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  Arezzo - Pratovecchio - Stia:
la linea ferroviaria, le corrispondenze, gli orari, il biglietto
di Roberto Monticini

PERCORSO: Ferrovie dell'aretino > questa pagina > catalogo dei bolli dei messaggeri collettori

Il Consorzio, costituito dai Comuni del Casentino e dalla Provincia di Arezzo, il 9 ottobre 1881 presenta domanda di concessione per la costruzione e l'esercizio di una linea ferroviaria a scartamento ridotto tra Arezzo e Stia. Con Regio Decreto viene approvata il 29 aprile 1883.



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Nel luglio dello stesso anno il Consorzio cede la concessione alla "Società Veneta per la Costruzione ed Esercizio di Ferrovie secondarie Italiana" purché la ferrovia venga costruita a scartamento normale; i lavori si sarebbero dovuti concludere entro il 29 aprile 1889 ossia 6 anni dopo il decreto di concessione.
Un nuovo decreto ministeriale il 21 luglio 1885 approva il nuovo progetto di linea ferroviaria a scartamento normale e, solo dopo 3 anni, il 12 agosto 1888 l'intera linea fu aperta all'esercizio: il tronco misurava 44,3 km, la costruzione era stata suddivisa in tre lotti: Arezzo – Subbiano, Subbiano – Bibbiena e Bibbiena – Stia. E' bene sottolineare che la linea doveva essere attivata entro il 29 aprile 1889 ed invece fu aperta il 12 agosto 1888, quindi in largo anticipo sulla data prevista.

27/11/1886 Avviso del Comune di Poppi relatico al piano particolareggiato di
esecuzione del 5° tronco sezione 2° della ferrovia Arezzo - Stia, in Comune di Poppi

Per percorrere l'intera linea occorrevano quasi due ore, il tragitto interessava le seguenti stazioni e caselli (con fermata): Arezzo – Puglia/Ceciliano – Giovi – Marcena – Capolona – Subbiano – Calbenzano – S. Mama – Rassina – Bibbiena – Poppi – Porrena/Strada – Pratovecchio/Stia. Le stazioni erano collegate dal telegrafo Morse.

Il Servizio di posta lungo la strada ferrata è contemplato agli artt. 17-18 della Convenzione, mentre gli art. 19-20 e 21 regolamentano la costruzione della linea telegrafica e la trasmissione dei telegrammi.





Gli eventi bellici limitarono la percorribilità fino dalla fine del 1943 (la stazione di Arezzo fu bombardata il 2 dicembre) e durante la ritirata, nella primavera del 1944, le truppe tedesche distrussero quasi completamente il materiale rotabile e gli impianti fissi, il 20 giugno 1944 la linea ferroviaria venne chiusa.

Dopo diverse traversie la linea fu ricostruita e fu acquistata dalla società "La Ferroviaria Italiana" di Arezzo ed il 24 settembre 1950 fu riaperta al pubblico mentre il 13 settembre 1954 ne fu attivata l'elettrificazione.
Attualmente è gestita da T.F.T. Spa (Trasporto Ferroviario Toscano) per scorporo da LFI.

(collezione Roberto Monticini)

Queste notizie sono state raccolte dal libro di Piero Muscolino "Le ferrovie secondarie di Arezzo", 1978, Grafiche Calosci – Cortona, purtroppo il libro non riferisce alcunché su come fosse effettuato il trasporto della posta, pur esistendo all'epoca un servizio di messaggeri, come testimoniano i bolli da me raccolti. Per colmare questa lacuna invito quanti in possesso di ulteriori informazioni e bolli a volermi contattare per email, all'indirizzo: info@ilpostalista.it

Consiglio anche la lettura de "La Ferroviaria Italiana" in Wikipedia, la pagina è stata curata dal Dr. Giulio Bigozzi che è stato Direttore Amministrativo e Finanziario, nonchè Direttore dell'Esercizio Autolinee della L.F.I. fino al 2011.

Le corrispondenze



 

Alcuni orari ferroviari

1899

orario in vigore dal 19 novembre 1898
(proposto da Alberto Càroli)

1899

(collezione Giovanni Guerri)

1926

(Collezione R. Monticini)


1960 - LFI - Copertina

il biglietto

3 gennaio 1938 - Soc. Veneta - Arezzo-Bibbiena andata e ritorno

 

25.2.1944 (?) - Soc. Veneta - Bibbiena-Soci (?)