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il musicalista
il personaggio del mese: 2021
charles ives

IL PERSONAGGIO

Nato il 20 ottobre 1874 a Danbury, nel Connecticut, Charles Edward Ives fu avviato agli studi musicali dal padre, che tra i suoi molti interessi coltivava anche la passione per la musica, ed era all’epoca il direttore della piccola banda militare della cittadina. Imparò così a suonare diversi strumenti, tra i quali la cornetta e il violino. A 12 anni entrò a far parte della banda diretta dal padre come tamburino, e l’anno successivo, come organista, suonò con regolarità nella chiesa battista di Danbury.

Quest’ultimo strumento lo appassionò al punto di indurlo a trasferirsi qualche anno dopo nella non lontana città di Yale, per approfondire la sua preparazione con il maestro organista Horatio Parker, che lo incoraggiò anche a studiare composizione.

Ben presto però il giovane Charles si rese conto che la sua concezione della composizione non era in linea con quello che il suo maestro gli insegnava, e che il suo stile sperimentalista era in conflitto con l’accademismo della maggior parte dei compositori classici americani dell’epoca, che si limitavano per lo più a ricalcare i temi della musica europea.

Fu principalmente per questo che abbandonò l’idea di fare della musica il suo lavoro, facilitato in questa sua scelta dal fatto di avere un notevole bernoccolo per gli affari, e in particolare per il lavoro di assicuratore, che gli consentì di vivere agiatamente per tutta la vita. Continuò così a suonare l’organo solo per diletto, soprattutto in chiesa, e a comporre le sue opere nei ritagli di tempo che l’attività di assicuratore gli lasciava.

Dopo il matrimonio, nei primi anni del XX secolo, si era trasferito a New York, dove a poco a poco si creò una piccola cerchia di appassionati che apprezzava le sue composizioni, ma la sua musica restò sempre sconosciuta al grande pubblico, anche perché già a partire dal 1918, in seguito ad un infarto, la sua attività musicale si era drasticamente ridotta.

Una decina di anni dopo lasciò definitivamente anche il mondo degli affari, pur continuando a mantenere un tenore di vita più che confortevole grazie alle rendite che la compagnia di assicurazioni, ormai di sua proprietà, gli garantiva.

Fu solo grazie all’insistenza di uno dei suoi ammiratori newyorkesi, Lou Harrison, destinato a raggiungere di lì a pochi anni la celebrità come compositore, che accettò di mandare in scena la sua Sinfonia n° 3, composta nel 1904 e revisionata nel 1911. Si era ormai nel 1946, e con la direzione di Lou Harrison il concerto riscosse un successo tale da far vincere al suo autore il Premio Pulitzer dell’anno successivo.

A tal punto era poco interessato al successo che i soldi del premio finì col regalarli praticamente tutti: una buona metà la diede proprio al giovane Harrison, argomentando che: “I premi vanno bene per i ragazzi, e io sono già abbastanza cresciuto.

Nonostante questo clamoroso successo però, a parte qualche altra sporadica esibizione, la musica di Charles Ives rimase per lo più sconosciuta ai suoi contemporanei, e destinata ad incontrare il riconoscimento del grande pubblico solo dopo la sua morte.

Morte che avvenne a New York il 19 maggio 1954 in seguito ad un ennesimo attacco di cuore.

 

LA MELODIA

Ispirata da un verso della poesia The Sphynx, di Ralph Waldo Emerson, The Unanswered Question (La Domanda Senza Risposta) è una delle Due Contemplazioni, composizioni brevi che sono oggi tra le opere più eseguite di Charles Ives, che le aveva composte tra il 1906 e il 1908, poco dopo il suo trasferimento a New York.

Ve ne proponiamo un frammento.


IL FRANCOBOLLO

Emesso dagli Sati Uniti d'America
il 12 settembre 1997
nella serie "compositori Classici d'America"

Yvert 2661
Dentellatura 11