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Filatelia e poi?

ventiseiesima riflessione di un novantatreenne


di Giorgio LANDMANS

FILATELIA E POI ?

Molti tra i collezionisti di francobolli oggi si pongono certamente questa domanda.
In fondo fu fatta molta pubblicità sui giornali e molte riviste di un roseo avvenire per questa passione e ben poco si è parlato di altri vantaggi e dei potenziali svantaggi.
Forse anche la mafia entrò, silenziosa, in questo gioco.
C’ è chi gioca a carte e non viene colpito dai giornali di nessun vantaggio o svantaggio di tipo finanziario e così a me viene il sospetto che qualcosa non quadri.
Un francobollo è una immagine ma anche un quadro è un’ immagine.
Che sia successo qualcuno ha così male interpretato?
Che forse l’ aspetto estetico e interpretativo dona nel tempo un maggior valore a un Picasso o a un Leonardo?
Ma succede così anche a un Gronchi più o meno rosa i cui fatti passati possano così far incidere qualcosa?
Hanno certamente fatto succedere che con il denaro e/o il potere si può acquistare il totale di una certa emissione e farne così una colossale speculazione. Che è sembrata fatta a vantaggio della filatelia.

La distribuzione del Gronchi rosa fu avvantaggiata dall’essere stata bloccata ogni vendita del francobollo sin dall’inizio.
Un rappresentante del Perù si presentò, dopo pochi minuti la messa in vendita l’ emissione, così dicono le cronache, all’ Ufficio principale romano minacciando ritorsioni poiché sul francobollo dedicato alla tappa che avrebbe fatto il Presidente Gronchi erano segnalate antiche errate frontiere. Qualcuno allora decise di ritirare il valore sostituendolo poi con un altro di color di simile a un certo lutto…

L'avvenimento mi ricorda i tempi in cui una intera emissione veniva ceduta solo in certe località ed il blocco finale veniva ceduto direttamente a qualcuno che ne aveva “consigliato" l'emissione……
Perché la serie del Campanile di Venezia del 1912 fu venduta e distribuita solo dagli uffici postali del Veneto?
Perché la serie del 1921, che ricordava l’ annessione all’Italia del Veneto fu distribuita solo a Trieste?
Naturalmente non sto a citare la storia di un certo 15 c. grigio della serie Dante del 1921 o di altre successive emissioni vendute in blocco dopo modeste e locali distribuzioni.

Pareva giusto che le poste più o meno regie facessero o potessero fare tali certe operazioni… i collezionisti allora erano ancora così pochi in Italia … e poi era denaro, il denaro liquido anche quello di qualche montenegrino….
Ora forse sono stati immessi nuovi meccanismi, dopo che la filatelia ha raccolto molti appassionati. Per rendere più focosa l’ immaginazione dei comuni mortali si deve scomodare la filatelia?

Così la mia mente vaga e si sblocca al ricordo di un collega che un giorno mi raccontò che certi suoi clienti si erano da lui abbonati al servizio novità purché, loro stessi venditori, provvedessero ad aggiornare i propri album da custodire negli armadi del loro stesso negozio.

Finita la guerra, venne in studio un signore tedesco che mi offrì la rappresentanza per l’Italia di ”taschine per francobolli”.
Io rifiutai non pensando che un giorno si sarebbe sviluppata questa “strana idea”, la necessità di verginità di un francobollo.
Fu così che il francobollo tradizionale che noi avevamo conosciuto e collezionato, dove avevamo apprilato l'"infame" linguella, perse del tutto il suo valore, sia venale che affettivo, aveva perso l'onorabilità che prima gli avevamo riconosciuta.

Fu un bene o un male? Certo servì a rimuovere certi valori, e le quotazioni ebbero tracolli impensabili, ma tutto servì a favore di qualcuno…
Da allora si parla di traccia e non si parla di ripulitori, magari viennesi o jugoslavi o…

Oggi forse la filatelia viene scambiata come gioco di Borsa? No, è cosa più modesta, è vero, ma… pur sempre…...adatta a tutte le tasche.
Come avviene in tutte le Borse ci sono momenti in cui il suo valore sale ed altri in cui scende.
Con i francobolli gli sbalzi di valore sono spesso più focosi, come se mani segrete riescano a capire e condizionare il valore a seconda…

Io dedicai la mia attenzione maggiormente alle emissioni mondiali che a quelle italiane perché la mia arrenzione ed il mio consiglio era di far sviluppare al cliente un "tema" perchè avrebbe raccolto maggiori stimoli, nacque un primo catalogo Sport al quale volevo far seguire altre tematiche.

I commercianti filatelici risentono in modo anormale questi squilibri di valore e sono quindi i primi ad esserne infettati.
Mentre i politici “ben pensanti” sono arrivati a minacciare sequestri... ai giudici l’ardua sentenza.

Da parte mia mi è facile ricordare che molto spesso i responsabili di molti archivi municipali, prima della seconda guerra, dichiararono la loro impossibilità ad archiviare ciò che richiedevano le leggi di Stato per mancanza di spazio (così venne detto), così nel tempo vendettero o donarono alcuni documenti ivi giacenti.
Non sono cose che succedono solo in Italia.
Oggi c'è qualcuno in alto loco che crede ci sia stato lo zampino di qualcuno che ha voluto riportare quel valore in casa propria?
Non mi meraviglio.

Vi chiederte come io veda il futuro della filatelia e perché diffonderne lo scopo intimo? Ve lo dirò forse un domani. Però lo farò se mi stimolerete con una parola, con una richiesta da parte di voi lettori.
Scrivetemi senza tema a landmans.g@gmail.com e se ancora abitante questo mondo (sono novantatrenne… con vari acciacchi) vi risponderò.

Giorgio Landmans

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