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il musicalista
il personaggio del mese: APRILE 2026
secondo casadei

IL PERSONAGGIO

Quando Aurelio Casadei nacque, il 1° aprile del 1906 a Sant’Angelo di Gatteo, nel cuore della Romagna, aveva da pochi anni cominciato a diffondersi un nuovo genere di ballo popolare, direttamente ispirato al valzer, che fu definito “strusciato” per la tipica movenza dei ballerini che danzavano in coppia senza alzare mai troppo i piedi da terra, come se li strusciassero sul pavimento.

Era una grossa novità, rispetto ai balli “staccati” e “di gruppo” che fino a quel momento erano stati in uso nella pianura romagnola. E al piccolo Aurelio, secondogenito di una famiglia di sarti, quella danza e quella musica piacevano, tanto che più che all’ago e al filo fin dall’infanzia volle avvicinarsi alla musica.

Studiò solfeggio e violino, e una volta finita la scuola elementare si iscrisse alla Scuola Comunale di Musica Arcangelo Corelli di Cesena. Era bravo, e ben presto cominciò ad esibirsi insieme ai gruppi chiamati ad allietare feste popolari, vendemmie e trebbiature, non disdegnando all’occasione, insieme a uno o due dei suoi fratelli e sorelle, di fare (a pagamento, si intende) qualche bella serenata.

A 16 anni era già nel giro delle orchestre più conosciute della Romagna, come quella di Aurelio Bazzocchi e quella di Emilio Brighi, figlio di quel Carlo che è considerato il capostipite di quello che poi sarà chiamato il liscio romagnolo: “liscio” proprio per l’abitudine dei ballerini ad”andare via liscio”, senza quasi sollevare i piedi da terra.

A 20 anni, dopo una serie di serate in Riviera, dove “...venivano lanciate le novità” e dove scoprì la batteria moderna e il sax, Aurelio, che ormai aveva assunto il nome d’arte di Secondo (era il secondogenito) lasciò l’orchestra Brighi per fondarne una sua, con la quale aprì la stagione estiva del 1928 al Dancing Rubicone di Gatteo a Mare.

Rispetto alle orchestre con le quali si era fino ad allora esibito, Secondo Casadei introdusse l’uso di elementi musicali e strumenti mutuati dal jazz, come il sax e la batteria, allargando la formazione anche alle chitarre, al banjo, e diversi tipi di clarinetto. Inoltre, memore dell’attività familiare, volle che la sua orchestra vestisse sempre impeccabili ed eleganti divise.

Il successo fu immediato, e Secondo, che già arrangiava personalmente i brani eseguiti, passò presto a comporne di suoi, coadiuvato dal sassofonista Primo Lucchi. Negli anni trenta, e fino allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, ne composero più di 200, curando anche i testi che, altra novità, cominciarono ad essere anche in dialetto romagnolo.

Dopo la parentesi della guerra, durante la quale perse i genitori, la casa e gran parte dei suoi beni, Secondo, che aveva dovuto arrangiarsi a tornare all’attività di sarto per sbarcare il lunario, ricostituì a poco a poco la sua orchestra, e benché soffrisse la concorrenza dello swing e dei nuovi balli importati dall’America, riuscì comunque a tornare in pochi anni sulla cresta dell’onda.

Gli anni 60, con il boom economico e l’affermazione della Riviera Romagnola come meta del turismo estivo di massa, fecero il resto, e la fama dell’orchestra di Secondo Casadei, ormai affiancato dal nipote Raoul, e del liscio romagnolo travalicò i confini della Romagna per affermarsi nel mondo.

Secondo, nel frattempo soprannominato “lo Strauss di Romagna” morì a Forlimpopoli il 19 novembre del 1971, lasciando al nipote la direzione di quella che ormai era diventata l’Orchestra Spettacolo Secondo & Raoul Casadei. La statua eretta sulla sua tomba nel cimitero di Savignano sul Rubicone lo ritrae mentre solleva in alto l’archetto del suo violino, nel gesto con cui era solito dare l’attacco alla sua orchestra.

 

LA MELODIA

...in questa notte stellata la mia serenata io canto per te. Romagna mia, Romagna in fiore, tu sei la stella, tu sei l'amore....”
Lanciata nel 1954, ma composta qualche anno prima col titolo di Casetta Mia, la canzone Romagna Mia è senz’altro il motivo più conosciuto tra tutti quelli interpretati dalle orchestre di Secondo Casadei.
Reinterpretata anche da artisti del calibro di Gianni Morandi, Laura Pausini, Andrea Bocelli e Gloria Gaynor, e tradotta in più di 20 lingue tra cui anche il cinese, è da molti considerata l’”inno nazionale” della Romagna.

IL FRANCOBOLLO

Emesso da San Marino
il 25 maggio 1996
(Storia della Canzone Italiana)


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