| introduzione il postalista le schede di pistoia la storia postale toscana | |
| Feldpost 42262 B | |
| di Enrico Bettazzi | |
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Su di una franchigia del Regio Esercito un soldato pistoiese scrive a casa in data 31/1/44. Siamo ormai alcuni mesi dopo l’Armistizio ed a quella data si era dovuto scegliere da che parte stare se con l’ex nemico, con l’ex alleato o a casa…. Talvolta la scelta non era stata fatta con libertà e l’apparenza delle cose può portare a conclusioni diverse da quelle reali. L’uso delle cartoline in franchigia rimane dopo l’8/9/43 una prassi per i militari cobelligeranti del Sud; per coloro che servono nella Repubblica Sociale, la “posta da campo” sostituisce la posta militare. La cartolina transitata in una asta online non mostra il retro col contenuto del messaggio verso la famiglia; il soldato nell’indirizzo del mittente indica il numero di Feldpost a cui replicare, il n. 42262 con la lettera B, manoscrive anche 1 Kp che dovrebbe indicare la 1a compagnia. Le feldpost tedesche avevano cinque numeri che a seconda dei tempi di utilizzo potevano avere località ed unità militari di riferimento diverse; un sistema un po’ complesso che garantiva però una maggior segretezza rispetto, ad esempio, alla posta militare italiana, che aveva numeri fissi assegnati ad unità ben precise. Solitamente la lettera che seguiva il numero di feldpost indicava la parte di unità militare precisa, come le compagnie o i servizi. Secondo quanto indicato dal soldato pistoiese la lettera B, secondo i registri postali della Wermacht, dovrebbe indicare la 1a compagnia del 1° Battaglione del 750° Reggimento già di fanteria, poi trasformato in “Cacciatori”, che fu adoperato in Dalmazia, inquadrato nella 118a Divisione Jager, per la guerriglia antipartigiana in territori montani. Probabilmente il nostro soldato era già presente nel presidio di quel territorio e poi è rimasto volente o nolente coi camerati germanici. Infatti alla data dell’armistizio non tutti i nostri militari erano stati catturati e spediti nei campi in Germania; taluni che potevano far comodo alle formazioni che li avevano in consegna, quali mulattieri, infermieri, artigiani o anche artiglieri contraerei , erano stati mantenuti presso le unità. Il loro status talvolta era riconducibile alla qualifica che nelle corrispondenze da mittente si attribuivano : soldato o I.M.I. (internato militare). Talvolta è l’unico indizio che ci informa con una qualche approssimazione ...da che parte stessero. Quello di Sicchi Vittorio non è l’unico caso di militare pistoiese, sbandato nei Balcani all’Armistizio, che si segnala come appartenente alla Feldpost 42262: anche Mazzino Breschi, di Candeglia, classe 1922, compare come appartenente alla compagnia E (la quarta) del medesimo battaglione. Enrico Bettazzi BIBLIOGRAFIA M. PAOLINI, I.M.I. Internati Militari Italiani nati nel Comune di Pistoia, Pistoia, 2019 ora online G. GIANNOCCOLO, I militari italiani nelle formazioni germaniche 1943-1945, Reggio E., 1996, p.184 https://axishistory.com/feldpost-numbers-42000-42999/
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