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| L’ufficio postale PISTOIA 4: la storia ed i bolli | |
| di Enrico Bettazzi | |
PERCORSO: le schede > Gli uffici postali della provincia di Pistoia > questa pagina > Uffici di posta di Pistoia e provincia
La città di Pistoia aveva quattro porte nella cinta muraria, orientate verso i punti cardinali, che ne determinarono anche la denominazione dei quartieri corrispondenti; Porta Lucchese era orientata verso ovest, da cui partiva la strada di collegamento verso Lucca. I primi suburbi avevano necessità postali e anche Porta Lucchese ebbe nell’Ottocento un proprio ufficio postale, o meglio una “collettoria”, con sede probabilmente appena aldilà della cerchia muraria. Poco più avanti sulla strada di collegamento era la frazione di Pontelungo, un nucleo di case che con l’avanzare della industria e dell’urbanizzazione (e anche la solita presenza di ville padronali di una certa rilevanza così importante per la nascita di uffici postali del periodo), ebbe bisogno di una presenza postale fissa. Così nel 1890 la collettoria di 1a classe di Porta Lucchese fu ridenominata Pontelungo. Il quartiere cittadino di Porta Lucchese, vista la comunque relativa vicinanza con le poste centrali di Pistoia o delle altre ricevitorie cittadine, rimase senza una presenza postale fino agli anni trenta del Novecento.
Variazione della denominazione della collettoria in data 1/5/1890 in Bullettino n. IV- 1890
Elenco ministeriale degli u.p. al 1938 (ora online sul sito di ISSP di Prato). Ancora nell’elenco ministeriale del 1930 non abbiamo evidenze (solo Pontelungo), ma nel 1938 finalmente nell’elenco è riportata l’indicazione di una “agenzia” denominata Porta Lucchese (era il quarto ufficio in città oltre alle poste centrali). Probabilmente la sede fu quella poi mantenuta anche nell’immediato dopoguerra, in Via Nazario Sauro, nelle immediate vicinanze del bastione della vecchia porta abbattuta. L’agenzia era una presenza limitata per i servizi svolti rispetto alle ricevitorie come erano le altre tre succursali cittadine, ma almeno garantiva un servizio costante anche a quella parte di città. Era a provvigione anche se direttamente negli organici ministeriali; in tutto il territorio nazionale furono all’epoca poco meno di trecento gli uffici di tale tipologia. Rimase l’unica agenzia cittadina, fino al 1948, quando anche Porta Lucchese ebbe alfine la propria “ricevitoria”, in Via Nazario Sauro al civico 1. La sede dell’ufficio “è scivolata” via via verso aree urbane più esterne rispetto alla città medioevale, assai cresciute nel frattempo con iniziative commerciali e plessi residenziali verso la direttrice sud/nord della ex camionabile, ora Viale Adua.
In questa immagine del 2011 tratta dal web si vede ancora la cassetta postale rossa a fianco Negli ultimi anni del passato secolo la sede fu stabilita in Via Spontini, n.1/c, a ridosso del supermercato Coop; infine trasferita a fine anni novanta nella attuale sede, sul Viale Adua al n. 20.
Entrata dell’attuale sede in Viale Adua n.20. Sulla stessa direttrice, all’estremità opposta del viale si trova ora l’ u.p. di Capostrada. La recente nascita della entità postale specifica è riscontrabile anche dal fatto che al momento dell’assegnazione del numero frazionario all’ufficio, questo prese il numero fiorentino 25/353, cioè una numerazione assai “elevata” rispetto all’originaria numerazione fiorentina per ordine alfabetico (non in questo caso, perché i nuovi uffici andavano a seguire nella numerazione quelli primigeni con criterio cronologico). Con l’attribuzione nel secondo dopoguerra del frazionario pistoiese agli uffici della provincia, con la numerazione che ripartiva da 100 a seguire la Direzione e l’ufficio centrale, a Porta Lucchese toccò il numero 85/108, che ancora mantiene. Il 28 gennaio 1948 l’agenzia era stata trasformata in Ricevitoria di 2a classe; con le seguenti ristrutturazioni amministrative delle Poste fu poi denominata Ufficio Locale, media Entità e infine agenzia (ufficio postale di ogni tipo, secondo la terminologia introdotta con la Legge 29.1.1994, n. 71) . E’ attualmente aperta sei giorni su sette ed è dotata di sportello postamat.
Tabella riassuntiva con note storico postali rielaborata su indicazione di A. Sortino. MARCOFILIA Abbiamo detto come il primo ufficio, la collettoria, abbia avuto continuità con quello poi di Pontelungo. A quell’epoca gli uffici non erano designati con un frazionario. Ed infatti nel momento della effettiva apertura del nuovo ufficio, cioè l’agenzia negli anni trenta, abbiamo visto come questa adotti quello cronologicamente sequenziale degli uffici fiorentini (esisteva già la provincia di Pistoia, ma la direzione postale era rimasta dipendente contabilmente da quella fiorentina).
Bollo ottagonale della collettoria di 1a classe. Quindi se non si considera il timbro ottagonale di fine Ottocento, il primo timbro è un “tipo guller” con lunette vuote nella cui dizione appare l’indicazione di Agenzia. Nel secondo dopoguerra, trasformatosi l’ufficio da agenzia a ricevitoria , il timbro si adegua perdendo la indicazione di agenzia e uniformandosi alla numerazione progressiva delle succursali cittadine. Appare quindi il N° 4. Ne esistono due varianti: una iniziale con lunette più piccole, la successiva (anni cinquanta) con lunette leggermente più grandi e altre piccole differenze tipografiche. Non abbiamo al momento raccolto altre evidenze, fino all’adozione dei cosiddetti bolli normalizzati e l’introduzione del codice di avviamento postale (C.A.P.). I primi riportano nella dizione il nome della strada in cui era l’ufficio (Via Nazario Sauro, poco distante dalle mura urbane) ed hanno l’anno nel datario a 4 cifre, poi divenute due. Poi col trasferimento negli anni ‘80 in Via Spontini riportano questa ulteriore “location”. La dotazione si amplia fino ad almeno la lettera alfabetica G. Nei paraggi del nuovo secolo appare anche il nuovo logo postale ideato da Franco Maria Ricci con la busta volante. Viene poi adottato il datario normalizzato con la nuova dizione “Poste Italiane”, la cui dotazione è conosciuta fino alla lettera E. Capita abbastanza frequentemente che la data appaia capovolta rispetto a quello che dovrebbe essere il montaggio del timbro. Negli anni novanta ha avuto allo sportello anche una macchina bollatrice PT3 con corona del datario “normalizzato”, poi integrato verso la fine del periodo di uso da quello con il logo FMR. Enrico Bettazzi CATALOGO SEGNI UTILIZZATI NELLE DIDASCALIE Si ringrazia Alcide Sortino, attuale presidente ANCAI, per la tabella con le note storico postali, la consulenza e la documentazione fornitaci. https://www.ilpostalista.it/marcofilia/marcofilia_a01.htm
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