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  Lavoratori aretini volontari in Germania
di Roberto Monticini e Samuel Rimoldi

PERCORSO: Posta militare > questa pagina > Dal Fascismo alla Liberazione > La Posta tedesca ad Arezzo

A seguito di alcuni accordi commerciali stipulati tra Hitler e Mussolini, dal 1937 fu favorita ed incoraggiata l'emigrazione di lavoratori italiani verso la Germania, per sopperire al fabbisogno di manodopera a basso costo. Si calcola che tra il 1938 e il 1942 furono circa 100.000 gli italiani che fecero questa scelta.

A seguito dello scoppio del conflitto la quasi totalità di questi lavoratori emigrati rimase in loco, continuando ad occupare il proprio posto di lavoro in quanto collocato in industrie legate ed associate allo sforzo bellico.

L'esercito tedesco, successivamente alla sottoscrizione dell’Armistizio da parte dell’Italia, catturò circa 650.000 militari italiani confinandoli poi nei campi di prigionia (Stalag) in Germania e qualificandoli “Internati Militari Italiani" (IMI).

A seguito di un accordo tra il governo della Repubblica Sociale Italiana e il governo tedesco, dal 20 luglio 1944, la quasi totalità degli internati militari italiani vide trasformare la propria connotazione iniziale per quindi passare allo stato di "libero lavoratore". La nuova posizione, potenzialmente migliorativa, di fatto, poco e niente mitigò le dure condizioni di vita di queste persone che continuavano comunque a vivere lo status di internati.

In campo postale, agli internati militari italiani, quando erano considerati prigionieri era loro riconosciuta la possibilità di fruire della franchigia postale, diritto di agevolazione che perdevano automaticamente appena riconosciuti “liberi lavoratori”, con conseguente obbligo quindi di affrancare a proprie spese la loro corrispondenza.

AGGIORNAMENTO DEL: 11-05-2024
Roberto Monticini n. 2 cartoline postali da Geesthacht

Innsbruck 2 novembre 1940

Busta spedita da Innsbruck il 2.11.40 da lavoratore italiano presso la ditta Strauss, diretta ad Arezzo dove giunse l’8 dello stesso mese (Collezione Gustavo Cavallini).

 

Trofaiach 22 marzo 1942

Busta spedita il 22.3.42 da lavoratore italiano presso la ditta WLC di Trofaiach in Stiria, diretta a Cortona AR.
Si tratta di una missiva inviata da uno dei lavoratori volontari che risposero ai diversi bandi del lavoro per sopperire al fabbisogno di manodopera in Germania.

 

Geesthacht 14 dicembre 1943

Da Geesthacht scritta il 14 dicembre 1943, diretta a Lucignano. Nel contenuto i normali convenevoli familiari.

 

Stuttgart 29 febbraio 1944

Lo scrivente, Benito Giacomini, impiegato presso la ditta Robert Bosch di Stoccarda, indica il suo domicilio nel “Lager Italienisch Stuttgart Robert Bosch Freizeitheim Germania” cioè nel campo per lavoratori italiani. Come indicato nel testo della missiva, il “campo” era in realtà un albergo (freizeitheim) dove erano ospitati circa 100 lavoratori italiani.

 

Geesthacht 18 maggio 1944

Da Geesthacht postalizzata 18 maggio 1944, diretta a Lucignano. Nel contenuto i normali convenevoli familiari e richiesta di notizie di parenti ed amici..