STORIA POSTALE


pagina iniziale le rubriche storia postale filatelia siti filatelici indice per autori
Otto lettere del medio ottocento inviate dal Nord Italia in Francia che svelano la storia del superamento del Passo del Moncenisio
Marino Bignami

Le lettere sono state scritte tra il 1848 e il 1872 e coinvolgono Francia, Regno Sardo, il Lombardo Veneto austriaco e il Regno d’Italia dell’unità appena compiuta.

Immagine ripresa dal web


Nell’arco di circa vent’anni le otto lettere indirizzate in Francia ci introducono nei principali avvenimenti postali e politici che hanno interessato il Regno Sardo: la prima guerra di indipendenza, il periodo turbolento che precedette l’Unità d’Italia, la lotta della seconda guerra d’indipendenza che fu combattuta dal Regno di Sardegna e dalla Francia contro l'Austria nel 1859 e la loro vittoria.

Da ciò hanno poi fatto seguito dei nuovi assetti territoriali tra cui: la cessione della Savoia e di Nizza alla Francia, le modifiche legate alle comunicazioni, al traffico passeggeri e postale con lo sviluppo di nuove strade ferrate in Francia e nel neonato Regno d’Italia sorto da questi eventi; fra le novità anche il traforo ferroviario del Moncenisio che venne aperto al traffico ferroviario nel 1871 per collegare la Francia con l'Italia ma che, all’inizio della storia, doveva collegare la Savoia al Piemonte. Fanno fede della data i bolli di partenza delle lettere da Milano,Torino e Genova e i bolli d'ingresso della posta in Francia quasi sempre di colore rosso, rispettivamente entrate inizialmente dalla Savoia Sarda da Pont de Beauvoisin, poi dalla Savoia diventata francese da Lanslebourg questi ingressi in entrambi i casi con corriera, altre due lettere sono invece entrate in Francia dalla Svizzera con trasporto ferroviario rispettivamente da Basilea e da Culoz. L’ultimo, l’ottavo invio, è spedito da Genova per Lione con ingresso da Lanslebourg ma passando con il treno italiano dal traforo del Moncenisio ormai terminato.

Il valico del Moncenisio conosce il suo periodo migliore tra il 1500 e il 1800 come principale asse commerciale tra Italia e Francia. Era tenuto aperto anche durante l’inverno dagli abitanti dei paesi montani che per questo godevano di privilegi governativi e degli introiti ricavati facendo servizi ai viaggiatori sia da Novalesa in Piemonte che da Lanslebourg nella Savoia piemontese, ambedue i paesi alle falde del Moncenisio. Gli abitanti accompagnavano i viandanti attraverso il valico sia come “spalloni” per trasporto di cose e persone ma anche come esperti “carrozzieri” che smontavano e rimontavano le carrozze per permetterne il trasporto attraverso il valico a dorso di mulo o utilizzando rudimentali portantine.

La strada aveva vari nomi fra cui “Via Romea”, Via “Francigena” o “Strada Reale”. Anche se era percorribile con le carrozze solo fino a Novalesa in Piemonte e in Savoia a Lanslebourg, la strada era tuttavia una componente fondamentale nel sistema dei traffici europei e nell'economia dello Stato Sabaudo.

Dopo la conquista napoleonica del Piemonte per questioni militari Napoleone impose la costruzione di una strada da Lanslebourg a Novalesa località che erano poste alla fine di strade che si interrompevano per continuare come mulattiere per superare il Moncenisio. Tale strada è tuttora carrabile.

Dopo la caduta di Napoleone le comunicazioni via terra del Nord Italia per la Francia e il Nord Europa ebbero un notevole incremento transitando dal Regno di Sardegna attraversando il passo molto frequentato del Moncenisio, sulla cosiddetta “strada di Napoleone”. La strada era poi carrozzabile e attraversava la Savoia Sarda per uscire in Francia da Pont de Beauvoisin, paese di confine mezzo piemontese e mezzo francese.

Con la cessione della Savoia alla Francia nel 1860 l’entrata della valigia postale proveniente dal Piemonte fu spostata a Lanslebourg nella Savoia ormai diventata francese ai piedi del Moncenisio.


In inverno il passo del Moncenisio sulla “strada di Napoleone” era transitato con le slitte invece che con le carrozze. Il Piemonte nel 1848 era già attrezzato con le ferrovie per l’interno, ma per l’estero il problema era l’invalicabile catena delle Alpi. Dopo la decisione di realizzare il traforo del Moncenisio e il protrarsi di ritardi nello scavo venne realizzata una ferrovia a passo ridotto con cremagliera con sistema Fell che superava il passo. Costruita per migliorare il confort dei viaggiatori e trasportare le merci, copriva la tratta da Susa passando da Novalesa fino al capolinea della ferrovia francese di Saint Jean de Maurienne vicino a Lanslebourg al di là del passo del Moncenisio.


Martino Bignami
07-01-2020