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Un garibaldino volontario nella Grande Guerra

di Enrico Bettazzi

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Solo un vecchio garibaldino, nato nella prima metà dell’Ottocento, poteva raccogliere una sfida così gravosa: andare volontario all’età di 71 anni per chiudere l’avventura delle guerre risorgimentali e dare all’Italia quelle terre che ancora erano irredente.

Come talvolta succede anche una semplice cartolina può raccontarci storie cittadine altrimenti dimenticate, biografie di piccoli testimoni di un tempo passato.

Questa cartolina nata per “sostentamento” ci racconta la storia di Ferdinando Pierallini, di cui vediamo il ritratto nell’ovale fotografico con la sua camicia rossa da garibaldino ed una pettata di medaglie a ricordo sia delle guerre risorgimentali che della partecipazione alla Grande Guerra. Narra la storia finita male di tanti sogni giovanili, di un Risorgimento compiuto ma con strascichi anche personali dolorosi, di un volontario di guerra senza mezzi di sostentamento se non una misera pensione.

Eppure Ferdinando, detto Crispi, si arruolò volontario presentandosi al Distretto di Pistoia: fu inquadrato nell’ 83° reggimento di Fanteria che aveva sede a Pistoia e faceva parte della Brigata Venezia, assieme al gemello 84° di stanza a Firenze, con cui aveva da poco sostenuto la guerra in Libia.

Al momento dell’entrata in guerra i due reggimenti erano stati completati con i giovani dei distretti fiorentino e pistoiese e quindi in gran parte costituiti con la gioventù delle due città.

Vista l’età e l’esperienza militare a Ferdinando Pierallini vennero dati i gradi di caporale dal Colonnello comandante il reggimento, Arturo Maggi, che ne tenne il comando dallo scoppio della guerra fino all’inizio di luglio del ‘15.

Il 24 maggio 1915 l’ 83° reggimento si trovava già nei pressi del fronte, a Cismon: oltrepassato il confine due giorni dopo si diresse verso Grigno, che fu conquistata senza resistenze.

Sappiamo che il caporale Pierallini era inquadrato nella 7a compagnia del 2° battaglione che era al comando dell’allora Primo Capitano Riccardo Nannicini; in seguito, l’ufficiale ricoprirà l’incarico di Comandante del medesimo battaglione, dal settembre 1915 fino al maggio del 1917, sempre quindi comandando il nostro volontario.

La Brigata si era posizionata in quel periodo in Valsugana, impegnata in una serie di scontri con gli Austriaci per la conquista delle vette delle montagne intorno.

Dopo 14 mesi di fronte, in cui il reggimento rimase in linea continuativamente, la fibra dell’anziano veterano non resse più e come lui stesso racconta nella cartolina “partito sanissimo da Pistoia,...dopo 14 mesi mi venne male al cuore” e venne quindi inviato a Pistoia all’Ospedale militare di riserva cittadino in attesa di essere riformato e congedato.

Come tanti reduci, e forse lui a maggior ragione, venne presto scordato dalla nazione, relegato a qualche parata con la camicia rossa, tanto da dover stampare la cartolina nel 1930, lui povero vecchio di 86 anni, con cui, probabilmente cedendola ai passanti, chiedeva un’ “elegante elemosina”.

Enrico Bettazzi
30/3/2026

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA

La Brigata Venezia nella guerra italo- austriaca 1915 – 1918, Firenze, 1920.

https://storiaememoriadibologna.it/archivio/organizzazioni/fanteria-83deg-e-84deg-reggimento-brigata-venezia

https://www.frontedelpiave.info