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SAn nerses shnorali

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Santa Pazienza




Narsete, ricordato con l'appellativo di Shnorhali, "il pieno di grazia", nacque intorno al 1100 nella nobile famiglia armena dei Pahlavuni, ed era discendente dello scrittore e principe Grigor Magistros. Se la data esatta della sua nascita ci è sconosciuta, altrettanto può dirsi per il suo nome: Nerses è infatti il nome assunto all'ordinazione sacerdotale.

Rimasto orfano di padre intorno ai 10 anni, fu affidato, insieme al fratello maggiore Grigor, al prozio materno Gregorio II il Martirofilo, un catholicos (carica equivalente a quella di vescovo) che li fece educare nel monastero di Karmir Vank, in Cilicia, per affidarli in seguito alle cure del monaco Stepanos Vardapet, teologo di fama, sotto la cui guida approfondirono gli studi biblici e retorici. Fu in questo periodo che il minore dei due fratelli cominciò ad essere chiamato Shnorhali, in virtù della grazia della sua persona e della sua parola.

Nel 1113 il fratello Grigor, appena diciottenne, fu eletto catholicos con il nome di Grigor III, e fu lui ad ordinare sacerdote il fratello qualche anno dopo. I due fratelli erano molto legati, e nel 1138 intrapresero un pellegrinaggio verso Gerusalemme, partecipando lungo il cammino al sinodo di Antiochia.

Per molti anni i due fratelli lavorarono insieme, e Narsete, in virtù della sua cultura, della sua facilità di parola e del suo aspetto piacevole, fu spesso incaricato da Grigor di fare da mediatore nelle varie dispute di carattere teologico che in quegli anni si susseguivano tra la chiesa armena, quella greca e quella romana. Molto apprezzato dai potenti di tutte le fazioni, nel 1165 Narsete fu incaricato dal governatore bizantino Alessio Azuch di redigere un'esposizione della fede armena da inoltrare all'imperatore allo scopo di appianare le divergenze tra greci e armeni.

Dopo il successo di questa missione di pace, con la morte del fratello Grigor, Nerses fu eletto a sua volta catholicos nel 1166 con il nome di Nerses IV, stabilendo la sua sede a Hromkla, sull'Eufrate, che restò capitale ecclesiastica armena per oltre un secolo.

Fu soprattutto in questi anni che si dedicò al dialogo con la Chiesa bizantina, stabilendo una fitta corrispondenza con l'imperatore Manuele I Comneno, il quale inviò a Hromkla numerose delegazioni di teologi e sapienti. Tutti questi negoziati, pur non avendo portato alla riunificazione delle due chiese, restano un episodio pionieristico di dialogo ecumenico, che ha preceduto di diversi secoli i moderni movimenti ecumenici.

Considerato tra le maggiori figure della letteratura armena medievale, Narsete fu teologo, poeta e compositore di inni, e promosse una riforma del canto liturgico armeno, avvicinandolo, con testi e melodie semplificati, allo stile della musica popolare. A lui si devono le Preghiere delle ventiquattro ore, e in particolare la Havatov Khostovanim (Confesso con fede), tradotte in oltre trenta lingue, e tuttora recitate nella liturgia armena.

Ormai ultrasettantenne, dopo aver scelto tra due candidati il proprio successore (scelta che non fu tuttavia rispettata dopo la sua morte) Nerses morì il 13 agosto del 1173.

Narsete Shnorhali è venerato come santo sia dalla Chiesa Apostolica Armena che dalla Chiesa Cattolica Armena, che ne celebrano la memoria a metà ottobre. Il 18 maggio 2026 in occasione del suo incontro con Aram I, catholicos di Cilicia, papa Leone XIV ha ufficializzato l'inserimento di San Nerses nel Martirologio Romano, dove la sua festa è fissata al dies natalis del 13 agosto.

 

IL FRANCOBOLLO



Emesso dal Vaticano
il 27 novembre 1973
nell' 8 º centenario della morte

Yvert 568
Dentellatura 13½ x 14


IL SANTINO