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UNA LETTERA MOSTRUOSA
Lorenzo Oliveri

Il recente ritrovamento in un lago francese di un "pesciolino" rosso del peso di circa 30 chilogrammi, per quelle analogie che solo i filatelici si possono permettere, mi ha fatto venire in mente un altrettanto "mostruoso" epico ritrovamento: una lettera spedita il 30 aprile 1863 dalla Sardegna.

La missiva sarebbe partita da Samugheo, piccolo paese di 2019 anime della Barbagia oristanese, dove la distribuzione di seconda classe venne aperta nel 1853 (titolare Tatti Antonio) e, conteggiando i pezzi finora noti, che l'avrebbero affrancata, sarebbe pesata ben 3 chili. Ipotizzando che fosse stata inviata per assicurata per lire 3000, visto che probabilmente si trattava di un contenuto prezioso, la tariffa soddisfaceva la tassa per 63 porti e il relativo rischio del trasporto, raggiungendo la davvero ragguardevole cifra di 12,30 lire, ulteriormente incrementabile a seguito di nuove possibili future scoperte (tenuto anche conto che, se quello citato fosse il peso definitivo, mancherebbe comunque all'appello un francobollo da 5 centesimi...).

La mania imperante presso i collezionisti, almeno fino agli anni '20, di mettere in collezione solo francobolli usati sciolti, staccandoli dalle missive originali, ci ha privato di un documento postale eccezionale. A questo punto sorge spontaneo chiedersi che cosa potesse contenere questa spedizione. Forse, anche in questo caso, ci può venire un piccolo aiuto dalla conoscenza della storia postale: a quanto risulta dalla documentazione ufficiale proprio nell'aprile 1863 la distribuzione comunale di Samugheo venne chiusa (il servizio postale nel comune sarà nuovamente attivato il 1° aprile 1885...) e quindi qualcuno avrebbe voluto approfittare dell'ultimo giorno del servizio postale, per un invio davvero consistente.

Purtroppo quando nel 1976 con Giuseppe Fontana approntammo il catalogo dei Bolli e Annullamenti Postali del Regno di Sardegna non eravamo a conoscenza di questi pezzi, apparsi sul mercato grazie alle aste eBay, e scrivemmo che esistevano bolli falsi di Samugheo rilevati su francobolli da 80 centesimi e 3 lire (in realtà, nei nostri archivi avevamo unicamente bolli apposti su scarti di stamperia e, solo successivamente, il catalogo Sassone citò come unico esemplare conosciuto con l'impronta dell'ufficio un francobollo da 10 centesimi sciolto).

Ora, visto anche che alcuni pezzi illustrati recano le firme di noti periti filatelici, non mi resta che fare pubblica ammenda, anche postuma a nome del Fontana, che, per una volta, spero, non verrà la prossima notte a farmi una tiratina ai piedi...
Se prossimamente appariranno altri francobolli simili io dovrò aggiornare ulteriormente il peso della megalettera, mentre la Sassone dovrà forse rivedere la quotazione di massima rarità per quell'annullo...

Lorenzo Oliveri
01-04-2023