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Storie di caduti in Russia:

Fante Paolo Terzago
Alpino Tagliafico Luigi
Tenente Blasucci Silvio
Geniere Ferruccio Gatti

 

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Storie di caduti in Russia nel II conflitto mondiale:
Fante Paolo Terzago
Samuel Rimoldi

Questo vuole essere il primo di una serie di articoli che si prefiggono il compito di mostrare l’aspetto storico più che quello postale, nel collezionismo della “posta militare”.

Ogni oggetto di corrispondenza, che sia una lettera oppure una cartolina in franchigia, esaurita la sua funzione di comunicazione tra il mittente ed il destinatario, diventa un “monumento” testimone di una storia, di tante storie: queste possono venire alla luce se analizziamo queste corrispondenze in ogni loro parte.

Voglio iniziare in questa analisi partendo dai casi emblematici di quattro caduti in Russia durante il secondo conflitto mondiale.

Biglietto postale in franchigia spedito per via aerea il giorno 10.10.1942 attraverso la Posta Militare n. 53 dal fante Paolo Terzago, inquadrato nel 37° Reggimento Fanteria 2° Battaglione 8^ Compagnia della Divisione Ravenna. La missiva giunge a Monte di Valenza (Alessandria) il giorno 21.10.1942 impiegando 11 giorni. Possiamo inoltre notare che il biglietto è stato sottoposto al controllo della censura al suo arrivo in Italia: il censore ha però apposto, oltre al timbro lineare attestante l’avvenuto controllo e alla fascetta per richiudere il tutto, un timbro a datario del 20 ott. 1941, quindi con l’anno errato.

Passiamo ora a verificare il testo di questa missiva:

Posta M.re 53 6 ottobre 1942
Carissimi tutti, da qualche giorno attendo vostre notizie ma finor sempre invano. Attribuisco certamente questo silenzio al molto da fare che penso avrete in questi ultimi giorni per ultimare la vendemmia. A quanto pare spero che avrete fatto una vendemmia bellissima, col tempo così propizio ed il terreno cosi bell’asciutto, non è vero?...
Che piacere fossi stato anch’io fra voi ma pazienza, voglio sperare che il Buon Dio vorrà riunirci facendomi ritornare fra voi sano e salvo. Io vi ricordo sempre nelle mie povere preghiere, affinchè il Signore benedica le vostre fatiche e ci dia un giorno la gioia di poterci riabbracciare per sempre. Spero che farete altrettanto così per me, affinchè il Signore mi tenga sempre lontano dal pericolo. Io continuo sempre a star bene, come ho tanta speranza di voi. Se avete occasione di recarvi da Rina salutatela tanto da parte mia, e così pure Pierino e tutti in famiglia. Oggi 6.10 vi ho spedito il vaglia, appena l’avrete ricevuto me lo farete sapere. In attesa di vostre buone nuove, colgo l’occasione per inviarvi i miei più affettuosi saluti ed un’infinità di baci. Vostro aff.mo.

All’interno del biglietto troviamo anche un foglietto con un’aggiunta:

Ecco l’elenco di quello che mi manderete:
N. 2 paia mutandine scure. Qualche maglia (gifrò), qualche paia di calze. Polvere per parassiti MOM, 2 batterie per pila e un pò di filo per cucire e un po’ di borotalco. Tutto questo però se è possibile nel limite del peso che è di Kg. 2. Tanti saluti a tutti.
La vostra ultima lettera l’ho ricevuta in 6 giorni.
N. 2 scatole di viscì per l’acqua.
Ho oltrepassato il Donez.

Da queste parole possiamo intuire quale fosse l’occupazione da borghese del militare, che è quella dell’intero nucleo famigliare, e cioè quella legata ai frutti della terra, in questo caso della vendemmia. Forte è l’attaccamento alla religione in quanto la figura divina è nominata diverse volte non solo come mero auspicio ma come fattiva attività di preghiera.

Il foglietto allegato con le indicazioni degli oggetti da spedire ci mostra la condizione del soldato, non ancora soggetto ai rigori dell’inverno, vista la richiesta di indumenti normali, ma sicuramente colpito dai parassiti.

Ci viene inoltre confermata dalle parole del militare, la circolare postale del dicembre 1940 con la quale si riduce il peso massimo dei pacchi diretti al fronte da 5kg a 2kg.

Nell’ottobre del 1942, quando viene scritta questa missiva, la Divisione Ravenna è attestata, dalla metà di agosto, sulle rive del fiume Don nel settore compreso fra l'ansa di Mamon e la confluenza della Bogučarka. Dopo aver sostenuto aspri scontri tra il 20 agosto e il 1° settembre, denominati dagli storici “Prima battaglia difensiva del Don”, a partire dall’11 dicembre è fortemente colpita dall’offensiva russa, tanto che è costretta a retrocedere nel settore dell’ansa di Verchnij Mamon: il nemico ha quindi la possibilità di aggirare la divisione e raggiungere le retrovie fino a Certkovo. Dal giorno 17 tutta la Divisione arretra fino a Vorošilovgrad per riordinarsi e assumere quindi la difesa dei ponti di Vessalaja e Luganskaja sul Donez.

La Ravenna attende al suo compito fino al 24 gennaio quando le unità corazzate russe riescono a sfondare le linee in più punti, costringendo quindi l’intero reparto al ripiegamento: tra continui combattimenti, separata nelle sue unità, riesce a raggiungere la salvezza a Rovenki tra il 27 e il 29 gennaio.

Effettuando una ricerca tramite il sito del Ministero della Difesa / Onorcaduti, scopriamo che il nostro soldato risulta caduto il giorno 17.12.1942 ma non vi sono informazioni più dettagliate.

Per ottenerle dobbiamo consultare l’archivio dell’UNIRR (Unione Nazionale Italiana Reduci Russia): la ricerca è accessibile ai soli iscritti, e lo si può fare con una piccola donazione. Apprendiamo quindi che il nostro fante Paolo Terzago risulta disperso e non semplicemente caduto. Come abbiamo visto proprio dal giorno in cui Paolo cadde, la Divisione Ravenna riceve l’ordine di ripiegamento. Può quindi risultare comprensibile, pur in assenza di dati certi, come non si siano potute recuperare le salme dei caduti di quei giorni di ritirata, facendo quindi risultare tutte le perdite come dispersi.

fonte archivio UNIRR

Samuel Rimoldi
06-12-2020