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  Il bollo PAGATO
di Enrico Bettazzi

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Dal Dizionario Postale e Filatelico Italiano, a cura di Accademia di Posta:

R.P. PAGATO. Bollo creato nel 1881 per il servizio dei pacchi postali: non doveva essere impresso sul pacco ma “sui modelli nº 258, per comprovare l’effettuato pagamento di tutti i diritti doganali, postali e di consumo”. In seguito oltre che sul bollettino fu impresso anche sugli avvisi, compresi quelli internazionali spediti esenti da ogni diritto. Durante la seconda guerra mondiale venne usato nell’ambito della Repubblica Sociale in alternativa ai francobolli, talvolta con la R di “Regie Poste” scalpellata, con a fianco l’indicazione manoscritta della cifra versata: i casi posteriori all’aprile 1945 sono normalmente frodi postali.

PAGATO. Bollo indicante l’avvenuto pagamento da parte del destinatario di titoli ed effetti inoltrati tramite il servizio riscossioni.


Tale bollo è stato normalmente usato nelle operazioni finanziarie, di incasso e pagamento di effetti per terzi e quindi associato principalmente a modelli specifici, stampati appositamente da Poste per determinate operazioni. Possibile trovarli apposti per comodità da impiegati postali su mod. 489 e 490, rispettivamente di accompagnamento e riepilogo degli effetti (tratte o cambiali) e buste per l’invio dei titoli di credito.

Per chi non avesse dimestichezza con questi titoli di credito di ambito commerciale, ne riportiamo di seguito una spiegazione:

Una tratta bancaria (o più genericamente una cambiale tratta) è un titolo di credito che costituisce un ordine di pagamento incondizionato: un soggetto (il traente) incarica un altro (il trattario, spesso una banca) di pagare una somma specifica a una certa scadenza a favore di un terzo (il beneficiario). Funziona come una promessa differita di pagamento, ma con valore legale, utile per posticipare un debito, specialmente in ambito commerciale, e può essere ceduta tramite girata.

L’utilizzo normale è avvenuto fino ai nostri giorni, fin quando la smaterializzazione dei titoli, anche quelli di credito commerciale, in particolare delle Ricevute bancarie, ha trasformato totalmente l’operatività degli anticipi commerciali bancari e di conseguenza anche l’operatività indotta su piazze non bancabili che si appoggiava sui locali uffici della rete postale.

In periodi di emergenza e precarietà postale, ad esempio in R.S.I., il piccolo ovale è stato talvolta utilizzato per la riscossione della tassa di affrancatura in mancanza di francobolli.

Esistono 4 tipi di ovale in dotazione agli uffici postali o meglio uno base (di inizio uso nel Regno con dimensioni ca. 3,3 x 2 cm.) ed uno predisposto in periodo repubblicano (2,8 x 2 cm.); gli altri due ovali altro non sono che modifiche del primo apportate tramite scalpellatura (cancellazione di parti) del timbro, durante i periodi di transizione delle istituzioni governative (R.S.I. e Luogotenenza).

Segue un regesto dei bolli, utilizzati presso gli uffici postali pistoiesi, con l’indicazione della tipologia del timbro e della data, solo indicativa per ciò che si è reperito e di cui abbiamo esempio di uso:


BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA

Franco Filanci, Il Novellario volume 4°. Da una Repubblica all'altra 1943-1948, Cif/Unificato, Milano, 2016.

Antonio A. Piga, R.S.I. 1943-1945. Catalogo degli annulli RP PAGATO e RR POSTE TS usati come sostituti di affrancatura, Veneto - Trentino V.G. - Abruzzi - Lazio - Marche - Toscana - Umbria, Compagnia dei Librai, 2009;
https://www.accademiadiposta.it/it/dizionario-postale-e-filatelico-italiano/lettera-p.html https://www.accademiadiposta.it/it/dizionario-postale-e-filatelico-italiano/lettera-r.html