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Il catalogo delle Affrancature Meccaniche
del Regno d'Italia e Occupazioni 1927-1943
di Sergio De Benedictis

Al pari di ogni ambito collezionistico la Filatelia non è da meno nel presentare all’utenza sia essa neofita o altamente specializzata, dei cataloghi che possano servire da guida per il confronto con la propria collezione e da studio per le ulteriori acquisizioni.

Ecco quindi che abbiamo cataloghi d’asta, confezionati a tale scopo e che, se pur limitati all’evento per cui sono stati creati, sono conservati e tenuti in gran considerazione per lo studio ed il confronto.
Un riferimento per commercianti e collezionisti sono poi i cataloghi di tutto quello che è stato edito da parte delle Amministrazioni Postali e dai privati e soggetto quindi a collezione, con informazioni tecniche ma, soprattutto, con le relative quotazioni di mercato, da sempre criticate per la loro scarsa aderenza alle reali contrattazioni di vendita.

Impresa ardua è poi stilare quei cataloghi che riportano annullamenti e bolli accessori, per la loro estrema eterogeneità, dovuta ad una scarsa standardizzazione.

Comunque ogniqualvolta intorno ad una collezione è nato un interesse sia di studio che commerciale, sono nati uno o più cataloghi che negli anni sono diventati un punto di riferimento, riuscendo anche a mantenere una revisione costante dei loro contenuti.

Anche le nostre affrancature meccaniche possono vantare i loro cataloghi ma, lo scarso (c’è da dire meno male) “appeal commerciale”, ha fatto sì che gli stessi abbiano quasi sempre avuto una realizzazione “artigianale”. E usiamo questo termine nella sua accezione più nobile, cioè di prodotto nato da una lunga esperienza sul campo, essenziale ma non per questo incompleto nelle sue informazioni, realizzato con cura ma in economia.

Esempi di tutto questo ne abbiamo avuti all’estero (1) (2) (3) mentre in Italia, grazie all’alta competenza dei suoi soci, tutto è sempre gravitato intorno all’AICAM, l’associazione che raccoglie i collezionisti del settore. Nella sua lunga esistenza il sodalizio è riuscito a pubblicare più di 400 monografie (4) che rappresentano un riferimento imprescindibile per ogni collezionista di A.M.

Una scorsa all’elenco ci porta ad affermare che molte di esse sono a tutti gli effetti dei cataloghi, di natura tematica quando vengono classificati i loghi dell’impronta, di natura tecnica e postale quando vengono analizzati punzoni di stato e datari; molte di queste pubblicazioni portano le firme dei grandi Maestri del passato.

L’utilizzo in Italia dell’affrancatura meccanica in ambito postale, come è noto, ha data 26 giugno 1927 alle Esposizioni Riunite del Littoriale, a Bologna, anche se il Regio Decreto autorizzativo risale al 24 luglio 1926. Quindi nasce e si sviluppa negli anni del “regime” ed i pezzi raccolti sono anche una testimonianza storica degli accadimenti di quegli anni. Possiamo quindi senz’altro dire che sono le affrancature meccaniche del Regno quelle che per i collezionisti rivestono maggior fascino.

Ecco quindi che un grande collezionista come Albano Parini, grazie all’esperienza accumulata negli anni ed alla sua ricca collezione, dette alle stampe nel 2004, grazie anche alla collaborazione dell’Associazione Filatelica e Numismatica Bolognese, un testo che possiamo considerare il primo catalogo di affrancature meccaniche: “Studio delle Affrancature Meccaniche del Regno Italia e Occupazioni 1927-1943”.

 

L’autore fu in assoluto il primo, salvo smentite, che si propose di creare una codifica che potesse permettere a tutti i collezionisti di classificare i propri pezzi, di utilizzare un linguaggio comune negli scambi, di aggiungere nel tempo nuovi ritrovamenti.

Negli anni successivi, per svariati motivi, l’opera, pur avendo larga diffusione, limitatamente alla platea dei collezionisti a cui si rivolgeva, non ebbe ristampe per cui venne meno una delle caratteristiche principali di un catalogo: il suo aggiornamento.

Ma i progressi dell’informatica e del web permisero ad un altro valente socio, Roberto Di Casola, di prendere in carico il Catalogo e di pubblicarlo in rete, apportando correzioni ed aggiunte ma soprattutto rendendolo fruibile e scaricabile gratuitamente a tutti.

In realtà lui fece molto di più allargando i suoi interessi ed i suoi scritti anche al periodo successivo di Repubblica e ad una analisi e classificazione puntuale anche delle varie ditte costruttrici operanti nel settore. Ma come direbbe qualcuno … questa è un’altra storia!

Dobbiamo dare atto che non fu da parte sua disconosciuto il lavoro precedente, riportando il Parini come co-autore e citando altri valenti “meccanofili”, come collaboratori. Riportiamo il frontespizio della prima stesura on-line.


Per comodità di lettura e per un più veloce download l’intera Enciclopedia fu divisa raggruppando insieme più provincie in ordine alfabetico.

Riportiamo integralmente ciò che il Di Casola scrive nell’introduzione, riproposta immutata anche nelle successive versioni:

“Questa Enciclopedia illustrata non sostituisce lo Studio delle affrancature meccaniche del Regno elaborato da Albano Parini ma, partendo da questo, vuole illustrare tutte le AM del Regno nelle varie versioni note e con l’aggiunta del numero di catalogo secondo il criterio della catalogazione a suo tempo elaborata. Essendo allestito in forma digitale, permetterà a tutti gli interessati di disporre di una base atta a ricevere ulteriori ritrovamenti che vi chiedo di segnalarmi.

Progetto ambizioso il suo vista l’enfasi riportata sulla parola “tutte”.

Dall’introduzione dell’ultima versione rileviamo, in maniera più precisa, che ora le pagine ammontano a 1884 e contengono un totale di impronte censite (cioè note) pari a 8910 di cui 7218 con relativa immagine.

Ma oltre che nel numero di impronte censite, di quali altre informazioni si sono arricchite le varie edizioni?

Se prendiamo ad esempio una pagina del primo lavoro di Parini


Vediamo che l’autore ha codificato i pezzi inserendo un codice a 6 caratteri: le prime due lettere identificano la provincia, le successive due cifre stanno ad indicare la prima data (anno) conosciuta e le ultime due cifre un progressivo all’interno dell’anno. Abbiamo a volte in presenza di piccole varianti dei sottotipi indicati con una lettera in minuscolo. Completano le informazioni la sigla della macchina affrancatrice, il modello e, dove noto, il numero di matricola.

Che cosa ha aggiunto la successiva rielaborazione di Roberto Di Casola


E’ facile notare un secondo codice a tre cifre accanto alla sigla della macchina affrancatrice. Quale informazione aggiuntiva ci fornisce?
Per capirlo è necessario far riferimento ad un altro lavoro pubblicato dall’AICAM, redatto dallo stesso Di Casola insieme a tre soci di spicco del sodalizio, una sorta di catalogo specializzato.

Non possiamo in questa breve presentazione illustrare le basi dello studio affrontato. Diremo solo che da quelle tre cifre è possibile evincere la tipologia del punzone di Stato, così come riportato nel titolo da 1 a 7, il tipo di datario e le cifre del valore dell’affrancatura. Maggiori informazioni le fornisce a volte anche una ulteriore lettera. Riteniamo quindi utile, ma non indispensabile, anche quest’altra pubblicazione più specialistica se si vuole effettuare una catalogazione più puntuale.



 

Per quanto ci è noto e basandoci sull’indicazione degli anni riportati in calce alle varie stesure, dalla prima versione che riporta gli anni 2014/2015, Roberto Di Casola ha provveduto a ripubblicare aggiornamenti sino al 2016. Non è facile quantificare, se ci sono state, eventuali modifiche ed aggiunte in quanto le riemissioni hanno sempre contemplato una sovrapposizione alla precedente, ma possiamo rilevare che rispetto alla prima edizione, che catalogava 1584 pagine, siamo passati alle 1700 della seconda.

Avendo successivamente il Di Casola chiuso il suo sito web, l’Enciclopedia è stata presa in carico dalla stessa A.I.C.A.M. che in due riprese (2018 e 2019) ha offerto ai suoi soci a pagamento (il prezzo copre solo i costi del supporto) i relativi pdf su chiavetta usb, lasciando comunque Roberto Di Casola come referente per gli aggiornamenti. Le successive versioni con gli aggiornamenti vengono fornite gratuitamente previa riconsegna della vecchia chiavetta in cambio della nuova.


Il costo è di 12€ + spese postali e può essere richiesta a info@aicam.org

Per completezza riportiamo che in queste nuove versioni risulta tra i collaboratori Giovanni Camerone.

La nostra opinione è che forse una maggior diffusione del catalogo anche al di fuori dell’ambito AICAM potrebbe incrementare sensibilmente il ritrovamento di nuove impronte. La nostra esperienza ci porta a credere che ci siano tanti “postalisti” che tra i loro pezzi annoverano, anche se sepolte in chissà quale “scatola di scarpe”, affrancature meccaniche ancora non censite o riportanti prima o ultima data diversa dal range ora conosciuto.

Ecco quindi nascere la nostra proposta: quella di offrire una piattaforma web in cui poter segnalare i nuovi ritrovamenti, il tutto in perfetta sintonia e collaborazione con l’AICAM stessa. Ci conforta in tal senso una analoga iniziativa che ha visto su queste stesse pagine la segnalazione di nuovi ritrovamenti, anche qui rispetto ad un catalogo già pubblicato, e che riguardava le impronte postali note con il termine di “tondo-riquadrati”.

Questa rubrica, in pochi anni, ha prodotto 382 nuovi ritrovamenti (oltre a circa 600 prime ed ultime date), mentre almeno altre 150-200 segnalazioni sono all’esame di Daniele Prudenzano, il curatore della rubrica e autore di “IL NUOVO GAGGERO - Catalogo dei bolli tondo-riquadrati del Regno d’Italia”, ristampato nel 2016, dalle Edizioni Vaccari.

La stessa ha permesso a molti collezionisti la riscoperta di questi bolli che, oramai privi di qualsiasi interesse, erano stati relegati in cassetti bui o in anonime scatole da scarpe.
Lo stesso invito rivolgiamo anche in questa occasione, sicuri nella collaborazione dei tanti lettori.

Si apre la stagione di caccia e in bocca al lupo a tutti!

 


(1) - https://en.wikibooks.org/wiki/International_Postage_Meter_Stamp_Catalog
(2) - J.A. Hawkins, R. StambaughGoodyear, The international Postage Meter Stamp Catalog, Ariz. 2005
(3) - S.D. Barfoot, Werner Simon, The meter postage stamp catalogue
(4) - http://www.aicam.org/pub00.html

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