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Storie di caduti in Russia

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Storie di caduti in Russia nel II conflitto mondiale:
Geniere Ferruccio Gatti
Samuel Rimoldi

Questa mattina, complice l'insonnia di uno dei miei pargoli, mi alzo all'alba e decido di andare a visitare un mercatino dell'antiquariato che si tiene in un paese poco fuori Milano. Un mercato dell'usato più che dell'antiquariato, dal momento che la merce proposta è per la quasi totalità prodotta in anni recenti mentre il materiale d'epoca è molto scarso.

Mi soffermo a rovistare tra alcune carte buttate alla rinfusa su un tavolino, insieme ad altri oggetti che forse avrebbero trovato miglior collocazione in una discarica piuttosto che in vendita su questo banchetto. Mi soffermo su alcune fotografie raffiguranti dei pugili tra cui spicca Duilio Loi, ma, sentito il prezzo alquanto esoso, preferisco desistere dall'acquisto.

Quando ripongo le foto, raccolgo una busta che prima avevo visto ma che non aveva destato la mia curiosità per il fatto che era tutta spiegazzata: esaminandola noto subito il timbro di posta militare, 201 del 19.12.1942... Russia! Controllo che ci sia il testo e metto mano al portafoglio senza pensarci troppo. A casa, dopo averla messa un poco in pressione ed averla ricomposta per quanto possibile, sono subito passato alle consuete ricerche.

Il mittente, il geniere Ferruccio Gatti, è in forza alla compagnia Artieri del 156° Battaglione Misto Genio, divisione Vicenza, Posta Militare 156. La Divisione Vicenza è inviata sul fronte Russo con compiti di sorveglianza territoriale nelle retrovie del fronte, giungendovi tra la fine di settembre ed i primi di ottobre del 1942, impiegata nella zona di Rossosch. Dall'11 dicembre, dopo l'assunzione del comando dal parte del Generale Etelvodlo Pascolini che aveva sostituito il Generale Enrico Broglia, la Divisione passa alle dipendenze del Corpo d'Armata Alpino ed è quindi spostata nel settore a sud di Pavlovsk tra le divisioni alpine Tridentina e Cuneense.

Questa lettera è scritta il 16.12.1942, ma il timbro postale è del 19. La divisione Vicenza ha assegnato l'Ufficio Postale Militare n. 156 ma qui troviamo la PM 201, assegnata alla divisione Tridentina, in quanto, come detto, la due divisioni operano nella stessa zona del fronte.

Nel testo:

"Z.O. 16-12-42
Carissimi,
eccomi finalmente a voi facendovi sapere le mie nuove. Come salute sempre ottima come lo spero sia sempre di voi. Siamo giunti in questo paesetto ieri sera ben tardi dopo aver fatto una ventina di KM a piedi percorrendo una strada desertica tutta gelata. Vi assicuro che ho dormito tutta la notte in pace sebbene a terra ed assai freddo. Però ora mi sono già sistemato bene così spero che tutto andrà bene. Ora incomincia la vera naia! Ove ci troviamo ora siamo non tanto lontani dal fronte del Don, si tratta di pochi Km ma per ora posso dirvi niente dato che sono appena arrivato. Ho saputo dai nostri camerati che sono arrivati ora dall'Italia, che la popolazione italiana è molto giù di morale credendo che sul fronte Russo ci siamo ritirati parecchi km, invece ve lo assicuro io con certezza che i Signori Russi quest'anno ha tutto da perdere sebbene in inverno prenderanno sempre quelle gran batoste come sempre, e presto avremo la Vittoria in Russia. Ricevete ora i miei più cari saluti e tanti baci dal vostro affez. figlio Ferruccio
".


A seguito dei ripetuti attacchi russi ed alla forte pressione esercitata sulle nostre truppe, pressione che si concretizza nello sfondamento del fronte, la Divisione, insieme a tutto il Corpo d'Armata Alpino, dal giorno 17 gennaio 1943 è costretta a ripiegare. In un primo momento la Vicenza, affiancata da alcuni reparti alpini, ripiega ordinatamente ma successivamente, a causa sia della difficoltà nelle comunicazioni tra i comandi divisionali sia dalle errate direzioni prese da alcuni reparti, si scompagina e si disperde. Tra il 22 e il 23 gennaio il grosso della Divisione si trova nei pressi del paese di Seljakino, già occupato dai russi: i tentativi di penetrarvi combattendo risultano vani.

Proprio il giorno 23 scompare il nostro Ferruccio, ufficialmente disperso nella steppa russa. Questo è quanto apprendiamo dall'archivio dell'UNIRR (Unione Nazionale Italiane Reduci di Russia). La data del 23 gennaio è per la verità una data convenzionale attribuita a coloro per i quali non si è potuto recuperare informazioni certe circa la loro scomparsa: ogni Divisione e al suo interno ogni reparto hanno una propria data convenzionale, e il 23 gennaio è proprio quella attribuita al 156° Battaglione Misto Genio al quale apparteneva il nostro Ferruccio.

Mentre effettuavo questa ricerca, mi sono imbattuto, non certo per la prima volta, nel nominativo di un mio compaesano, Pietro Ceriani, che militò anch'egli nel 156° Battaglione Misto Genio, disperso il 23 gennaio.
Questa mia quasi fortuita visita al mercatino dell'usato ci ha permesso di riscoprire, almeno parzialmente, le storie di questi due ventenni scomparsi nel 1943 riportandoli in vita attraverso il nostro ricordo collettivo.


Samuel Rimoldi
27-02-2021