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san malachia di armagh |
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torna a![]() Santa Pazienza |
Di santi che si chiamano Malachia ne esistono due. Il primo, vissuto in Palestina circa 500 anni prima di Cristo, era un profeta, ed esattamente l’ultimo dei cosiddetti “profeti minori” della Bibbia; indicato anche come “sigillo dei profeti”, è considerato autore del libro omonimo, dedicato essenzialmente all’esortazione al culto di Dio e alla lotta contro l’infedeltà. A lui (almeno a quanto ci risulta, e se ci sbagliamo qualcuno ce lo faccia notare) non è stato dedicato nessun francobollo. Il secondo invece, vescovo irlandese del XII secolo, profeta non era, ma la sua fama è legata essenzialmente a una profezia tornata d’attualità in questi ultimi anni perché secondo i suoi interpreti prevederebbe l’ormai prossima fine del papato, la distruzione di Roma e la fine del mondo. La Prophetia Sancti Malachiae Archiepiscopi, de Summis Pontificibus si compone di 112 motti in latino: ognuno di essi è dedicato a un papa, a partire da Celestino II, che di Malachia era contemporaneo, e i primi 74, sono accompagnati anche da una nota, in qualche modo esplicativa del motto, che consente di accostarli puntualmente al nome di un pontefice. La Prophetia fu pubblicata per la prima volta nel 1595 dallo storico benedettino francese Arnoldo Wion, e il fatto che le note di commento, che Wion sostiene di aver avuto allo storico domenicano spagnolo Alfonso Chacón, si interrompano proprio intorno a quell’anno ha sollevato fin dall’inizio forti dubbi circa l’autenticità del documento, a tutt’oggi ritenuto un falso. La profezia è tornata d’attualità in questi ultimi anni perché il pontefice corrispondente all’ultimo dei 112 motti era papa Francesco, e dopo il motto a lui dedicato il testo si conclude con le seguenti parole.
E questo verrebbe a significare che il papa eletto dopo Francesco sarà l’ultimo dei successori di Pietro a Roma, la quale sarà distrutta, dopo di che ci sarà la fine del mondo e il Giudizio Universale. Nemmeno a questo secondo Malachia sono stati, almeno direttamente, dedicati francobolli: quello che abbiamo scelto raffigura infatti l’antica cattedrale di Armagh, fondata da san Patrizio nel V secolo insieme a un monastero. Da allora Armagh è considerata la capitale ecclesiastica dell’Irlanda, e oggi di cattedrali di San Patrizio ne ha ben due: la seconda è stata costruita dalla Chiesa Cattolica dopo l’Emancipazione Cattolica del 1829, visto che la prima (quella del francobollo) era passata sotto il controllo della Chiesa Anglicana d’Irlanda in seguito alla Riforma di Enrico VIII. Da quella cattedrale la predicazione del santo protettore dell’Irlanda si era sparsa in tutta l’isola, facendone un caposaldo della religione cristiana nelle isole britanniche, e sempre da quella cattedrale, come riferisce Bernardo da Chiaravalle, sette secoli più tardi Mael Maedoc Ua Morgair (questo il nome in gaelico di Malachia) ripristinò la disciplina nella Chiesa, diventata sempre più rilassata, e riformò il culto adottando la liturgia romana. Nato nel 1095 da una famiglia nobile, il nostro Malachia condusse severi studi di teologia e liturgia nel monastero di Armagh e ricoprì svariati incarichi vescovili, tra i quali quello di Armagh; conobbe Bernardo di Chiaravalle nel corso del suo primo viaggio a Roma nel 1140, in occasione del quale fu nominato legato pontificio. Otto anni dopo, durante un secondo viaggio a Roma, fermatosi a rendere visita a Bernardo nel suo monastero di Chiaravalle, si ammalò e morì nella notte del 2 novembre. Per evitare la sovrapposizione con la celebrazione dei defunti, la Chiesa lo festeggia il 3 novembre.
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IL FRANCOBOLLO![]() Emesso dal Regno Unito Yvert & Tellier 5933
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IL SANTINO
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