fenomeno.

Il secondo esemplare è invece passato per posta senza essere annullato, si tratta quindi di un nuovo senza colla (figura 7). In questo esemplare la corona in basso presenta una rottura in corrispondenza dell’attacco con la base.

Figura 7 – secondo esemplare con la corona in basso rotta. Le frecce verdi ne indicano la posizione.
In basso i particolari ingranditi.


La posizione della rottura richiama molto la situazione della figura precedente, non può assoltamente trattarsi di una coincidenza. In genere gli elementi delle filigrane sono molto delicati essendo formati da sottili fili metallici, generalmente rame, e possono quindi facilmente incorrere in rotture. Il fatto che i due esempi presentino la rottura nella stessa posizione, ritengo sia lecito pensare che le coroncine avessero proprio in questo punto il loro tallone d’Achille. Nella figura, l’immagine al centro è stata realizzata con la benzina, mentre quella a destra è lavorata con un software di grafica. Le due immagini dovrebbero rendere meglio la situazione.

La filigrana lettere

Come accennato all’inizio, non è possibile fare valutazioni statistiche sulla frequenza di ritrovamento di esemplari con filigrana lettere a causa dei passaggi di mano che questo materiale ha subito negli ultimi 50 anni circa durante i quali è cresciuta notevolmente la ricerca di esemplari con questa variante di filigrana. Un aspetto a favore è invece dato dai mezzi disponibili alla ricerca di questi particolari esemplari. Le agevolazioni tecnologiche sono relativamente recenti, un tempo si usava solo la benzina rettificata, cernendo gli esemplari indiziati. Ma la cernita basata su osservazioni dirette non è partico-larmente remunerativa quando la filigrana è poco o molto poco visibile. Oggi con le scansioni e lavo-rando con opportuni software è possibile analizzare velocemente grandi quantità di esemplari.

Tornando alle nostre mazzette, qualcuna certamente sarà passata poco osservata, direi veramente po-che. Tale considerazione scaturisce dalla completa assenza di alcun segno di questa filigrana nella maggior parte delle mazzette visionate. Da un lato è evidente che la ricerca è stata fatta, ma dall’altro è scaturito che il metodo non è sempre stato adeguato, in una delle mazzette ho trovato alcuni francobol-li con filigrana lettere 10/10 ed oltre su esemplari nei quali la filigrana è poco visibile in luce bianca. Tra questi è presente anche un secondo esemplare con lettere in doppia fila, ma la doppia fila è appena percettibile poco sopra la linea della dentellatura ed il suo ritrovamento attuale conferma l’inadeguatezza della strumentazione del passato.

Sulla base di quanto detto, in merito alla valutazione statistica mi limiterò pertanto alla sola esposizione del materiale rinvenuto.

Filigrana lettere in francobolli stampati su carta color crema

I francobolli su questo tipo di carta presentano quasi sempre la filigrana con le due corone abbastanza centrate sui francobolli; segno che molto probabilmente gli operatori addetti facevano molta attenzione alla centratura della stampa sulla bobina. Non ho trovato, se non per minimi accenni la presenza di tre corone con la terza che mostra un accenno parziale della sua presenza. Non ho mai trovato esemplari con una corona centrata e due mezze corone ai suoi lati che avrebbero dato segni dell’esistenza di filigrana lettere intere o quasi. Ho trovato due soli esemplari con presenza di lettere in filigrana, in entrambi i casi le lettere sono in basso e presenti in modo parziale: 3/10 e 4/10 (figura 8). Oserei dedurre che, nel caso esistessero, il ritrovamento di lettere intere in filigrana debba essere piuttosto difficile.

Figura 8 – esemplare con filigrana lettere su carta crema e corone volte a sinistra.
Le lettere in filigrana sono presenti in basso solo per il 4,1%.


Filigrana lettere in francobolli stampati su carta bianca

La carta bianca si mostra meno avara di lettere in filigrana e le poche rinvenute, relativamente al numero di mazzette visionate sono state concentrate in poche di loro, a loro volta comprese in differenti lotti ricevuti. Nei francobolli con questa tipologia di carta ho incontrato numerosi francobolli con la corona centrale e due mezze laterali ad indicare che la filigrana lettere complete è sicuramente presente.

Lettere in doppia fila

Con questo carattere ben evidente è stato trovato un esemplare datomi come elemento eclatante di un lotto di 14 mazzette (figura 9); il francobollo ha annullo di un UFFICIO POSTALE DI CONCENTRAMENTO (non è leggibile il suo numero, o XI° o XII°) e la fila intera di lettere presenta un valore decimale di 16,9 e la fila sottostante compare per 5,2/10.

Figura 9 – esemplare con filigrana lettere in doppia fila.
Le lettere intere hanno percentuale 16,9, mentre la fila sottostante compare per il 5,2%.


In un altro lotto ho trovato un secondo esemplare con filigrana lettere in doppia fila nel quale la fila di lettere paziale è visibile per appena 2,7/10 (figura 10). L’esemplare è stato annullato dallo sportello di Posta Aerea con annullatore BENGASI (POSTA AEREA) n.10 della classificazione Di Vita e presente nel catalogo in fieri per il terzo volume sulla Libia in corso di stesura da parte dell’AICPM. Non è raro l’uso di questi francobolli fuori regione.

Figura 10 – esemplare con filigrana lettere in doppia fila. Le lettere intere hanno percentuale 16,5 mentre la fila sottostante compare per il 2,7%.


Lettere basse e lettere alte

In questo paragrafo non sono considerati i due esemplari con filigrana lettere in doppia fila. Descriverò i ritrovamenti degli esemplari con filigrana lettere suddividendoli in filigrana lettere in basso e in alto (figura 11). Anticipo subito che la posizione in basso è decisamente più comune. È interessante notare il grande divario tra le due posizioni di filigrana.

Figura 11 – distribuzione percentuale e massimo noto dei due posizionamenti della filigrana lettere.


La presenza di filigrana lettere in posizione bassa è numerosa e molto variegata. Nella figura 12 riporto la distribuzione delle percentuali di filigrana lettere secondo tre classi: minore di 5/10, tra 5 e 9,9/10 e valori pieni di 10/10 ed oltre da questi dati è chiara la buona possibilità di rinvenire la filigrana lettere complete.

Figura 12 – distribuzione di frequenza secondo tre classi di percentuale della presenza
di lettere in filigrana.

La suddivisione presentata ha una sua razionalità dovuta più che altro all’interesse collezionistico dove gli accenni di filigrana lettere sono di regola tralasciati; il dato di maggiore interesse che si ha dalla tabella è la frequenza di lettere piene rispetto a quelle parziali. Non mi è nota, e credo non sia mai stata fatta, una distribuzione statistica generale sulla frequenza di questa tipologia di dati pertanto posso solo presentare i dati relativi al lotto analizzato e specificare che i valori numerici sono relativi esclusivamente a questo lotto senza attribuirgli un significato statistico generale. I valori esposti sono quindi presentati in percentuale relative all’interno di ciascun gruppo descritto.

Detto questo passo al dettaglio delle analisi dei decimi visibili nella filigrana per ciascun gruppo.


Lettere intere e parziali visibili in basso

Per la descrizione della posizione della filigrana lettere userò i numeri reali dei campioni trovati senza trasformarli in percentuale.

Nella figura 13 in ascissa riporto il numero dei campioni ed in ordinate i decimi visibili di filigrana lettere. Le due linee azzurre orizzontali delimitano i gruppi descritti nella tabella di figura 11. Landamento ad S della dstribuzione è dovuta sia alla presenza di gruppi di francobolli con lo stesso valore decimale della filigrana lettere, sia dalla differenza (in decimi) non costante tra i vari campioni. Per quanto riguarda i valori percentuali minimi, è possibile che qualcosa mi sia sfuggita per la limitatezza della visibilità, ritengo comunque che si tratti di pochissime unità come si può dedurre dall’andamento della curva in prossimità dello zero.

Figura 13 – distribuzione di filigrana lettere basse visibile sui francobolli individuati.


Per capire l’andamento di figura 13 bisogna dire che dove ci sono più di un esemplare con lo stesso valore decimale, questi determinano un pianerottolo nella curva. Ad esempio il tratto orizzontale visibile a cavallo del numero 30, è dovuto alla successione di ben nove francobolli con lo stesso valore 4,7/10.

Dove invece non si formano tratti orizzontali vuol dire che ciascun francobollo ha diverso valore decimale. Un chiaro esempio sono i valori con oltre 10/10 di filigrana lettere che corrisponde alla parte di curva intorno al numero 90. Qui la curva si inclina di più proprio per la maggiore differenza dei valori decimali, in questo gruppo si notano due campioni vicini che determinano un brevissimo tratto orizzontale, si tratta due campioni con identico valore di 11,3/10.

Da notare la possibilità di rinvenire qualunque decimale di lettere in filigrana e, con maggiore probabilità, quelli inferiori a 10/10, come si evince dal tratto di curva meno inclinato compreso tra le due linee orizzontali.

Concludendo questa descrizione, la correlazione teorica del grafico dovrebbe essere una retta inclinata nel caso in cui per ciascun valore ci fosse un solo francobollo e la differenza tra i valori decimali sia costante. 


Lettere parziali visibili in alto

Già il titolo del paragrafo rivela che in alto ho trovato solo frammenti di lettera in filigrana. Anche se molte mazzette erano state già ispezionate ritengo che questa posizione di filigrana lettere sia molto meno frequente rispetto alla precedente come era già stato anticipato dai dati presentati nella tabella di figura 11.

Figura 14 – distribuzione di filigrana lettere alte visibile sui francobolli individuati.


I dati dei pochi esemplari trovati sono esposti nel grafico di figura 14. Come si può notare anche in questo caso la forma della curva è ancora ad S per i motivi espressi sopra. In questo caso i valori, essendo ridotti in numero, non sono in contatto come nel grafico di figura 12 e quindi si presentano con i punti isolati. Da notare che i valori decimali hanno differenze abbastanza vicine tra loro nella parte centrale della curva (tratto più vicino all’orizzontale) mentre le distanze si accentuano agli estremi della distribuzione, andamento notato anche per gli esemplari con filigrana lettere basse. Anche se non molto frequenti, nel caso dei francobolli con filigrana lettere alte, la distribuzione dei punti è abbastanza uniforme e se ne deduce che la loro probabilità di ritrovamento è all’incirca uguale per tutti anche se appare più facile nell’intervallo tra 4 e 5/10 (tratto di curva quasi orizzontale).

Bibliografia

Di Vita C., (2013) – Libia 1911/1943 – Storia postale della Colonia di Libia e non solo. Volume II. Trasporti Grafici, Trezzano sul Naviglio, MI.

Macrelli P. – I bolli degli Uffici Civili di Tripoli.

Ringraziamenti

Sono molto grato a tutti coloro che mi hanno e mi stanno supportrando in questo complesso studio sui soprastampati Libia dell’ultimo periodo coloniale. Un grazie soprattutto per l’opportunità ricevuta che mi consente di ampliare e trasmettere la conoscenza di questo periodo molto interessante dal punto di vista storico postale.


Nicola Luciano Cipriani
https://www.peritofilatelico-cipriani.it/

22-03-2026

 

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