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CARNEADE! CHI ERA COSTUI?
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CARNEADE! CHI ERA COSTUI?
di Girolamo Lanzellotto
FRANCESCO SEVERI

Francesco Severi nacque ad Arezzo il 13 aprile 1879; è celebre per i suoi studi di Geometria quale illustre rappresentante della scuola italiana di Geometria algebrica.

La sua infanzia fu segnata dalla morte del padre, suicidatosi quando aveva nove anni, evento che comportò grosse ripercussioni economiche. Malgrado abbia dovuto guadagnarsi da vivere tenendo lezioni private, riuscì comunque a proseguire gli studi e ad iscriversi al corso di laurea in Ingegneria dell'Università di Torino.

Egli comprese subito che la sua vera inclinazione era per la matematica, cambiando quindi indirizzo di studi in tal senso e laureandosi in matematica nel 1900 con una tesi sulla geometria enumerativa, argomento che non abbandonò nella sua successiva carriera.
Dopo la laurea divenne assistente di illustri matematici prima presso l’Università di Torino e poi in quelle di Bologna e di Pisa.

Nel 1904, grazie ai risultati di rilievo da lui ottenuti in geometria enumerativa e in geometria birazionale delle superfici algebriche, ottenne la cattedra di Geometria proiettiva e descrittiva all'Università di Parma. Ma, dopo appena un anno, si trasferì all'Università di Padova, dove tenne vari insegnamenti, divenendo anche Direttore della locale Scuola d'Ingegneria.

Nel corso della sua lunga carriera accademica, ottenne numerosi riconoscimenti, tra i quali la Medaglia d’oro dell'Accademia dei XL e, insieme a Federigo Enriques, il Prix Bordin dell'Accademia delle Scienze di Parigi.

Fu inoltre socio di numerose accademie italiane e straniere, nonché membro dell'Accademia nazionale dei Lincei dal 1910, e dell'Accademia delle Scienze di Torino dal 1918. Le sue ricerche e i suoi studi, realizzati in più di 400 pubblicazioni scientifiche e numerosi trattati, influirono notevolmente, e spesso in modo decisivo, sui successivi sviluppi della geometria e dell'analisi.

Con l'entrata dell'Italia nella Prima guerra mondiale, Severi si arruolò come volontario nell'Artiglieria e, per essersi distinto durante il conflitto, ottenne diversi riconoscimenti e meriti di guerra.

Nel 1921 venne chiamato all'Università di Roma alla cattedra di geometria algebrica. Qui, divenne anche Rettore nel 1923, carica che lasciò nel 1925 in seguito al delitto Matteotti.

Dal 1929, fu anche membro dell'Accademia d’Italia.

Nella sua autobiografia “Dalla scienza alla fede” del 1959, egli riconobbe che «la matematica è l'arte di dare lo stesso nome a cose diverse: perciò i matematici sbagliano spesso quando si occupano di politica, giacché la politica è invece l'arte di dare nomi diversi alle stesse cose». Nel 1938, fu uno dei fondatori dell'Istituto Nazionale di Alta Matematica di Roma, ente di grande prestigio internazionale e di importanza per la matematica italiana, che gli venne poi intitolato.

Gli sono state intitolate molte scuole di vario grado ad Arezzo, Padova, Gioia Tauro, Frosinone, Salerno, Castellammare di Stabia, Milano.

I suoi contributi hanno riguardato diversi ambiti della Matematica. I più significativi furono quelli in Geometria enumerativa e proiettiva, in teoria delle funzioni analitiche di più variabili complesse, nelle varietà abeliane e quasi abeliane e in vari settori della Geometria algebrica. In particolare, Severi si occupò delle proprietà delle superfici e varietà algebriche invarianti per trasformazioni birazionali.

Morì a Roma l’8 dicembre 1961.

Arezzo ricorda Francesco Severi intestando a suo nome un Istituto Comprensivo, dedicandogli una importante via di collegamento e numerose targhe alla memoria,

la sua elegante villa, nota in città semplicemente come "VILLA SEVERI", è oggi acquisita al pubblico patrimonio.

Villa Severi è uno dei polmoni verdi di Arezzo, un’oasi di circa otto ettari provvista di laghetto, con percorsi pedonali e ciclabili, spazi ludici per i bambini, area per i cani senza guinzaglio, un piccolo teatro all’aperto e un vivace centro di aggregazione.


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