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Francobolli fuori corso
circolati in affrancatura di raccomandata

Marino BIGNAMI risponde a Luigi

Spett. le Postalista,

invio la scansione di una raccomandata, viaggiata nel febbraio 1950, che presenta
evidenti irregolarità. Infatti a complemento dei valori Volta e Fiera di Bari, in corso,
è stata aggiunta una striscia di 5 esemplari del 3 lire S.Caterina, già fuori corso da
più di 7 mesi per un totale di lire 85. La lettera è stata postalizzata, perché reca al verso il timbro di Reggio Emilia
ferrovia e quello della località di destinazione Brescello 21.2.50. E’ stato possibile grazie a impiegati compiacenti
di tre uffici postali? O c’è un’altra spiegazione che a me sfugge?
Chiedo, inoltre, se vale la pena di inserirla nell’album di storia postale, come curiosità?

Grazie,

Luigi

Caro Roberto

la tua ipotesi che si tratti di una busta filatelica di primo porto e che quindi la striscia fosse un per di più e quindi non tassata, può essere attendibile ma ipotizzando che l’affrancatura fosse stata effettuata dal mittente allo sportello e l’addetto si fosse accorto dei valori fuori corso, secondo le norme avrebbe DOVUTO evitare l'annullo sulla strisca Santa Caterina (prima incongruenza), però in tal caso ci sarebbe stato un eccesso di tariffa di cinque lire. Infatti la tariffa corretta primo porto sarebbe stata di Lire 65, e con l'affrancatura di Volta e Fiera di Bari si sarebbero totalizzate Settanta Lire e per regolarità avrebbero dovuto scrivere sul documento "affrancato dal mittente" (seconda incongruenza); quindi è più probabile che sia una lettera di due porti.

Tieni presente che la raccomandata é un documento a ricevuta e per questo i francobolli dovevano essere annullati manualmente all'accettazione allo sportello.
Ripensando al passato era probabile che il mittente andasse con la busta non ancora affrancata per richiedere l’invio raccomandato: l’agente postale dopo aver pesato la lettera, affrancava la lettera, e dopo aver annullato i francobolli e compilato la ricevuta la consegnava al mittente che se ne andava con la sua ricevuta.
Dare una spiegazione certa è impossibile e fra le varie possibilità (e cattiverie) non é improbabile che lo sportellista abbia affrancato lui stesso la spedizione di due porti, però abbia utilizzato per una parte della tariffa dei francobolli fuori corso ancora in carico allo sportello e per evitare l'iter di restituzione con verbali, firme ecc. abbia deciso di utilizzarli, certo che nel proseguo nessuno avesse niente da dire, sia per ignoranza della messa fuori corso e soprattutto per evitare pastoie burocratiche e moduli da compilare sull'affrancatura effettuata (o accettata) da un collega.
Tieni presente che in partenza da Milano era già stato confezionato il pacco delle raccomandate con la destinazione di Reggio Emilia. Era perciò poco probabile che gli altri agenti postali si accorgessero dei francobolli scaduti perché i successivi bolli di transito andavano applicati al retro, quindi l'addetto allo smistamento di Reggio, aperto il sacco è probabile che le abbia bollate direttamente al retro tutte insieme, quindi data una veloce occhiata alla località di destinazione la mettesse nel pacco per Brescello senza osservare attentamente l'affrancatura (figurati se si metteva a fare i conti) tanto era già stata controllata a Milano. E’ anche possibile che nell’iter, abbia giocato la carta della disaffezione e del sindacalismo spinto al massimo grado imperante nel periodo (siamo negli anni Cinquanta ed era in atto la rivoluzione epocale: la stragrande maggioranza degli Agenti postali erano a percentuale e da li a poco tutti gli addetti sarebbero diventati dipendenti statali). E’ proprio in quel periodo che alle Poste ebbe inizio il calo drammatico di efficienza degli anni successivi (fra l’altro in vista di questa opportunità tutti i concessionari di agenzia si affrettarono ad assumere parenti e amici).
Torniamo alla richiesta di Luigi: a mio giudizio vale senz’altro la pena di collezionarla come esempio di francobolli fuori corso circolati in affrancatura di raccomandata.

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