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  Jugoslavia aprile 1941: l’ 839 OdC verso Struga ed Ocrida
di Enrico Bettazzi

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Seconda guerra mondiale, Albania.
La Divisione Arezzo costituita da due reggimenti di fanteria (225°/226°) e da uno di artiglieria (53°), dopo aver sostenuto il pesante inverno sul fronte con la Grecia, viene messa in riserva d’Armata per ricostituire i quadri perduti durante i combattimenti.

E’ a marzo 1941, che in previsione di un possibile impiego contro la Jugoslavia, assume uno schieramento di vigilanza lungo la frontiera albanese-jugoslava, a cavaliere dell'asse di penetrazione Qafa Thane-Struga, a nord-ovest del Lago di Ocrida.

Il 6 aprile 1941 parte l’invasione della Jugoslavia da parte delle forze dell’Asse. L’attacco concentrico e lo strapotere delle forze tedesche hanno presto ragione dell’esercito jugoslavo. Dopo 11 giorni i combattimenti sono terminati con la vittoria dell’Asse e la disgregazione del territorio occupato.

Le truppe italiane partite dalle basi del Friuli, da Zara e dall’Albania si sono ricongiunte con le truppe germaniche, occupando la litoranea adriatica, la Slovenia e Lubiana, ampliando i confini coi territori limitrofi all’Albania.

Le truppe per la maggior parte militari toscani appartenenti all’83° e 84° Rgt. Fanteria della Divisione Venezia, 127° della Divisione Firenze e i Reggimenti della Arezzo occupano il Kosovo, il Dibrano e alcune zone della Macedonia occidentale.

https://it.wikipedia.org/wiki/Invasione_della_Jugoslavia#/

Il 12 aprile le truppe tedesche si incontrano con quelle italiane avanzanti ad est del Lago di Ocrida, punto triconfinale di Grecia, Albania, Jugoslavia.
Ed è a questo momento che si riferisce la corrispondenza del Dottor Pietro Danesi, tenente medico presso l’ospedale da campo n.839, allora aggregato alla Divisione Arezzo.
Così si rivolge allo zio medico Pietro Capecchi a Pistoia:

“ Zona d’op. 10.IV. XIX

Caro Zio, …
sono nel triangolo jugosl. - greco con la Div. Arezzo proprio dove si avanza verso l’es. Tedesco -
Naturalmente abbiamo da lavorare; ma l’odore di vittoria accresce la nostra resistenza ed il nostro spirito elevatissimo.
Sono contentissimo di esser qui, come sarei contentissimo di avanzare.
Saluti affettuosi…”

Il desiderio del tenente medico fu quindi presto esaudito da lì a qualche giorno, anche se come il Dottore ci dice “abbiamo da lavorare”: infatti in tutta la breve campagna le perdite maggiori per l’Asse sono state proprio italiane (oltre tremila contro le ca. seicento tedesche).


Cartolina in franchigia postalizzata tramite ufficio di posta militare n. 70 in data 10/4/41 , presente il timbro viola di reparto Ospedale da campo 839 e timbro di censura in cartella Verificato per censura P.T. apposto all’arrivo a Pistoia.

Enrico Bettazzi
27/6/2026

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA

G. BEDESCHI, Fronte jugoslavo-balcanico: c’ero anch’io, Milano, 1985/86, pp.581 e sgg.

https://it.wikipedia.org/wiki/Invasione_della_Jugoslavia