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| Un assegno a cavallo della guerra | |
| di Enrico Bettazzi | |
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Talvolta è un oggetto che ti aiuta a capire le dinamiche delle cose di fronte a situazioni emergenziali. Esaminiamo l’oggetto: un assegno di conto corrente postale, tratto su di un conto di un correntista pistoiese. All’epoca, 1944, già da circa dieci anni, Pistoia aveva la sua direzione postale provinciale, di conseguenza alla nascita della propria provincia avvenuta nel 1927/1928. Come in più occasioni ricordato, però questa non aveva funzionalità contabili, per cui i servizi a denaro avevano capo ancora a Firenze; per questa ragione l’identificativo contabile degli Uffici Postali, il numero frazionario, aveva ancora mantenuto il connotato fiorentino, identificato nel numero numeratore 25. E cioè un conto corrente postale poteva essere radicato presso un ufficio pistoiese, ma poi doveva essere sottoposto alla verifica di convalida e vidima della sezione dedicata della Direzione di Firenze per essere pagato regolarmente. Così nella parte destra dell’assegno, vi era lo spazio riservato “alla convalida” dell’assegno, che ne garantiva la traenza e la solvibilità. E in questo caso l’ufficio fiorentino FIRENZE CONTI CORRENTI, apponeva il proprio bollo datario sullo spazio bianco circolare preposto (timbro di tipo guller con lunette vuote , diam. cm. 3,2, tra parentesi la dizione vidima assegni abbreviata). La particolarità dell’assegno in questione è che è tratto sul conto del Comando 94ª Legione della Guardia Nazionale Repubblicana di Pistoia, continuazione in R.S.I. di quella che fu la legione cittadina della Milizia Nazionale Volontaria di Sicurezza pistoiese, denominata “La Fedele”. Infatti la G.N.R. venne istituita incorporando anche le forze dei Carabinieri Reali ed in data 1/5/1944 venne istituito il Comando Provinciale della G.N.R. a Pistoia, con sede in Via dei Pappagalli n. 9, che sostituiva i disciolti Comandi dei CC.RR.. Quindi tra i primi atti che vennero assolti anche il pagamento di arretrati o servizi usufruiti; in questo caso il probabile affitto della Stazione dei Carabinieri a Capostrada, forse posto in una proprietà dell’ Orfanotrofio Puccini. Si staccò così un assegno di Lire 5.670 a favore di una signora, evidentemente referente per la riscossione. L’assegno tratto il 26/5/44 è a firma del Ten. Colonnello Umberto Strino, allora comandante della 94ª Legione, sino a quel momento comandante della Milizia di Pistoia. L’assegno di stampa ante R.S.I. (Mod. Ch.16 Ediz.1942) venne comunque utilizzato con la sovrimpressione delle nuove insegne governative (i fasci littori a tampone) ed il 2 giugno 1944 controllato e vidimato per regolarità a Firenze. Ma nel frattempo il territorio pistoiese entrò sotto diretto controllo tedesco, avvicinandosi la zona di guerra. Firenze fu per la parte sud aldilà dell’Arno liberata fin dal 1/8/44 ed il fronte si stabilizzò sul nuovo fronte definito dal fiume (Arnostellung). Nel contempo la Wermacht aveva considerato l’intera zona limitrofa a nord come zona di guerra, controllando, se non bloccando, gli spostamenti a nord del fiume ed approntando ormai dalla primavera la nuova linea di difesa della Linea Gotica (o Grunlinee, Linea Verde n. 1 e poi più arretrata fino all’aprile 1945 la n. 2). E l’assegno? Giacente in qualche ufficio (Firenze? Pistoia?). Gli uffici pur nella emergenza, per quanto potettero, restarono aperti (magari sfollati), ma non vi fu normale distribuzione postale. La guerra passò coi suoi lutti e distruzioni e dell’assegno si ritrovarono tracce con la riapertura del normale servizio postale. Questo avvenne il 9 aprile 1945, quando una prima porzione del territorio pistoiese fu riammesso al servizio postale, anche verso l’ Italia già liberata a sud (par. 106 del Bollettino delle Poste e Telecomunicazioni n.8 del 16/4/45). L’assegno giacente in attesa di riscossione aveva una scadenza annuale dal momento in cui era vidimato (un anno finanziario oltre quello in cui fu apposto il visto per quelli all’ordine). Era pagabile direttamente al beneficiario nell’Ufficio Postale di Pistoia (l’ufficio postale centrale in capoluogo di provincia avrebbe avuto un limite di importo fino a Lire centomila); fu solo aggiunta per maggior chiarezza, trattandosi di pagamento “per un servizio pubblico”, l’indicazione Orfanotrofio Puccini manoscritto. Al retro la bollatura dell’ufficio postale di pagamento (quello di Pistoia); non vi è segno di girata, cioè di firma di quietanza per la riscossione (forse non fu riscosso per vicende che esulano dai regolamenti postali?). Rimane però una traccia postale importante quel bollo dell’ufficio postale centrale di Pistoia, sezione Risparmi, con la data 9/4/45, primo giorno d’uso dopo la (quasi normalizzata) riapertura del servizio. È l’unico bollo ad oggi conosciuto con tale data.
Enrico Bettazzi
BIBLIOGRAFIA A. CARLESI, Pistoia nella RSI. Gli uomini le istituzioni 1943 – 1944, Milano, 2016 AA.VV., 1945 dalla guerra alla pace, Trapani, 1995 E. BETTAZZI, La ripresa del servizio postale dopo la guerra, nel sito " Il Postalista"
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