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Le varietà P4 (H10) e C38 (E10) |
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| Le "divise uniformi" degli impiegati delle Poste Granducali - 1835 |
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Con questa pubblicazione vogliamo descrivere altre due varietà dello stereotipo della vignetta dei francobolli granducali di Toscana, la P4 (H10) e la C38 (E10). Ciò ci fornisce l'occasione per presentare un francobollo che rappresenta uno dei più alti livelli di Qualità ad oggi raggiunti sia nell'ambito della filatelia di Toscana, che di tutti gli Antichi Stati Italiani. Parliamo del francobollo del valore da 1 quattrino su filigrana del Secondo Tipo, annullato in modo appena percettibile con un muto a cinque barre in azzurro, esemplare che riportiamo nell'immagine che segue.
Sono a conoscenza dell'esistenza di questo francobollo da almeno nove anni, in pratica da quando ho iniziato ad interessarmi ai francobolli dell'antico stato di Toscana. Ne sentivo parlare da tutti coloro che si occupavano di franconolli toscani , che lo elogiavano e lo descrivevano come una delle massime espressioni dell'alta Qualità in quel settore. Ricordo quelle parole che raccontavano di un francobollo della seconda emissione (stampato su filigrana del Secondo Tipo, detto in termini moderni), che sembrava della “prima emissione’ (su filigrana del Primo Tipo), tanto era nitida la stampa. Ho imparato poi che a causa dell'usura degli stereotipi utilizzati per la loro produzione, la stampa dei francobolli granducali su filigrana del Secondo Tipo è mediamente sempre meno nitida rispetto a quelli su filigrana del Primo Tipo. Si parlava dell'incredibile freschezza di questo francobollo, talmente alta da sembrare un francobollo mai utilizzato ed anzi stampato il giorno prima. I margini sono perfetti, ovvero ampi quanto basta su tutti i lati, tanto da lasciar intravedere gli esemplari adiacenti, senza che se ne vedano eccessivamente, in modo da non distogliere l'attenzione dal francobollo principale. Ho imparato poi infatti che, se i margini di un francobollo granducale sono troppo ampi, tanto da lasciar intravedere porzioni troppo estese dei francobolli contigui, l'attenzione dell'osservatore viene disturbata, distratta possiamo dire, al punto da perdere il fuoco su quello principale. In alto non si vedono tracce di altri francobolli in quanto lì era presente verosimilmente un interspazio di gruppo. Non solo, i margini sono sì ampi, ma perfettamente equidistanti su ogni lato dal francobollo principale, tanto da rendere lo stesso incredibilmente “centrato”. In realtà, a rigore, non si dovrebbe parlare di centratura per un francobollo non dentellato, ma, a mio avviso, il concetto si può tranquillamente importare anche nell'ambito dei francobolli non dentellati, intendendo appunto l'equidistanza dei bordi del rettangolo di carta dalla cornice esterna del francobollo. Margini che risultando anche sorprendentemente paralleli tra loro, fatto che, assieme alla “centratura” crea una cornice al francobollo talmente simmetrica da ipnotizzare l'osservatore, tanta è la gradevolezza visiva che ne risulta. L'annullo poi è leggerissimo, appena visibile ed in azzurro, colore decisamente molto raro da riscontrare sui francobolli toscani. “Una miscela unica, incredibile di caratteristiche, che rendono questo francobollo l'emblema stesso della Bellezza e della Qualità massima’. Mi si spiegava “vedi, questo non è un quattrino della seconda eccezionale, tra i cinque migliori noti o tra i tre migliori noti, no, questo è IL QUATTRINO DELLA SECONDA’. Ho imparato poi che questo francobollo ha anche un altro pregio, almeno ai miei occhi, ovvero fu stampato con uno stereotipo ben preciso e riconoscibile. Si tratta infatti di una varietà conosciuta, o DC (Difetto Costante) per dirla in modo un po' arcaico, denominato P4 dal manuale a cura di Calcagno-Morani e H10 secondo la codifica utilizzata da Luigi Guido.
“ Un leone, questo Marzocco,
La varietà P4 (H10) è caratterizzata essenzialmente da una deformazione della linea di base del rettangolo centrale, quello che contiene il disegno della vignetta, grosso modo in corrispondenza della zampa anteriore sinistra del leone. Tale deformazione appare come un'onda dalla forma caratteristica che nella figura 1 che segue abbiamo denominato Dt350.
Un esempio di francobollo granducale nella varietà P4 (H10) è mostrato nella figura 2 che segue, un esemplare del valore da 4 crazie su filigrana del Secondo Tipo, dai margini molto ampi, annullato in nero con un muto a cinque barre, ancora aderente ad un frammento di carta della missiva che affrancava. Si può distinguere nitidamente il dettaglio Dt350 che identifica inequivocabilmente lo stereotipo utilizzato per la sua stampa.
Anche il francobollo del valore da 1 quattrino mostrato e descritto in apertura a questa pubblicazione, è stato prodotto con lo stereotipo responsabile della varietà P4 (H10), come dimostrato dalla presenza del dettaglio Dt350 (figura 3).
Nella figura 4 che segue riportiamo un secondo francobollo del valore da 1 quattrino su filigrana del Secondo Tipo sempre nella varietà P4 (H10). Per quanto la linea che costituisce la base del rettangolo centrale appaia in questo caso molto meno marcata rispetto all'esemplare precedente, l'onda che identifica la varietà è inequivocabilmente riconoscibile (Dt350).
Nella figura 5 che segue riportiamo un terzo esemplare del valore da 1 quattrino annullato con un datario circolare in rosso, sempre su filigrana del Secondo Tipo e sempre nella varietà P4 (H10). Come nel caso appena precedente, la stampa della linea di base del grande rettangolo centrale che contiene la Vignetta, risulta debolmente marcata, in particolar modo nella sua porzione destra. Il dettaglio Dt350 è comunque perfettamente visibile.
Nell'immagine che segue riportiamo una composizione grafica relizzata per mettere a confronto le porzioni centrali inferiori dei tre francobolli del valore da 1 quattrino nella varietà P4 (H10) mostrati in precedenza. Vogliamo in questo modo far notare alcuni particolari che differenziano il primo in alto, dagli altri due esemplari.
Dall'osservazione delle micro-caratteristiche appena elencate si deduce che, molto probabilmente, il francobollo centrale e quello in basso furono stampati con lo stesso stereotipo per il tassello del valore, diverso da quello utilizzato per la stampa di quello in alto e quindi, verosimilmente il francobollo centrale e quello in basso furono stampati nell'ambito della stessa tiratura, diversa da quella in cui fu stampato quello in alto.
Questa varietà è caratterizzata da un marcato arrotondamento dello Spigolo 3 (in alto a destra), che può assumere forme leggermente diverse, ma in generale non si discostano troppo da quella rappresentata nella figura 7 che segue, deformazione che abbiamo denominato come Dt351.
Nella figura 8 che segue riportiamo una coppia orizzontale del valore da 1 crazia su filigrana del Secondo Tipo dai margini molto ampi, annullata in nero con due impronte molto leggere di un datario circolare a banderuola. Il francobollo di sinistra della coppia è evidentemente nella varietà P4 (H10) come dimostrato dalla presenza del dettaglio Dt350, mentre quello di destra è un esempio della varietà C38 (E10) che abbiamo appena descritto, fatto dimostrato dalla presenza del dettaglio Dt351. Il francobollo di destra è interessato nella sua porzione in basso a destra da una leggera piega naturale della carta, intervenuta al momento della stampa, caratteristica talvolta riscontrabile nei francobolli stampati dagli Antichi Stati Italiani, a causa della relativa rudimentalità dei metodi di produzione. In questo caso si tratta di una piega extra-filigrana, ovvero che si origina al di fuori ed indipendentemente dalle linee della filigrana.
Nella figura 9 che segue riportiamo una seconda coppia orizzontale di francobolli del valore da 1 crazia su filigrana del Secondo Tipo, annullata in nero nel 1957 con una singola impronta di un datario circolare di Castiglion della Pescaja. Avevamo già mostrato questo pezzo in una precedente pubblicazione, dove si era ricostruito un eccezionale caso di quartina impossibile in quanto attraversata da un interspazio di gruppo. Il margine superiore della coppia è incredibilmente ampio, tanto da mostrare tutto l'interspazio di gruppo presente su quel lato, oltre a gran parte del tassello del valore dei francobolli appartenenti alla riga più bassa del blocco superiore. I due francoboli che costituiscono la coppia sono nelle varietà P4 (H10) quello a sinsitra e C38 (E10) quello a destra, esattamente come osservato nel caso della precedente coppia.
Nella figura 10 che segue riportiamo una coppia orizzontale di francobolli del valore da 2 crazie su filigrana del Secondo Tipo annullata con due impronte di un bollo P.D. ombreggiato in rosso. Si noti come anche nel caso di questa coppia i francobolli mostrino i dettagli Dt350 quello a sinistra e Dt351 quello a destra, che identificano rispettivamente le varietà P4 (H10) e C38 (E10), esattamente come osservato per le precedenti due coppie.
Mostriamo infine l'ultimo pezzo di questo articolo, un multiplo orizzontale di cinque esemplari del valore da 2 crazie, annullato con un datario circolare a Manciano, impronta questa apposta in modo perfetto ad interessare in primi due francobolli a sinsitra, e con dodici tratti obliqui vergati a penna gli altri tre esemplari, sempre in nero. La striscia proviene dalla raccolta assemblata dal famoso collezionista Alfred Caspary e dissolta a New York nel 1957, di cui rappresentava il lotto numero 495 . Il pezzo era in origine un multiplo di sei esemplari, che, a causa del vandalismo miope e poco lungimirante tipico di alcuni commercianti dell'epoca, fu successivamente menomato privandolo dell'esemplare all'estrema destra, francobollo che recava tracce di un bollo PER CONSEGNA. Nei francobolli possiamo facilmente riconoscere i dettagli Dt350 nel primo esemplare a sinsitra e Dt351 nel secondo esemplare da destra. A differenza delle tre precedenti coppie, in questo multiplo le due varietà P4 (H10) e C38 (E10) risultano sempre sulla stessa riga, la prima alla sinistra della seconda, ma non più appaiate, bensì intramezzate da due francobolli diversi.
I primi tre francobolli da sinistra della striscia sono del tipo fil-let, ovvero mostrano tracce della dicitura 'II E RR POSTE TOSCANE' nella filigrana, come mostrato nella composizione grafica di figura 12.
Si riconoscono gran parte del secondo carattere 'R' e un tratto del carattere 'P' e la filigrana risulta nella configurazione AS-BD. Utilizando la tavola di riferimento S05 si può risalire alle posizioni occupate dai francobolli nel quadro di stampa, ovvero le 90, 91, 92, 93 e 94, come dimostrato in figura 13.
Con questa pubblicazione abbiamo descritto due varietà degli stereotipi della vignetta utilizzati per la produzione dei francobolli granducali di Toscana, la P4 (H10) caratterizzata dal dettaglio Dt350 f1 e la C38 (E10) caratterizzata dal dettaglio Dt351 f7. Abbiamo riportato 4 esempi di francobolli tutti su filigrana del Secondo Tipo nella varietà P4 (H10) singoli, 1 del valore da 4 crazie su frammento f2 e 3 del valore da 1 quattrino f3, f4, f5 . Abbiamo mostrato 3 coppie orizzontali, 2 del valore da 1 crazia su filigrana del Secondo Tipo f8, f9 e 1 del valore da 2 crazie f10 sempre su filigrana del Secondo Tipo, in cui le due varietà appaiono accoppiate con la prima alla sinistra della seconda, esempio di ricorrenza di posizione relativa di varietà. Abbiamo riportato il caso di un multiplo orizzontale di cinque esemplari del valore da 2 crazie su filigrana del Secondo Tipo del tipo fil-let f11, i cui francobolli occupavano le posizioni 90, 91, 92, 93 e 94 del quadro di stampa f13, ovvero giacevano sulla prima riga in alto del blocco centrale da 80 esemplari. La striscia contiene francobolli nelle varietà discusse, ovvero la P4 (H10) in posizione 90 e la C38 E10) in posizione 93. Abbiamo colto l'occasione della discussione della varietà P4 (H10) per descrivere in dettaglio uno dei francobolli più belli e di Qualità più elevata del panorama filatelico di Toscana, nonché di tutti gli Antichi Stati Italiani, un valore da 1 quattrino caratterizzato da margini egregi, sorprendentemente ampi, regolari, centrati e dal particolare e decisamente raro annullo in azzurro 1QII. Da notare infine che le varietà discusse in questa pubblicazione, ricorrono con una certa frequenza in posizione sottostante ad un interspazio di gruppo, che in almeno un caso sappiamo essere per certo quello superiore f13.
© Tiziano Nocentini 2025 Riferimenti 1. Granducato di Toscana - I francobolli e le varità di cliché, Emilio Calcagno, Vittorio Morani, 2014, edizioni Unificato 2. Il Marzocco e i difetti costanti, Luigi Guido, 2019, edizione privata 3. Sito di riferimento per la Filatelia Toscana: I Cinquecento Leoni di Toscana, 2023, Webmaster: Tiziano Nocentini
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