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  L’ufficio postale di ORSIGNA
di Enrico Bettazzi

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Una località che porta nel suo nome forse il riferimento ad una passata presenza di orsi sull’appennino tosco emiliano; d’altronde questa è l’ultima propaggine montana del Comune di Pistoia, nel cui stemma campeggiano ai lato dello scudo i due “micchi” (orsi).

Posta appena sotto il crinale appenninico, in cima alla vallata del torrente omonimo che si immette nel Reno appena passato il paese di Pracchia, vicino al confine con la provincia di Bologna.

Ad Orsigna bisogna volerci andare, così periferica rispetto alle attuali strade percorribili: per questa sua marginalità fu eletta a residenza dallo scrittore giornalista Tiziano Terzani, che vi restò fino alla morte avvenuta nel 2004.

La frazione nel censimento del 1901 non viene menzionata ed i pochi abitanti probabilmente sono censiti nella frazione di Pracchia. Il Gaggero-Mondolfo la indica come collettoria di prima classe in funzione nel 1900 senza indicare il numero degli abitanti. Tuttavia il calo delle presenze di residenti è stato marcato dal secondo dopoguerra, consentendo all’ufficio postale di sopravvivere, nonostante la relativa vicinanza di un centro ferroviario anche importante come Pracchia, su cui eventualmente appoggiarsi. Su Wikipedia l’ultimo dato disponibile della popolazione, indica 61 residenti tra le varie case sparse.

LA SEDE

Di una località come Orsigna è difficile ricostruire la storia postale. La presenza di un ufficio postale in paese è certa fin dalla fine dell’ Ottocento; la sua ubicazione non è certa, anche se le case presenti sono le medesime di sempre e quindi la “location” è ristretta alle case nelle vicinanze della chiesa e della piazza centrale.

Una cartolina di inizio ‘900, riportata nel volume di Vittorio Baracchi, dà una indicazione (manoscritta) della presenza dell’ufficio postale.

Alle spalle del gruppetto di persone la sede dell’ufficio postale nel 1915
(immagine dal volume di V. Baracchi, in bibliografia).

Lo stesso Baracchi, collezionista filatelico ed appassionato storico locale, giornalista e scrittore, indica nel suo volume i primi passi dell’ufficio, coi nomi dei gestori e le prime sedi in paese.

Notizie a pag. 132 del volume di Baracchi, in bibliografia.

Vicino alla piazza del paese ha trovato la sua fine, con la chiusura avvenuta con le ristrutturazioni dell’amministrazione postale nel primo decennio di questo secolo. Da posticiparsi quindi di oltre un decennio rispetto alle segnalazioni riferite al 2001 su questa stessa rivista online per la segnalazione del ritrovamento del bollo tondo riquadrato ad opera di Raffaele Zefferi.

Ancora nel 2011 era ben visibile l’insegna a bandiera (vedasi immagini Googlemaps).

Immagine tratta da Googlemaps (agosto 2011).

 

STORIA POSTALE

Bullettino postale n. 1 (1896) ora online sul sito dell’Istituto di Studi Storici Postali “A.Cecchi” di Prato
(d’ora in poi ISSP).

Collettoria di 1^ classe, istituita in data 1.1.1896 e aggregata a Pracchia (erroneamente indicata come di 2ª classe nelle annotazioni). Ridenominata con R.D.374 del 14/10/1900 come ufficio di 3^ classe, sempre appoggiato su u.p. di Pracchia. Ebbe il frazionario fiorentino (allora non esisteva la provincia di Pistoia) 25/128 e con la riforma del 1912 diventò ricevitoria di 3^ classe, classificazione mantenuta fino alla riforma del 1952, quando venne classificata agenzia.

Nel 1951 aveva avuto il frazionario (pistoiese) 85/159. Se una prima chiusura era stata ipotizzata fin dal 15/10/2001 (indicazione reperita da A. Sortino), la definitiva chiusura è poi avvenuta il 28 Maggio 2012.

Tabella riassuntiva storico postale da dati di A. Sortino e C. Grossheim (ANCAI).

MARCOFILIA

Alquanto lacunosa la sequenza dei bolli in dotazione a questo ufficio. La prima data conosciuta ad oggi del bollo tondo riquadrato in uso alla collettoria è quella reperita da Zefferi e segnalata qualche anno fa su questa rivista.

Intero postale spedito in data 5 aprile 1899 e annullato col bollo dell’ufficio ambulante Milano Firenze operante sulla linea ferroviaria, “sbarcato” a Pracchia per l’inoltro all’Orsigna , ove riceve il bollo di arrivo il giorno dopo (segnalazione di R. Zefferi su Il Postalista).

Il bollo seguente conosciuto è un tipo guller a lunette vuote, già con indicazione della nuova provincia di Pistoia, che, come per molti uffici della montagna pistoiese, persiste per decenni accompagnando l’ufficio postale fin oltre il secondo dopoguerra, il che evidenzia la marginalità dell’ufficio e la scarsa usura che si accompagnava ad usi non massivi delle dotazioni postali.

Tale longevo bollo deve poi aver avuto un “tracollo” e momentaneamente sostituito con un bollo di emergenza, muto, nel 1959 accompagnato dal lineare in dotazione all’ufficio.

Immagine tratta dalla collezione di A. Papanti e presente su Il Postalista al catalogo dei bolli d’emergenza toscani.

Viene quindi sostituito dal bollo grande a doppio cerchio tipo Conalbi, conosciuto nella versione con anno a 4 cifre ed utilizzato anche qui oltre i limiti temporali di sostituzione delle dotazioni, con l’introduzione negli indirizzari e conseguentemente nelle dotazioni postali del codice di avviamento postale avvenuti post 1967.

La “normalizzazione” con l’introduzione nei datari del C.a.p. e del corno postale arriva all’Orsigna con gli anni settanta, con due bolli con sequenza delle lettere A e B ed anno inizialmente a quattro cifre. Conosciuto qualche anno dopo anche un bollo “normalizzato” B con anno a due cifre, probabilmente in sostituzione del precedente.
Il c.a.p. riportato è il generico “montano” 51020.

Non sono stati utilizzate bollature meccaniche, né ci sono stati annulli speciali.

Buono postale fruttifero con cedola di controllo del 7/12/1974.

Enrico Bettazzi
19/05/26

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA

V. BARACCHI, Pistoia e la sua provincia. Dieci secoli di storia cento anni di immagini. Volume primo, Pistoia, 1985.
https://it.wikipedia.org/wiki/Orsigna
D. Prudenzano, Orsigna (Firenze) in https://www.ilpostalista.it/tondor/tondor_088.htm

CATALOGO

SEGNI UTILIZZATI NELLE DIDASCALIE

Ω immagine del corno postale * asterisco * stella ▪ punto quadrato
periodo di utilizzo (tra parentesi), ove possibile prima e ultima data conosciuta reperita
Le immagini riportate sono dei soli timbri reperiti.

Si ringraziano: ASPOT (Ass. per lo studio della Storia Postale Toscana) ed in particolare S. Giovacchini , R. Monticini, A. Papanti e A. Càroli; A.N.C.A.I. (Ass. Naz. Collezionisti Annullamenti Italiani) e in particolare A. Peroni, A. Sortino e C. Grossheim per le segnalazioni e la consulenza storico postale; in generale i soci del CFNP, per le segnalazioni in particolare P. Bresci e D. Ciullini ; per la segnalazione del bollo TR il socio del Circolo Filatelico Empolese R. Zefferi.
Alcune delle immagini sono state rintracciate in siti ed aste online (Ebay, Delcampe).
In generale per la tipologia e il periodo di uso dei timbri si rimanda ai fondamentali scritti di M. Pozzati apparsi su L’Annullo (nn. 153-156) e ora ne Il Postalista al link: https://www.ilpostalista.it/marcofilia/marcofilia_a01.htm