il tramonto di un regno









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il tramonto di un regno


di Giancarlo MAGNONI

12° Periodo dal 16 0ttobre 1944 al 26 aprile 1945.
Territorio a sud della linea del fuoco: A.M.G./A.C. E LUOGOTENENZA

Ventunesima parte dal 13 al 16 aprile 1945
 


venerdì 13 aprile 1945

GLI ALLEATI E LA RESISTENZA
Gli Alleati cercano di evitare l’insurrezione armata al Nord. Mark Clark trasmette oggi da Firenze un avvertimento urgente ai partigiani: “Voi siete preparati a combattere, ma il momento della vostra concertata azione non è ancora giunto. Nessuna formazione partigiana foranea deve spostarsi dalla sua zona operativa senza l’autorizzazione del Comando supremo alleato”. Simultaneamente, da un paesino a sud di Napoli, l’ufficiale Alberto Materazzi dell’Ufficio operativo al Quartier generale delle forze alleate, invia istruzioni alle venticinque squadre dell’Office of Strategic Services (OSS), già pronte all’azione nei boschi e nelle montagne: “Conforme a ordini del Quartier generale alleato è desiderio degli Alleati di catturare vivo Mussolini. Notificare a questo Quartier generale se è stato catturato e tenerlo sotto protezione fino all’arrivo delle truppe alleate”.
A poche ore di distanza dal comunicato del generale Clark, da Roma, il capo dei comunisti, Palmiro Togliatti, telegrafa a Longo: Il nuovo ordine del generale Clark non è stato emanato con l’accordo del governo né nostro. Tale ordine del giorno non corrisponde agli interessi del popolo. E’ nostro interesse vitale che l’armata nazionale e il popoli si sollevino in un’unica lotta per la distruzione dei nazifascismi prima della venuta degli Alleati…Scegliete voi stessi il momento dell’insurrezione!…”.
L’insurrezione armata dovrà avere luogo nonostante le disposizioni degli Alleati. Luigi Longo dirama immediatamente l’ordine: “Nessun lasciapassare, nessun ponte d’oro a chi se ne va, ma guerra di sterminio”. Come patrioti, anche gli altri membri della sinistra vedono la necessità di dimostrare che non dipendono più dagli Alleati, ma sono loro uguali e collaboratori. Sandro Pertini commenta: “Non siamo loro servi. Uccidere Mussolini sarà asserire la nostra indipendenza”.

DAL DIARIO DI PUNTONI
“Roosvelt è morto proprio alla fine della guerra: in questi giorni infatti la situazione militare della Germania va declinando paurosamente. Russi e americani stringono dappresso Berlino e le loro avanguardie distano l’una dall’altra appena 150 chilometri. E’ evidente il proposito di congiungersi nella capitale del Reich”.

BOMBARDAMENTI ALLEATI
Un violentissimo bombardamento (alle 21) distrugge gran parte di Portomaggiore (FE). Nella notte sul 13, 57 aerei del 208° Group della RAF attaccano nella zona di Argenta (FE).

FRONTE ITALIANO
Azioni dei partigiani a sostegno degli alleati.

Vidiciatico (BO) il 13 aprile – In mano alleata dal 1° ottobre 1944.

Nella foto: i partigiani della Divisione Modena ascoltano le istruzioni per la prossima azione (Linea Gotica).

Attacco ad Alba (CN).

A Modena le formazioni partigiane scatenano la battaglia per le strade bloccando fin d’ora le principali via di ritirata alle truppe tedesche impegnate sul fronte.

Praticamente la zona Appennini modenesi – Liguria è già in movimento prima del dilagare delle forze alleate nella pianura Padana e dello sfondamento ad Argenta (1).
………..
(1) Che avverrà il 17.

Provincia di Parma – Continuano gli attacchi partigiani nella valle del Taro.

Nella provincia di Reggio Emilia i tedeschi vengono inchiodati a Montecagno. Dirottano allora per Villaminozzo, incendiando parecchie case; infine, per la forte reazione incontrata, si eclissano lasciando sul terreno un centinaio fra morti e feriti. Perdite dei partigiani: un morto, sette feriti, tre dispersi. La centrale di Ligonchio è stata salvata.

Settore Tirrenico
Le batterie tedesche di La Spezia sottopongono Carrara e Massa a un potente e disastroso cannoneggiamento. Le truppe alleate entrano in Avenza, Castelpoggio e Sorgnano in provincia di Apuania (Massa).

Settore Centrale
Il Comando della V Armata USA è costretto a rimandare ulteriormente gli sviluppi della sua offensiva a causa del persistere delle condizioni atmosferiche sfavorevoli.
Le truppe alleate entrano in Bubano, Il Castello, Linaro, Maglio, Pieve di Sant’Andrea, Sassatelli e Spezzate Sassatelli in provincia di Bologna.

Settore Adriatico
Inizia la battaglia di Argenta – Il XIII Corpo e i polacchi espandono la testa di ponte oltre il fiume Santerno, attraversano il Sillaro e si spingono combattendo verso Bologna. Distruzione di Roncale.
Le truppe alleate entrano in Chiesanuova, La Frascata, La Turchia, Lavezzola e Villa Serraglio in provincia di Ravenna.



STORIA POSTALE del 13 aprile
 

 

Due diversi completamenti di tariffa su una cartolina postale da 0,25: quella di sinistra è un raro uso di cartolina Imperiale, quella a destra è una VINCEREMO.

 

Rara lettera per gli USA con un completamento di affrancatura con uso di un segnatasse da 1,00 e un piego manoscritti regolarmente affrancata 2,40.
 

 

 

 

 

Raro uso in Luogotenenza di cartolina postale 0,75 Imperiale per la Svizzera. Censura 0046 Military Censorship Civil Mail.

 

 

 

 

 

Lettera semplice da Enna a Roma con due coppie del 0,50 Imperiale PM e un piego manoscritti affrancato 4,60 anziché 4,80 e tassato in arrivo di 0,40 con una quartina di 0,10 Imperiale usati come segnatasse
 

 

sabato 14 aprile 1945

TRATTATIVE IN SVIZZERA PER LA RESA TEDESCA
Wolff
informa riservatamente Borghese, comandante della indipendente X Mas, che le truppe tedesche si ritireranno quanto prima e chiede che la Decima non le ostacoli. Borghese accetta ma pone delle condizioni: i tedeschi devono rinunziare alla distruzione di impianti industriali a Torino e Milano e dei porti di Genova, Trieste e Venezia. Trova in Wolff la massima disponibilità perché non sa che il generale ha già dato disposizioni in tal senso proprio a seguito delle trattative di resa che Borghese ignora.

DAL DIARIO DI PUNTONI
“Ore tristi per i sovrani!
I giornali della sera a Roma portano la notizia che in un campo di concentramento tedesco, in seguito a bombardamento aereo, sarebbe stata gravemente ferita , e successivamente deceduta, S.A.R. la Principessa Mafalda. Me ne ha informato telefonicamente il generale Infante per incarico di S.A.R. il Principe di Piemonte, affinché i Sovrani ne fossero preavvisati e non leggessero la tremenda notizia sui giornali. D’altra parte Infante non attribuisce alla notizia un serio fondamento. Ne parlo al Re il quale come sempre, con la sua grande forza di volontà, non lascia trapelare alcun turbamento: continua a parlare con me e con De Buzzeccarini e soltanto dopo un quarto d’ora si avvia al piano superiore. Evidentemente è andato a parlarne subito con la Regina perché ella mi ha subito mandato a chiamare per conoscere l’esatto tono della comunicazione fattami da Infante. E’ molto allarmata e grandemente depressa. Tanto il Re che io cerchiamo di infonderle speranze che, in realtà esistono poiché più di una volta sono state divulgate notizie del genere sul conto dei membri della Famiglia Reale che sono poi risultate inventate di sana pianta. Più tardi la regina ha telefonato personalmente al figlio per avere ulteriori possibili notizie”.

DAL DIARIO DI MACMILLAN
Napoli
– “Ieri abbiamo avuto notizia che il presidente Roosvelt è morto. E’ chiaro che avevo sentito che la sua salute era andata peggiorando e tutti se ne sono accorti a Yalta. Inoltre, la pubblicazione di una foto del presidente con Churchill e Stalin aveva fatto una grande impressione, dato che si vedeva benissimo quanto il presidente fosse debole e smagrito. E’ però vero che la sua morte improvvisa ha causato un grande e doloroso stupore: è scomparso un grandissimo capo sia per gli Stati Uniti sia per la Gran Bretagna. (…)”

FRONTE ITALIANO
Azioni dei partigiani a sostegno degli alleati
Provincia di Parma – Continuano gli attacchi partigiani nella valle del Taro.

Settore Tirrenico

Il IV Corpo attacca. Le truppe alleate entrano in Fontia e Fossola in provincia di Apuania (Massa).

Settore Centrale
Alla fine, dopo vari ritardi dovuti al maltempo, la V Armata può lanciare le sue unità nell’offensiva finale contro le truppe tedesche in Italia, costituite, nel settore americano, dal XIV Corpo corazzato della XIV Armata di Lemelsen. Questo giorno rappresenta il preludio del gran finale dell’ultima battaglia in Italia e la fine delle forze nazifasciste. Il piano della V Armata prevede uno sfasamento nel tempo tra l’attacco del IV° Corpo e quello del II°. L’azione deve avere una durata decrescente da ovest verso est per consentire al IV Corpo di portarsi alla stessa altezza del II; entrambi i corpi dovranno poi procedere affiancati verso la Pianura Padana e portarsi alla stessa altezza del gruppo da combattimento italiano Legnano; successivamente tutte le unità del II Corpo procederanno alla conquista di Bologna. I tedeschi rispondono con lo spostamento della 1^ divisione paracadutisti e della 29^ corazzata. Ai colpi degli “shrapnhels” tedeschi si uniscono quelli dei pezzi da 20 mm su Baccanello e dei “nebelwefer” a Cà del Vento e Cà Volpiere, ove vigilano i fanti del 68° rgt. fanteria Legnano. A queste azioni , gli alleati rispondono con massicci concentramenti di artiglieria e di mortai, che sconvolgono il terreno conteso. La “terra di nessuno” è ridotta a pochi metri. La 10^ divisione da montagna compie buoni progressi (vedi cartina).
Le truppe alleate entrano in Cantalupo Selice, Dozza, Fiuno, Imola (i Polacchi), Pera, Piratello, Ponte Santo, San Martino in Pedriolo, Tombe e Vidiuno in provincia di Bologna e in Montese (MO).

Settore Adriatico
Prosegue la battaglia intorno ad Argenta (vedi cartina)




STORIA POSTALE del 14 aprile
 

Lettera espressa regolarmente affrancata 7,00 e una cartolina 0,30 VINCEREMO usata come Ricevuta di Ritorno.

 

domenica 15 aprile 1945

TRATTATIVE IN SVIZZERA PER LA RESA TEDESCA
Incontro a Lucerna fra Husmann, Waibel e Zimmer con Barnes, collaboratore di Dulles che, con Von Gaevernitz che si è dovuto recare in Francia. Zimmer ha con se una lettera di Wolff per Dulles nella quale esprime le condoglianze per la morte di Roosvelt e dichiara di non poter prevedere le conseguenze al corso degli avvenimenti in seguito a tale morte. In ogni modo si può contare su di lui per il mantenimento delle proprie promesse. Molto preoccupato per gli ostacoli che ancora impediscono una rapida conclusione della resa, Wolff dichiara che sta cercando, con ogni mezzo, di accelerare l’azione. Avverte anche i negoziatori che la linea di confine tra il gruppo d’armata C e il gruppo F (colonnello generale Lohr), contro il quale stanno combattendo accanitamente i partigiani jugoslavi, ora è stata spostata sull’Isonzo; così l’intera zona d’operazioni “Adriatico” non rientra più nel settore affidato a Vietinghoff e quindi, eventualmente non coinvolto nel cessate il fuoco a seguito della resa del gruppo di armate C.
Wolff, pertanto, consiglia uno sbarco nella zona tra l’Isonzo e Pola; lo sbarco, così pensa Wolff, separerebbe i due gruppi d’armata, perciò in pratica il pericolo di un intervento dell’OKW in caso di capitolazione sarebbe scongiurato. Spera, contemporaneamente, che in questo modo il gruppo d’armata C non avrà sul proprio fianco est i Russi, nel momento che dovrà abbandonare la zona d’operazioni “Adriatico”. Il risultato più importante di uno sbarco alleato tra l’Isonzo e Pola, tuttavia, sarebbe a suo parere quello di rendere ancora più autonomo dal Reich il gruppo d’armata C, circostanza, questa, che dovrebbe rafforzare in von Vietinghoff la decisione di capitolare.
Mentre il generale era a Fasano, Himmler gli ha telefonato ordinandogli di andare al quartier generale del Fuhrer. Wolff gli ha risposto che la sua presenza a Fasano è indispensabile e che gli avrebbe inviato un corriere speciale; infatti gli ha scritto una lunga lettera, e un corriere, partito con l’aereo, l’ha recapitata a Himmler. Parrilli ha aspettato a Fasano per sapere se il corriere era stato ricevuto da Himmler; quando è giunta la notizia che l’arrivo a Berlino è stato regolare, ha lasciato Fasano convinto che tutto fosse sulla buona strada, anche perché Wolff gli ha dichiarato che per nessun motivo si sarebbe recato da Himmler. Wolff, nella lettera, ha comunicato al suo superiore di avere un buon canale di comunicazione con gli Alleati, e gli ha consigliato di venire. Qualora Himmler venisse a Fasano e creasse delle difficoltà, Wolff è deciso ad arrestarlo, ma in nessun caso andrà egli stesso da lui.

DAL DIARIO DI MACMILLAN
Roma - “(…) Alle quattro è venuto a trovarmi l’ammiraglio Stone (commissario capo). E’ rimasto da me un’ora circa e abbiamo passato in rassegna molte faccende italiane: dalla produzione di canapa all’eterna questione dei partigiani del Nord – Italia. Il vero nodo per quel che riguarda l’Italia Settentrionale consiste nel numero di fattori di cui non abbiamo conoscenza certa. Se sapessimo che i tedeschi intendono battersi contendendo ogni centimetro oppure finiscono per arrendersi in massa, sarebbe molto più facile per noi predisporre dei piani. Il mio parere è che succederà qualcosa che sta a mezzo delle due ipotesi ora formulate e cioè i tedeschi e le forze fasciste italiane potrebbero frammentarsi in due o più gruppi e gradualmente essere ridotte ad una situazione in cui il nerbo più duro di dette forze vorrà resistere ad oltranza per un certo tempo e poi finirà per cedere. Ma non possiamo esserne certi. E’ quanto mai probabile che se i tedeschi decidono di combattere fino all’ultimo, sarà impossibile farla finita senza concedere ulteriori forze al feldmaresciallo Alexander. Per il momento si prova ad ingaggiare la battaglia finale senza forze sufficienti, ma con il buon uso tattico della sua soverchiante aviazione e contando sulla superiorità nell’artiglieria e nelle munizioni, Alex può anche farcela. Sarebbe, tuttavia, un’impresa oltremodo notevole e noi dobbiamo, invece, essere pronti ad una soluzione che verrà solo più avanti nel tempo.
Tutti questi elementi di incertezza rendono arduo approntare un piano preciso sia sulle forze “irregolari” (partigiani) sia sulla linea politica da seguire.
Inoltre, ci siamo creati da noi stessi altre difficoltà col fatto che nel quartier generale alleato e nella commissione alleata c’è troppa gente di diversa “estrazione”: si tratta di persone che sono state chiamate a far parte di due organismi e che devono essere consultate, ma che vedono il problema da punti di vista molto diversi. Mi sono messo a scrivere un abbozzo di documento, esponendo le questioni che richiedono da noi una risposta e farò in modo che il capo di stato maggiore richieda un documento obiettivo in cui siano illustrati con chiarezza i piani approntati per far fronte ad eventualità diverse. E deve essere anche chiaro fino a che punto tali piani non siano in contrasto gli uni con gli altri e in quale misura hanno ricevuto l’approvazione finale del SACMED. (…)”.

FRONTE ITALIANO
Azioni dei partigiani a sostegno degli alleati
Piemonte, le brigate garibaldine del Monferrato, al comando di “Barbato” liberano Chieri e si portano a pochi chilometri da Torino. Nella zona a ovest della città sono concentrate due divisioni tedesche, la 5^ e la 34^, circa 35000 uomini agli ordini del generale Schlemmer, e in città i presidi tedeschi e fascisti sono asserragliati in edifici trasformati in vere e proprie fortezze.
Provincia di Parma – Continuano gli attacchi partigiani nella valle del Taro.

Settore Tirrenico
Fronte del Serchio – Mentre si sono svolti i violenti attacchi alleati alle posizioni tedesche sul litorale Versiliese – Apuano, questo settore si è mantenuto relativamente tranquillo. C’è stato solo un più intenso tiro di cannoni e un certo numero di incursioni aeree americane volte chiaramente ad impedire spostamenti di reparti nemici verso altri settori.
Le truppe alleate entrano in Cesano, Marinella di Sarzana e Ortonovo in provincia di La Spezia.

Settore Centrale
Nella notte sul 15 il fuoco alleato è di particolare durezza. Solo nel settore del II Corpo vengono sparati 80000 colpi di artilieria. La statale 65 (la Firenze – Bologna), nella zona di Pianoro, presenta l’aspetto di una zona vulcanica. Mentre il IV Corpo procede nei settori di Suzzano e di Vergato, nella notte sul 16 il II Corpo lancia l’attacco in direzione di Bologna, a est della statale 64, dopo un nuovo intenso bombardamento aereo. Partecipa all’attacco anche il gruppo da combattimento Legnano. Nelle retrovie il movimento è di intensità incredibile. Nella cartina la odierna posizione della linea del fuoco.
Le truppe alleate entrano in Casola Canina, Pizzo Gerrino, Sasso Morelli e Toscanella in provincia di Bologna.

Settore Adriatico
Le truppe in ritirata fanno saltare il ponte della ferrovia che unisce Fiume a Sussak.



STORIA POSTALE del 15 aprile

Non reperito alcun documento postale bollato dalle Poste in data odierna



lunedì 16 aprile 1945

TRATTATIVE IN SVIZZERA PER LA RESA TEDESCA
Oggi è un giorno nero per i mediatori svizzeri, e non soltanto perché la V Armata ha iniziato la grande offensiva, facendo sfumare l’ultima possibilità di impedire la lotta cruenta.
Alle 7 del mattino, Parrilli, tornato a Milano, è stato svegliato da una telefonata: gli viene annunciato che alle 8 un’auto passerà a prelevarlo per portarlo al quartier generale di Fasano. Appena giuntovi, Parrilli, viene ricevuto da Wenner il quale gli comunica che ieri, poco dopo la sua partenza, Himmler durante la notte ha telefonato tre volte, insistendo perché Wolff partisse immediatamente in volo per Berlino: proprio perché aveva dichiarato di avere questo canale di comunicazione con gli Alleati, Himmler e Hitler vogliono parlargli assolutamente. Dopo avere analizzata a fondo la situazione con lo stesso Wenner, Wolff ha deciso di partire di primo mattino per Monaco con un Fieseler – Storch; di qui, con un bombardiere, è volato a Berlino. Ha promesso di trasmettere regolarmente notizie a Fasano, stabilendo un sistema segreto per indicare se, al telefono, poteva parlare senza costrizioni: ogni volta inserirà nel discorso, in questo caso, la formula 2x2=4. Zimmer, rimasto al posto tedesco di Ponte Chiasso, è pronto a telefonare di tanto in tanto a Fasano per poi riferire le notizie, via via che arriveranno, agli amici svizzeri. Wenner ha anche consegnato a Parrilli il testamento lasciatogli da Wolff. La notizia ha lasciato Parrilli come annichilito e recatosi subito in Svizzera porta le cattive notizie a Husmann e Waibel. L’intera azione è messa in pericolo Come si può spiegare questo passo rischioso di Wolff? Parrilli da un resoconto dettagliato degli avvenimenti delle ultime ore.
La sera avviene un incontro Parrilli, Husmann, Waibel con Dulles, Von Gaevernitz (rientrati dalla Francia) e Barns. Così Parrilli mette al corrente Dulles degli ultimi avvenimenti: “Le porto cattive notizie, Wolff è a Berlino”. Ora non resta che aspettare per valutare lo sviluppo, ora così incerto, degli eventi. Seguono ore stressanti di attesa. Si teme possa scattare un’azione di Himmler. Se Himmler ha saputo delle trattative sono da aspettarsi misure per arrestare in Italia tutte le persone interessate.
Qualcuno inizia ad irritarsi sul conto di Wolff, tacciandolo di incostanza e di imprudenza. Waibel ne prende le difese: nessuno conosce Himmler meglio di Wolff, che ha lavorato molto tempo nella sua ristretta equipe e indubbiamente gode della simpatia del Reichfuhrer delle SS. Con il viaggio a Berlino, Wolff ha messo in gioco la propria vita; un uomo come lui non può averlo fatto alla leggera e, pertanto, i mediatori, dal rifugio sicuro, non hanno motivo di rimproverarlo. Devono, invece, stare calmi e aspettare.

DAL DIARIO DI PUNTONI
“Nessuna notizia rassicurante sulla sorte della Principessa Mafalda: anzi giornali e radio divulgano altri particolari che cerchiamo di non far giungere fino a Sua Maestà la Regina.
Il trasferimento a Napoli viene deciso per il 26 aprile”.

DAL DIARIO DI MACMILLAN
Roma
– “Alle nove, ho visto il signor (Pietro) Longhi (presidente super partes del CLNAI che sta a Milano. E’ un banchiere; grasso, gioviale, amabile. Ha studiato alla London University e mi è sembrato un uomo di buon senso e di forti sentimenti patriottici, che non si dà delle arie come è usuale negli italiani, ed è anzi privo di quelle capitali caratteristiche italiane che sono la boria, il parlare a vanvera e la vanità arrogante. Sta di fatto che mi ha fatto una buona impressione. Insomma (anche se non del tutto) pare un inglese. Non mi ha nascosto i suoi timori. Ma ha reputato che la cosa migliore sia far buon viso alla situazione e cercare piuttosto di moderare che di scartare l’estrema sinistra. Ad ogni modo, i comunisti preferirebbero liberarsi di lui. Mi ha poi dato alcuni utili consigli circa la linea da tenere se vogliamo, a liberazione avvenuta, trovare come intenderci con i “partigiani”. Il problema principale – al solito! – sarà il loro disarmo. Longhi non intende continuare a stare in politica, ma vuole tornare ai suoi affari. Peccato! E gliel’ho anche detto. Dopo che se ne è andato, ho avuto un colloquio, per mia iniziativa, con diversi esponenti della commissione alleata. Stiamo facendo progressi, ma molto resta da fare. Mia intenzione è quella di aumentare il numero delle ditte italiane impiegate: da quattro attuali ad almeno dodici. (…)”.

FRONTE ITALIANO
Azioni dei partigiani a sostegno degli alleati
Provincia di Parma – Continuano gli attacchi partigiani nella valle del Taro.

Settore Tirrenico
Entra in agitazione anche il fronte del Serchio (Garfagnana). Un vivace fuoco di cannoni e di mortai viene indirizzato sulle posizioni americane, allo scopo di ritardarne l’attacco e a protezione della manovra di sganciamento ormai in atto. I fanti negri del 370° possono occupare Flattone.
Le truppe alleate entrano in Nicola (SP).

Settore Centrale
La muraglia difensiva tedesca comincia a risentire dei colpi degli alleati. La 6^ divisione corazzata sudafricana avanza sulla destra del fiume Reno e i suoi carri conquistano Monte Sole. Nella traccia creata di fresco si precipitano la 91^ e la 34^ divisioni americane.
Le truppe alleate entrano in Fantuzza, Giardino, Portonovo, Sesto Imolese, Trentola, Vergato e Buda in provincia di Bologna.

Settore Adriatico
Continua l’offensiva verso la pianura padana. Le truppe alleate entrano in Campotto (RA).




STORIA POSTALE del 16 aprile
 

 

Cartolina postale VINCEREMO 0,30 regolarmente affrancata 1,20 e cartolina postale 0,60 Re paglierino raccomandata da Roma a Firenze

 

Lettera semplice inviata da Compagnatico (GR)a un internato civile di Padula con bollo censura U. S. Army P/W Examiner e una cartolina di Avviso Ricevimento per l’ospedale S. Maria Nuova di Firenze regolarmente affrancata 2,00

 

Una raccomandata 7,00 da Pescara a Portici (NA) e una lettera Via Aerea da Iglesias (CA) a Roma con bollo di visti censura ACS di Cagliari.
 


 

 

 

 

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