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  RIGUTINO, UN PAESE IN GUERRA:
il soldato Pietro Rosi
Gustavo Cavallini

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La corrispondenza di questo soldato è arrivata a noi, ma senza la busta.
Ci riserva comunque alcune indicazioni militari.

Zona di Guerra 1917

Egregio Signor Pievano

Li mando queste pò di
righe tanto per farli saper
l'ottimo stato li mia
salute e come spero che sara
di lei e sua famiglia Ora
li fascio sapere che io mi
trovo a riposo ne un paesetto
in dietro qui mi trovo bene
ma siamo in guerra speria
mo che presto venga la santa
vittoria e ripoter tornare
vittoriosi alle sue proprie case
Anche lei preghi anche
per me che io penso sempre al
buon dio che ci salvi
di qualunque pericolo e
salvi tutti i soldati di-
talia. Altro non mi
resta che salutarlo di
vero quore Mi firmo
suo devoto Amico
Pietro Rosi
Questo e mio indirizzo
Soldato Pietro Rosi
27 Regg,to Fant.
16 compagnia Zona di
Guerra
Addio di
Nuovo


Il nostro compaesano è un soldato del 27° Reggimento.
In aprile del 1917, la Brigata Pavia raggiunge l'Altipiano d'Asiago, prendendo posizione lungo la Val d'Assa dove si mantiene sino ad ottobre, alternando azioni di pattuglie e turni di riposo. Il 24 ottobre, la rottura del fronte a Caporetto, dodicesima battaglia dell'Isonzo, comporta per le truppe dell'Altipiano solo una modesta rettifica della linea di resistenza, per meglio agganciarsi alla 4° Armata che si è ritirata sul Grappa ed alla 3° sul Piave, fermo restando la 1° sulle Alpi. Fino a giugno del 1918, la Pavia rimane sull'Altipiano, poi viene spostata sul Piave a sostegno del campo trincerato di Treviso, tra Zenson e Fagaré, attaccato a fondo dagli austriaci durante la battaglia del solstizio. Forze nemiche preponderanti oltrepassano il Piave a Fagaré, creando una testa di ponte che solo la tenacia dei fanti del 28° non permette di espandersi. Tra il 18 ed il 19 giugno, la battaglia alla testa di ponte di Fagaré diventa violentissima, il paese di San Biagio di Callalta è accerchiato dagli austriaci, tra le case resiste il 27° fanteria. Alla fine, crollate le speranze austriache di forzare le difese italiane, la battaglia si spegne e gli attaccanti si ritirano sulla sponda sinistra del Piave. Completato un turno di riposo, la Pavia viene spostata in luglio sul Grappa, entrando in linea sul monte Asolone, dove rimane sino ad ottobre, quando passa nel settore delle Giudicarie, presso il paese di Bezzecca. Il 3 novembre 1918, giorno dell'armistizio di Villa Giusti, vede il 27° ed il 28° Reggimento inseguire il nemico sulle creste del Tomeabrù e Cima d'Oro. Le perdite della Pavia nei 4 anni di guerra furono complessivamente: caduti 2304, feriti 8148.

Pietro Rosi non risulta caduto in guerra.

Gustavo Cavallini
18-07-2022

FONTE

www.storiaememoriadibologna.it

Tutta le corrispondenze sono parte della Collezione Bigi e sono tratte dal libro "Rigutino ai suoi figli migliori" di Lucio Bigi - Adolfo Casalini - - Gustavo Cavallini - Massimo Pulitini, edito da IL QUADRANTE Circolo Culturale Filatelico, Selecta Editrice, ottobre 2017.