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= Fervidissimi auguri =

Care Amiche, Cari Amici,

come consuetudine, per inviarvi i miei auguri prendo spunto da un documento della mia collezione di Storia Postale. Ormai sapete, viste le lettere e le cartoline riprodotte in passato, che un tempo le Poste funzionavano (e bene!) tutti i 365 giorni dell'anno, Natale compreso.

Quest'anno presento un telegramma di auguri spedito da Figline Val d'Arno il 25 dicembre 1936 e, ovviamente, consegnato a Roma il giorno stesso (alle ore 13.30, bollo TELEGRAFO CENTRALE ROMA * RECAPITO * 25.DIC.36).

Non sappiamo se il dr. Pancrazi, per inviare gli auguri, abbia utilizzato il telegramma a seguito di una dimenticanza o se, invece, con questo sistema abbia voluto "far colpo" sul destinatario. Resta il fatto che il personaggio cui è destinato, il principe del Sacro Romano Impero Maurizio Gonzaga, conte di Vodice (erroneamente trascritto Vovice), era una figura di spicco nel periodo fra le due Guerre.

Generale pluridecorato della Prima Guerra Mondiale (il re lo fece conte di Vodice proprio a ricordo dell'impresa compiuta conquistando il Monte Vodice, munitissima roccaforte austriaca), discendente della nota famiglia che governò per secoli il Mantovano, concluse la sua vita nel 1938 dopo essere stato nominato senatore del Regno.

Il figlio Ferrante, anch'egli generale, dopo l'8 settembre tentò di organizzare la difesa contro i Tedeschi occupanti. Sopraffatto dalle truppe germaniche, rifiutò di cedere le armi ("Un Gonzaga non si arrende mai!") e venne dalle stesse falciato con una raffica di mitra; i famigliari, ricercati dai nazisti per essere deportati in Germania, furono nascosti da Pio XII a Roma nei sotterranei di un istituto di Gesuiti.

Un piccolo documento di storia postale può trasportarci nella grande storia...
Auguriamoci di trascorrere un Natale sereno, con la speranza che il prossimo anno sia migliore dei due appena trascorsi.

Lorenzo Oliveri
22-12-2021