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L’invio della corrispondenza transfrontaliera in tempi del colera

Thomas Mathà (ASPoT)

Le "divise uniformi" degli impiegati
delle Poste Granducali - 1835

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La presente lettera è una rara testimonianza diretta sulle problematiche nell’invio delle corrispondenze epistolari in tempi del colera. Come è noto, nonostante le epidemie la posta funzionava regolarmente e veniva disinfettata, ma ci sono eccezioni come queste, frequenti soprattutto quando la lettera doveva essere spedita oltre frontiera.

La lettera è scritta il 1° dicembre 1836 dal Cardinale Luciani che invia al Vicario Generale di Orbetello due Brevi, ma evidentemente non poteva (o non voleva) farlo affidando la missiva alla posta pontificia della Capitale.

Nella lettera infatti il mittente informava il suo corrispondente che “il colera è a Sora 15 miglia lontano da Frosinone, so da Roma mi vedete che siamo vicini, raccomandiamoci a Dio, e tiriamo avanti.

E, proseguiva, “Qui si fanno gran preparazioni pel Colera, Ospedali, collette di danaro alle quali sono alla testa civica 150 signori. Il Papa ha messo a disposizione di tale straordinaria sovvenzione, del suo peculio particolare una vistosissima somma. Il male è anche ai confini della parte di Napoli. Il presente piego qui per diritto d’impostatura, importa baj:20 per curiosità, ditemi quanto costa a voi per riceverlo. La posta è qui vincolata l’altrettanto da qualche tempo a questa parte.”

Il mittente, successivamente alla chiusura della lettera, aveva deciso di non spedirla tramite la posta di Stato (leggiamo che sarebbe costata 20 bajocchi, ovvero quattro volte il diritto di impostazione, per una lettera del peso di un’oncia pontificia), in ogni modo è giunta privatamente al confine toscano dopo Acquapendente, che era l’ufficio pontificio di scambio con Radicofani.

Questa decisione potrebbe essere stata presa per questioni legate al problema dell’epidemia. Una volta giunta in terra toscana l’ufficio di Radicofani accettava la lettera, apponendo il timbro RADICOFANI (Catalogo ASPOT n. 4) e segnava il peso di ¾ di once (conteneva infatti due Brevi) e la tassa di 8 crazie. Arrivava a destinazione solo 12 giorni dopo, il 12 dicembre, come risulta dal bollo d’arrivo sul retro (che però non è da trovare nel catalogo ASPOT sui bolli prefilatelici toscani).

 

Thomas Mathà (ASPoT)
28-02-2024


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