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| CARNEADE! CHI ERA COSTUI? | ||||||||||||||
| di Girolamo Lanzellotto | ||||||||||||||
| FRANCESCO SAVERIO ALTAMURA | ||||||||||||||
Francesco Saverio Altamura nacque a Foggia il 5 agosto 1822; fu pittore, scrittore e patriota. Nella sua città natale passò l'infanzia fra passeggiate nel Tavoliere delle Puglie e racconti di suo zio materno. Ben presto si trasferì a Napoli per studiare presso gli Scolopi ed inizialmente per frequentare la facoltà di medicina. Contemporaneamente aveva seguito anche i corsi serali dell'Accademia delle Belle Arti dove conobbe Domenico Morelli, che lo convinse a dedicarsi alla pittura. Contemporaneamente frequentò il pittore Michele De Napoli. Appassionato di soggetti storici, nel 1847 si recò a Roma, dopo aver vinto un concorso per il pensionato artistico. Espose nell'anno 1847, il primo suo quadro “Cristo e la donna adultera”, che fu comprato dal principe d'Aquila fratello di Ferdinando II Borbone. Nel 1848 combatté sulle barricate di Santa Brigida. Condannato a morte in contumacia per le sue attività di cospirazione contro i Borboni, fuggì prima all’Aquila nel 1848, poi a Firenze nel 1850, dove entrò in contatto con il circolo artistico che si raccoglieva nel Caffè Michelangelo e nel 1850 presentò l'opera “L'arrivo dell'esule in terra straniera” alla prima Promotrice di Genova, seguita da tre opere alla Promotrice di Firenze nel 1851. Nel 1855 si recò, insieme a Domenico Morelli e Serafino de Tivoli all’Esposizione universale di Parigi, riportando a Firenze le nuove tendenze che contribuirono alla nascita della corrente pittorica dei Macchiaioli, ma comunque non abbandonò i soggetti storici. Durante il sodalizio con i macchiaioli dipinse alcuni studi di paesaggio. Nell'anno 1848 espose “La morte d'un Crociato o Dio lo vuole”, che apparve una rivelazione ai giovani. Nel 1860 ritornò a Napoli, combattendo con le armate garibaldine. Proseguì anche in seguito l'attività politica: fu consigliere comunale a Napoli e a Firenze e rivestì cariche di governo con Bettino Ricasoli. Nel 1861 espose alla "Prima esposizione nazionale" di Firenze “I funerali di Buondelmonte”, commissionatogli dal banchiere Vonwiller. Nel 1865 fu incaricato di affrescare la cappella del Palazzo Reale di Napoli. Si stabilì definitivamente a Napoli nel 1867 e continuò a produrre quadri, presentati in varie esposizioni.
Negli anni Settanta e Ottanta ritornò a trattare soggetti storico-letterari. Negli ultimi anni di vita l’artista riallacciò i legami con la Puglia ed alla Mostra del Lavoro, organizzata a Trani, espose cinque opere. Fra le varie commissioni ricevute, nel 1892 dipinse per la restaurata Chiesa parrocchiale di Castrignano de’ Greci (LE) cinque pale d'altare e quattro tondi. Contribuì alla nascita della pinacoteca nel Museo di Capodimonte. Sposò la pittrice greca Elena Bùkaras che gli diede tre figli, ma che in seguito abbandonò per un'altra pittrice greca Eleni Sionti, ed ebbe infine per compagna la pittrice Jane Benham Hay. Da questa lunga relazione nacque a Firenze suo figlio Bernardo Hay, che divenne pittore e che mantenne il cognome del marito di Jane Benham. Due dei figli avuti dalla moglie Elena Bùkaras, Giovanni e Alessandro, seguirono le sue orme. Nel 1901 gli fu eretto un monumento nella città natale di Foggia, la quale gli ha anche intitolato una via e l'istituto tecnico tecnologico.
A Roma nella frazione di Acilia, è presente una strada intitolata al pittore, ed anche a Milano nelle adiacenze del convento San Francesco dei cappuccini, così come in molte altre città come Bari, Firenze e Napoli. Fu pittore di grande forza espressiva e potente colorista e caposcuola della pittura verista a Napoli, insieme a Domenico Morelli. Ricevette le Onorificenze di Cavaliere di San Maurizio e Lazzaro e della Corona d'Italia, fu membro onorario di quasi tutte le accademie d'Italia e professore nell’istituto di Belle Arti. Il pittore Altamura morì a Napoli il 5 gennaio 1897.
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