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SAnt'etelberto

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Santa Pazienza




Nella seconda metà del primo millennio, dopo la colonizzazione anglosassone, la Britannia era divisa in sette regni, ai quali spesso ci si riferisce con la definizione di eptarchia anglosassone, tra i quali vigevano complicate e spesso transitorie regole di alleanza e rivalità che conducevano uno dei sette regni ad esercitare la sua influenza in modo più o meno predominante sugli altri.

Al re che tale dominanza esercitava veniva attribuito il titolo di bretwalda, dall'anglosassone bretanwealda, ovverosia "signore della Britannia". Se ne contano una quindicina, con varie discrepanze a seconda delle fonti, ma tra i primi sette, già elencati dal Venerabile Beda nella sua Historia ecclesiastica gentis Anglorum, figura al terzo posto Etelberto del Kent.

Figlio del sovrano del regno del Kent Eormenric, Etelberto nacque intorno al 522 e successe al padre probabilmente nel 580. Di lui si dice che nei primi anni del suo regno si sia limitato a difendere i territori che erano stati dei suoi avi dalle mire dei sovrani confinanti, ma che nel corso degli anni abbia innalzato il livello delle sue ambizioni fino a cercare di ingrandire il suo regno a spese di quello ben più potente del Wessex.

La contese politiche e territoriali si risolvevano, oltre che sul campo di battaglia, anche tramite un complesso sistema di alleanze e amicizie spesso sancite da un matrimonio, e Etelberto, nella sua ascesa verso il titolo di bretwalda, riuscì a portare dalla sua parte il più potente dei re europei del tempo, il sovrano merovingio Cariberto I, sposandone la figlia Berta.

Berta però era cristiana, e nell’accettare il matrimonio che le veniva proposto chiese di essere accompagnata nella casa del suo sposo dal proprio confessore Liutardo e di continuare a professare la propria fede, predicandola anche alla sua servitù.

Etelberto, che grazie al matrimonio vedeva realizzarsi la sua ambizione di diventare bretwalda, accettò di buon grado, anzi, col passare del tempo cominciò a manifestare un reale interesse nei confronti della religione della moglie, complice anche la predicazione di Liutardo. Così quando quest’ultimo fece giungere a papa Gregorio Magno la richiesta di inviare nel Kent alcuni missionari per allargare l’opera di evangelizzazione, Etelberto accettò di accogliere alla sua corte Agostino di Canterbury.

Fu Agostino a battezzare Etelberto (in effige nel nostro francobollo), pare nel 597, e al battesimo del sovrano seguirono quelli della maggioranza dei suoi sudditi, fino a permettere l’insediamento in Canterbury, nella chiesa di San Martino, della prima sede episcopale della Britannia. Successive missioni, sempre ben accolte e sostenute, anche materialmente, da Etelberto, consentirono la fondazione di altre diocesi, tra cui Londra, York e Rochester.

Etelberto morì il 24 febbraio 616, e ricevette degna sepoltura accanto a sua moglie, anch’essa oggi venerata come santa, nel monastero dei Santi Pietro e Paolo in Canterbury, che lui stesso aveva fatto costruire. Il Martyrologium Romanum così lo definisce: “A Canterbury in Inghilterra sant’Etelberto re del Kent, che il vescovo sant’Agostino convertì, primo tra i principi inglesi, alla fede di Cristo.”

 

 

IL FRANCOBOLLO



Emesso dal Regno Unito
l'11 marzo 1997
nel 1400º anniversario del battesimo

Yvert 1944
Dentellatura 14½

 

IL SANTINO