STORIA POSTALE

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di Gianni Vitale

Se gli italiani dimostrarono una consolidata fama di risparmiatori fu anche merito delle Poste e della loro funzione educativa esercitata coinvolgendo le scuole

Mod. Y (Ediz. Marzo 1912) delle Casse di Risparmio postali con applicati 20 francobolli da 5 centesimi. In alto a sinistra il bollo viola della Scuola elementare di San Piero in Bagno, frazione del comune di Bagno di Romagna, nella Provincia di Forlì-Cesena.

“Un popolo vale quanto risparmia” affermava Quintino Sella, uno dei primi Ministri delle Finanze dell’Italia unita. Un principio che ha ispirato l’attività di Cassa Depositi e Prestiti fin dalle sue origini e che oggi si traduce in un’azione concreta per la diffusione della cultura economico-finanziaria, a partire dalle nuove generazioni.
Storicamente, il risparmio degli alunni delle scuole elementari in Italia non era solo un'abitudine familiare, ma una vera e propria attività didattica istituzionalizzata, spesso legata a finalità patriottiche o di previdenza sociale.

Nel 1876 le Regie Poste promossero un’iniziativa pionieristica: il Libretto di risparmio collettivo.

Le Regie Poste fecero affiggere manifesti e avvisi, distribuirono 10.000 opuscoli - che ne illustravano caratteristiche e vantaggi – per promuovere un’iniziativa che coinvolgeva alunni e insegnanti. Quest’ultimi che aderivano all’iniziativa ricevevano dalle Poste registri, moduli e istruzioni. Dedicavano parte delle ore all’insegnamento di questa nuova materia: il risparmio, un investimento, didattico, per formare una futura previdente popolazione.

I maestri avevano a disposizione un registro, una specie di Libretto di risparmio collettivo, su cui segnavano, di centesimo in centesimo, i versamenti ricevuti dagli scolari. Quando un bambino raggiungeva una lira (l’importo minimo per effettuare un vero e proprio versamento) veniva subito aperto a suo beneficio un libretto di risparmio postale e cominciavano a maturare gli interessi.

In alternativa gli alunni potevano convertire gli esigui risparmi in francobolli di piccola taglia sul Mod. Y delle Poste che, una volta raggiunto l’importo di una lira, veniva convertito in deposito sul Libretto di Risparmio postale.

L’iniziativa ebbe successo: nel primo anno, nel 1876, furono più di 500 gli insegnanti coinvolti e 11.000 gli alunni che effettuarono versamenti, per un ammontare complessivo di 32.000 lire. Nel 1887 gli insegnanti divennero 5.400 e gli alunni che effettuarono versamenti più di 87.000, per un ammontare complessivo versato nell’anno che si avvicinava alle 500.000 lire.

Nel 1892 gli insegnanti più di 8.000, gli alunni più di 100.000 e, nonostante una situazione economica poco favorevole, l’ammontare complessivo delle somme versate superò le 400.000 lire.

All’epoca, ovviamente, i fanciulli non ricevevano una paghetta settimanale. Rivolgendosi ai bambini, tramite i maestri, le Regie Poste si rivolgevano indirettamente ai loro genitori. Questi spesso analfabeti, tramite i figli che a scuola cominciavano a prendere dimestichezza con Libretti, cedole e cedolette, si abituavano all’idea di poter mettere al sicuro qualche risparmio.

Lo Stato, tramite le Regie Poste e la Scuola svolse una funzione educativa tanto nei confronti dei bambini, pensando al loro futuro, quanto nei confronti dei genitori. L'obiettivo era educare le giovani generazioni alla "cittadinanza economica" e alla previdenza, coinvolgendo indirettamente anche le famiglie spesso analfabete.

Le classi o le scuole che registravano il maggior numero di libretti attivi o le somme complessive più alte ricevevano titoli onorifici (come il titolo di "scuola risparmiatrice") e premi in denaro.

Soprattutto durante il ventennio fascista e il periodo dell'autarchia, il risparmio infantile fu caricato di valori patriottici, presentato come un sacrificio necessario per la forza e la vittoria della patria (1).

Oggi quell’impegno continua con nuove forme e nuovi strumenti. Insieme a Poste Italiane, CDP promuove il programma “Il Risparmio che fa Scuola”, rivolto a studenti, docenti e famiglie. L’iniziativa, che nell’ultimo anno ha coinvolto 228.000 ragazze e ragazzi, offre contenuti didattici per ogni fascia d’età, un portale online dedicato (ilrisparmiochefascuola.com) e materiali interattivi come giochi, quiz, podcast e magazine.

Accanto a questo, prosegue la collaborazione con la Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio (FEduF). Attraverso il progetto “Pronti, finanza, via!” sono organizzati eventi e lezioni sui temi della gestione consapevole del denaro. Dal lancio nel novembre 2023, hanno partecipato circa 8.500 studenti provenienti da scuole primarie e secondarie di tutta Italia, con particolare attenzione alle periferie urbane (2).


1) - 1876: il valore del risparmio spiegato nelle scuole, con le Regie Poste: dal sito Posteitaliane
2) - Cassa Depositi e Prestiti S.p.A.: Educazione finanziaria: il risparmio si impara a scuola, 7 novembre 2025.

Gianni Vitale
04-06-2026