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  L’ufficio postale di Prunetta
di Giorgio Ducceschi a cura del C.F.N.P.

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Nel 2002 Giorgio Ducceschi, corrispondente per la cronaca locale de “La Nazione” e animatore della Pro Loco di Prunetta, rilasciò alle stampe uno dei suoi tanti libri di memorie e ricordi paesani, nella collana “per filo e per segno” dell’ISRPT, dal titolo “All’ombra del pruno bianco”.

Tra i tanti ricordi, quello dell’ufficio postale (pp. 59-60), che trascriviamo.

C.F.N.P.
4/10/26

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L’ufficio postale

Era l’alba del 1900 a Prunetta arrivò l’ufficio postale. Il primo titolare fu Gabriello Giovannini, il quale divideva il suo tempo tra l’attività postale e il mestiere di calzolaio. Il paese allora contava oltre 500 abitanti e tutti accolsero la nuova attività con soddisfazione perché il servizio arricchiva il patrimonio culturale e offriva un più valido supporto allo sviluppo del turismo.
La prima sede fu nella casa di Candido Andreotti; poco tempo dopo fu trasferito nei locali della pensione Rossini, oggi Hotel Le Lari. Dopo alcuni anni il direttore della posta di Prunetta Giovannini potè costruirsi la casa alla periferia del paese in località “I Cerri” e successivamente trasferì nella propria abitazione la sede della posta. Qui le regie poste rimasero fino agli anni ‘60.
In questo lungo periodo la nazione fu sconvolta da guerre e cambiamenti; in tanti paesi della montagna regnava la miseria e l’analfabetismo. Gli uomini trascorrevano gran parte della loro esistenza nella Maremma o in guerra. Fu in questo triste periodo che l’ufficio postale acquistò importanza e si rivelò in tutta la sua utilità.
Fu anello di congiunzione tra le famiglie e i figli impegnati nella prima guerra mondiale, nella campagna coloniale di Africa, nelle guerre di Eritrea, Libia, Somalia e Grecia; portò notizie al corpo di spedizione in Russia; le missive partivano da Prunetta e arrivavano fino al Don, fiume tristemente famoso.
Negli anni ‘60 la posta fu trasferita nell’abitazione di Guglielmo Andreotti: nel 1992 fu realizzata dalla direzione poste di Pistoia in collaborazione con il circolo delle costruzioni di Firenze una moderna sede. Si sono alternati allo svolgimento del servizio Azelia Parrini, Iole Giovannini, Franco Ducceschi, Giorgio Ducceschi e viene gestita a reggenza da vari impiegati. La distribuzione della corrispondenza fu affidata negli anni alle seguenti persone: Maria Ducceschi, Andreotti Giulia, Bruna Ducceschi e Giovannini Gabriele.
Scomparso il vecchio nome di Direzione Poste e Telegrafi ora le Poste Italiane si gestiscono privatamente; si identificano con il nome Ente Pubblico Economico. La gente del luogo ricorda la simpatia, la gentilezza, la disponibilità propria di tutti gli impiegati che hanno lavorato in questo secolo presso la sede di Prunetta.
Negli anni svolsero il servizio di recapito della corrispondenza la ditta Lazzi, la Saca (ora Co.Pi.t).
In quei periodi le precipitazioni nevose erano abbondanti e copiose, le strade divenivano impraticabili e i pullman si dovevano fermare. Talvolta succedeva che ammirevoli autisti e fattorini (allora sui pullman c’erano due persone) si caricassero il sacco della posta sulle spalle e passo dopo passo, pestando la neve, portassero il delicato carico all’ufficio di destinazione; spesso stessa cosa era per la partenza. Per spedire telegrammi o vaglia le poste si affidavano al telegrafo di Samuel Morse (1791-1872), il quale realizzò il telegrafo elettrico e creò l’alfabeto a linee e punti. L’impiegato in virtù di una macchina e dell’alfabeto fatto di impulsi elettrici trasferiva in un rotolo questi punti e linee dando la possibilità al messaggio di viaggiare celermente.
A quei tempi le penne biro non esistevano e ogni forma di scrittura avveniva con l’inchiostro nero, blu o rosso. Allora nelle poste non c’era automazione, i conteggi venivano fatti manualmente e il tutto sfociava nella partita doppia.

Giorgio Ducceschi